Andrew McCaffery

Fidelity: crescono i rischi di stagflazione in Europa

Andrew McCaffery, Global CIO di Fidelity International, individua tre temi principali nel secondo trimestre: durata della guerra in Ucraina, ritorno di una Fed aggressiva stile anni 80, e sovra-performance della Cina

29 Aprile 2022 08:00
financialounge -  Andrew McCaffery Fidelity investimenti Morning News stagflazione
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La guerra tra Russia e Ucraina è destinata a ridefinire drasticamente l’ordine mondiale, sia economico sia geopolitico. Gli shock derivanti dal conflitto e le sanzioni aggraveranno le pressioni inflazionistiche globali e l’impatto sulla crescita e sulla fiducia sarà probabilmente significativo, ma portata e durata risultano incerte. L’Europa è la più esposta e molto probabilmente registrerà quanto meno una moderata recessione, mentre gli Stati Uniti sono relativamente isolati, ma neanche completamente immuni, soprattutto dalle conseguenze inflazionistiche della guerra.

TRE TEMI PER IL SECONDO TRIMESTRE


Andrew McCaffery, Global CIO di Fidelity International, individua tre temi principali che domineranno il secondo trimestre 2022: la durata della guerra in Ucraina, il ritorno di una Fed aggressiva stile anni 80, e una sovra-performance della Cina. Secondo l’esperto di Fidelity, la durata del conflitto, che ha già causato gravi danni economici e continuerà a incidere sulle prospettive a breve termine delle economie globali, soprattutto in Europa, è difficile da stimare, e richiederà da parte degli investitori flessibilità e utilizzo di coperture.

SCENARIO MOLTO COMPLESSO


L’andamento del secondo trimestre ne sarà pesantemente influenzato, mentre le speranze di una diminuzione dei prezzi dell'energia e di un allentamento delle interruzioni nelle catene di fornitura sono svanite e nel complesso queste dinamiche continueranno a frenare la crescita e a spingere al rialzo un’inflazione già elevata. Il tutto delinea uno scenario estremamente complesso, sia per i decisori politici sia per i mercati, che devono ancora riflettere i diversi risultati possibili.

LINEA VOLCKER PER LA FED


Un altro tema importante del trimestre e nel corso dell’anno sarà la sfida delle banche centrali per tenere sotto controllo l’inflazione a fronte del nuovo scenario geopolitico ed economico. Le tre principali banche centrali dei mercati sviluppati hanno assunto toni decisamente aggressivi. La Fed ha cercato di evocare l’ex Presidente Volcker, che riuscì a domare l’inflazione negli anni Ottanta, e ha iniziato ad alzare i tassi a marzo. L’esperto di Fidelity prevede che anticiperà i rialzi e che la Bce manterrà il tono aggressivo, ma lo shock sulla crescita indotto dalla guerra e la necessità di mantenere tassi reali negativi porteranno a una svolta accomodante entro metà anno.

SCENARIO DI RECESSIONE IN EUROPA


Questo potrebbe determinare un trimestre difficile per gli asset più dinamici dei mercati sviluppati, dove Fidelity sostiene un posizionamento per la forte probabilità di una stagflazione, in uno scenario di base di recessione in Europa. “Un atteggiamento prudente sul fronte degli asset più dinamici in questa fase è fondamentale,” sottolinea McCaffery. Le condizioni favoriscono invece una sovraperformance della Cina, “che potrebbe rivelarsi un utile diversificatore”, molto lontana dal conflitto, sia geograficamente che economicamente, trae beneficio dalla possibilità di un ulteriore allentamento monetario e fiscale e offre valutazioni iniziali più interessanti.

LA CINA NON SARÀ UNA ‘PUT’ GLOBALE


Ma l’incertezza rimane elevata, avverte l’esperto di Fidelity, e le prospettive appaiono meno ovvie rispetto alla crisi finanziaria globale del 2008. Questa volta, secondo Fidelity, la Cina non svolgerà il ruolo di “put” fiscale. A fronte dell’incertezza a breve termine sulla crescita mondiale, attualmente Fidelity è sottopesata in obbligazioni e azioni e particolarmente prudente sulle azioni europee e sull’euro, mentre formula previsioni più positive sulle azioni dei Mercati Emergenti, Cina inclusa, e dell’Asia-Pacifico, Giappone escluso, nonché su alcune valute dei mercati emergenti selezionate.

AL RIALZO SUL DOLLARO


Fidelity detiene anche una posizione al rialzo dollari, perché ritiene che i differenziali dei tassi lo sosterranno mentre la Fed resterà concentrata sull’inflazione. Nell’azionario, Fidelity si concentra su società di qualità elevata più che sulla selezione settoriale, considerato l’approccio migliore per l’aumento dei rischi geopolitici e di stagflazione. Le azioni comunque dovrebbero continuare a fornire una solida fonte di reddito, poiché i bilanci sono stati rimessi in ordine dopo la fase peggiore della pandemia.

LA SFIDA DELLA STAGFLAZIONE


Nell’obbligazionario, la stagflazione rappresenta una sfida, ma alcuni comparti del reddito fisso secondo Fidelity saranno maggiormente protetti dal rialzo dei tassi e dal rallentamento della crescita. In particolare la casa è positiva sul segmento Investment Grade in euro e ritiene improbabile un aumento dei tassi della Bce nel 2022, vedendo valore nella duration dei principali Paesi. Inoltre, il credito privato può rivelarsi una copertura efficace contro l’inflazione, e offre una posizione senior nella struttura di capitale e livelli di reddito elevati a fronte di una bassa volatilità.

IMMOBILIARE FONTE DI PREOCCUPAZIONE


Infine l’immobiliare, dove il il rischio principale è il rallentamento della crescita. Secondo Fidelity, i mercati sono stati lenti a reagire alla crisi e questo richiede prudenza. Anche la stagflazione è fonte di preoccupazione per l’immobiliare. Fidelity resta concentrata sui temi macro a lungo termine, come sanità, edilizia residenziale e centri dati, mentre le locazioni indicizzate all'inflazione offrono una forma di protezione contro l’inflazione.

RIDUZIONE DEL RISCHIO E PROTEZIONE


Sullo sfondo resta il conflitto in Ucraina, che ha esacerbato le pressioni inflazionistiche, creando ancora più problemi ai decisori politici. Da inizio 2022 Fidelity già ridotto il rischio e si sta concentrando su regioni, settori e asset class che forniscono protezione e reddito in uno scenario molto incerto di rallentamento della crescita e aumento dell’inflazione.
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