La giornata sui mercati

Le trattative per la pace non convincono i mercati, Borse europee prudenti

I russi propongono un cessate il fuoco a Mariupol, ma la strada verso l'accordo per la fine della guerra sembra ancora lunga e Zelensky teme attacchi massicci nel Donbass. Petrolio in calo dopo l'annuncio Usa sulle riserve

di Antonio Cardarelli 31 Marzo 2022 09:28
financialounge -  Borse europee mercati Piazza Affari
financialounge -  Borse europee mercati Piazza Affari

Apertura nel segno della prudenza per le Borse europee. il Ftse MIB viaggia poco sopra la parità in avvio, mentre lo spread Btp/Bund è in lieve calo a 147 punti base. Più tonica la Borsa di Francoforte (+0,6%) mentre Parigi e Londra sono sulla stessa lunghezza d'onda di Milano.

CESSATE IL FUOCO A MARIUPOL


L'attenzione dei mercati è ancora rivolta verso l'Ucraina. Nella mattinata di oggi la Russia ha annunciato un cessate il fuoco a Mariupol per permettere l'evacuazione dei civili. Kiev ha inviato 45 pullman sul posto, ma il presidente Zelensky continua a mantenere diffidenza verso gli annunci di tregua dei russi e teme attacchi massicci nell'area del Donbass. Ieri, durante la telefonata durata circa un'ora, Vladimir Putin ha detto a Mario Draghi che con l'Ucraina "si comincia a ragionale". Kiev e Mosca riprenderanno le trattative il primo aprile.

PIL RUSSO IN CALO DEL 10% NEL 2022


Secondo le stime della Banca europea della ricostruzione e dello sviluppo, la guerra in Ucraina provocherà un crollo del Pil russo del 10% nel 2022. Il calo per l'economia ucraina è stimato al -20%, ma se la guerra dovesse finire nei prossimi due mesi il Pil del Paese potrebbe rimbalzare del 23%. Sempre secondo lo stesso studio, la Russia, a causa delle sanzioni, ha perso circa 30 miliardi di dollari di entrate dalle esportazioni a causa delle recenti sanzioni su petrolio e gas, pari a circa il 2% del Pil. Tuttavia, negli ultimi giorni il rublo ha riguadagnato terreno nei confronti del dollaro e i è riportato sui livelli pre-invasione.

LE SCORTE USA FRENANO IL PREZZO DEL PETROLIO


In frenata il petrolio dopo l'annuncio degli Usa per la liberazione di ingenti quantità di riserve strategiche. Secondo le previsioni, sul mercato potrebbero finire un milione di barili al giorno per circa sei mesi, il maggior rilascio in quasi 50 anni di storia dello Strategic Petroleum Reserve. Nella mattinata europea il Wti scambia a 103 dollari al barile (-4%) mentre il Brent è a 107 dollari al barile (-3,4%).

ASIA IN ROSSO


La Borsa di Tokyo ha chiuso in lieve calo influenzata dall'andamento di Wall Street, sostanzialmente scettica su una possibile imminente soluzione diplomatica per il conflitto in Ucraina. In particolare l'indice Nikkei ha perso lo 0,7% a 27821,43 punti. In rosso anche le Borse di Shanghai (-0,44%) e Hong Kong (-0,87%) che pagano la frenata della produzione industriale cinese a marzo, con un deludente 49,5 punti (sotto i 50 è contrazione economica). Altra tensione, inoltre, arriva dalla possibilità di delisting di 200 azioni cinesi quotate a Wall Street. La Sec ha affermato che non c'è alcun accordo in vista per evitare questa possibilità, ovviamente nel caso le società cinesi non rispettino gli obblighi per stare sul mercato Usa.
Trending