Il primo caso

Dichiarato default delle ferrovie di Stato russe

Salta il pagamento su un bond per le sanzioni. Tra i creditori anche UniCredit che lo scorso giugno aveva versato oltre mezzo miliardo di euro per un progetto legato a tematiche Esg

di Fabrizio Arnhold 11 Aprile 2022 16:08
financialounge -  default Ferrovie russe guerra ucraina
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Russian Railways, il gruppo che gestisce le ferrovie di Stato in Russia, è in “default”, dopo aver mancato il pagamento degli interessi su un green bond in franchi svizzeri, il mese scorso. A stabilirlo il Credit Derivatives Determinations (Cddc), organismo britannico che regola i termini internazionali di gestione dei crediti sui derivati.

PRESTITO DA 250 MILIONI DI FRANCHI SVIZZERI


Non è stato onorato un pagamento su note emesse per garantire un prestito di 250 milioni di franchi svizzeri. Il Cddc dell’area Emea, che conta fra i suoi membri alcune delle più grandi banche di investimento del mondo, ha votato per classificare un’obbligazione emessa dalle ferrovie russe come inadempiente, a causa di un mancato pagamento sulle note di partecipazione al prestito in franchi svizzeri collegate alle ferrovie statali russe.

PRIMO “DEFAULT”


Dall’invasione militare russa in Ucraina, è la prima volta che uno strumento di debito originato dalla Russia è stato ufficialmente classificato come inadempiente. Come riporta Bloomberg, il pagamento della cedola sarebbe dovuto avvenire entro il 14 marzo, con un periodo di tolleranza di 10 giorni. Il mancato pagamento sarebbe conseguenza delle sanzioni internazionali inflitte alla Russia per la guerra in Ucraina, dal momento che le ferrovie avrebbero tentato di pagare, ma l’operazione non si è concretizzata a causa di blocchi da “obblighi di conformità all’interno delle rete bancaria”.

ANCHE UNICREDIT TRA I CREDITORI


Russian Railways, lo scorso settembre, si era aggiudicata un finanziamento legato a tematiche Esg da 585 milioni di franchi svizzeri, ossia circa 575 milioni di euro, da parte di UniCredit. La banca italiana è stata indicata tra quelle maggiormente esposte alla Russia. Nelle scorse settimane l’istituto di Andrea Orcel ha annunciato di valutare l’uscita dalla Russia: “Ovviamente abbiamo bisogno di considerare seriamente l'impatto e le conseguenze e la complessità del distacco di una banca completa dal Paese", aveva spiegato Orcel.

 
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