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La stretta degli Emergenti ha creato occasioni per investire in bond in valuta locale

J.P. Morgan Asset Management sottolinea che le Banche centrali dei Mercati Emergenti hanno giocato d’anticipo nell’inasprimento monetario, creando opportunità del debito denominato in valuta locale

di Virgilio Chelli 10 Febbraio 2022 19:00
financialounge -  banche centrali J.P. Morgan Asset Management mercati emergenti obbligazioni
financialounge -  banche centrali J.P. Morgan Asset Management mercati emergenti obbligazioni

Il ciclo di inasprimento monetario delle Banche Centrali dei Mercati Emergenti si è esteso e consolidato in risposta all’aumento dell’inflazione. Questa leadership sul fronte monetario ha provocato un aumento accelerato dei rendimenti creando, per il debito denominato in valuta locale, opportunità interessanti in termini di valutazioni. In attesa che l’inflazione cambi rotta nell’ultimo scorcio del primo semestre del 2022, i portafogli globali potrebbero iniziare a investire nelle obbligazioni emergenti in valuta locale, spuntando prezzi convenienti. E, col trascorrere dei mesi, le Banche Centrali dei Mercati Emergenti potrebbero riorientare in senso espansivo la propria politica.

UN QUADRO ANCORA CONTRASTATO


Sono le conclusioni del Bond Bulletin settimanale a cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, che dipinge un quadro contrastato nei Mercati Emergenti. La ripresa della crescita è frenata da continue battute d’arresto con le maggiori difficoltà dovute al rallentamento in Cina e alle strozzature delle filiere produttive. La persistente inflazione non ha ancora toccato il punto di svolta e continuano a spingere le Banche Centrali a innalzare i tassi in congruo anticipo rispetto ai Paesi Sviluppati, rafforzando la propria credibilità. Ad esempio, a dicembre la Banca Centrale Brasiliana ha innalzato i tassi di 150 punti base al 9,25%, incrementandoli poi di altri 150 punti a febbraio.

INFLAZIONE VICINA AL PICCO


Nei Paesi che hanno seguito percorsi simili, il Team di J. P. Morgan AM comincia a scorgere i primi segnali che l’inflazione potrebbe aver toccato il punto di svolta e prevede che comincerà a rallentare nel primo semestre. In questo quadro, i bond in valuta locale dei Mercati Emergenti dovrebbero iniziare a risultare più interessanti per gli investitori. Le valute Emergenti si scontrano con le stesse difficoltà fondamentali legate all’inasprimento delle condizioni finanziarie negli Stati Uniti, ma continuano a essere convenienti e sotto-investite rispetto ai dati storici.

LE VALUTE LOCALI HANNO SOVRAPERFORMATO


Il maggiore margine di protezione integrato oggi nei rendimenti dei Mercati Emergenti ha consentito alle valute locali di sovraperformare da inizio anno, mentre quelle del G10 si sono deprezzate. In diverse regioni emergenti permane il rischio idiosincratico, come confermano le notizie del mercato immobiliare cinese e la crisi geopolitica tra Russia e Ucraina. Ma il Team di J. P. Morgan AM ritiene che questi rischi siano contenuti e che difficilmente possano propagarsi al mercato del debito emergente.

AUMENTO SENSIBILE DEI RENDIMENTI


Nel 2021, le Banche Centrali Emergenti hanno spinto al rialzo i rendimenti in tutti i segmenti delle obbligazioni in valuta locale. Questo ha portato a una notevole creazione di valore, con un aumento significativo dei rendimenti dei titoli di Stato emergenti in valuta locale, sia in termini assoluti che rispetto ai tassi core. Il Team di J. P. Morgan AM fa anche qui l’esempio dei rendimenti brasiliani saliti dal 6,9% di dicembre 2020 all’11,1% al 31 gennaio 2022. I rendimenti reali dei Mercati Emergenti sono prossimi ai massimi storici, e addirittura i titoli in valuta locale sembra stiano raggiungendo valutazioni convenienti rispetto ai titoli di Stato in valuta forte.

QUADRO TECNICO FAVOREVOLE


Anche il quadro tecnico gioca a favore del debito dei Mercati Emergenti. Dopo che il secondo semestre 2021 ha registrato deflussi costanti dai fondi emergenti in valuta locale, facendo scendere la quota in mani estere a circa il 19%, notevolmente inferiore al picco recente, ora si registra un rallentamento dei deflussi e qualche timido segnale di flussi positivi. Nonostante la cautela degli investitori, per il futuro il Team di J. P. Morgan AM non si aspetta deflussi dovuti esclusivamente alla volatilità, mentre prevede che l’attività di emissione prosegua senza sosta nel 2022.
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