Costruire il portafoglio

Robeco resta positiva sulle azioni nonostante 4 fattori avversi al Toro

Peter van der Welle, Strategist del team Multi Asset di Robeco, ritiene che il mercato possa sostenere il rischio inflazione, un calo della domanda, le tensioni geopolitiche e una Fed meno favorevole

di Virgilio Chelli 9 Febbraio 2022 18:30
financialounge -  azioni investimenti Peter van der Welle Robeco
financialounge -  azioni investimenti Peter van der Welle Robeco

L’azionario USA ha subito un duro colpo per paura che l’alta inflazione costringa la Fed a un più aggressivo aumento dei tassi. In genere, di fronte a significative oscillazioni dei mercati, gli investitori sono tentanti di entrare a prezzi più bassi. Il giudizio sulle azioni resta positivo, ma è meglio essere prudenti, visti quattro fattori avversi che si frappongono alla ripresa del trend rialzista. È l’avvertimento di Peter van der Welle, Strategist del team Multi Asset di Robeco, che indica nell’inflazione, nel possibile calo della domanda di beni post-pandemia, nei rischi geopolitici e in una Fed americana meno favorevole ai mercati i rischi da tenere sotto osservazione.

INFLAZIONE DESTINATA A RIENTRARE


Secondo l’esperto di Robeco, il problema principale rimane l’inflazione, che riduce drasticamente il potere d’acquisto di aziende e consumatori, il cui rischio tenderà a crescere ulteriormente, anche se successivamente si aspetta un drastico calo. I mercati hanno capito che la Fed vuol dare battaglia e hanno già scontato cinque aumenti dei tassi per il 2022, il che potrebbe creare ulteriori turbolenze. Poi i mercati si accorgeranno del rallentamento dell’inflazione, quantomeno nelle componenti cicliche, che dovrebbe dimezzarsi rispetto agli attuali livelli su base annua.

RISCHIO DEL CALO DELLA DOMANDA SUPERABILE


Il secondo rischio segnalato da Robeco è che la fine della pandemia e la riapertura dei servizi riducano la domanda di beni durevoli, come elettrodomestici e automobili, i cui acquisti erano schizzati con i lockdown. Il calo dei consumi potrebbe imporre un calo agli indici manifatturieri come l’ISM, il che rischia di generare timori di crescita Se l’ISM dovesse scendere sotto 56, per i mercati sarebbe una brutta sorpresa, anche se la ripresa dei servizi dovrebbe mantenerne il valore sopra il trend. Per van der Welle si tratta quindi di un rischio che i mercati possono superare.

GESTIBILI ANCHE LE TENSIONI GEOPOLITICHE


Poi ci sono le tensioni tra Russia e Ucraina. L’esperto di Robeco consiglia di guardare più ai credit default swap che ai 100.000 soldati russi al confine ucraino, e osserva che gli attuali spread russi equivalgono a un terzo di quelli registrati durante il picco della crisi del 2014, quando ad essere annessa è stata la Crimea. All’epoca, erano a 600 punti base, oggi sono a circa 210, per cui secondo van der Welle si tratta di un rischio sottovalutato. Le ambizioni di Putin si scontrano con le severe sanzioni dell’Occidente, ed è molto improbabile che l’Ucraina possa entrare nella NATO. Quindi il caso potrebbe durare poco e difficilmente produrrà un nuovo mercato ribassista, ma potrebbe far salire il prezzo del petrolio oltre la delicata soglia dei 100 dollari. Tutto sommato, secondo van der Welle, un rischio gestibile.

LA FED POTREBBE RIVELARSI MENO AGGRESSIVA


L’ultimo rischio, secondo Robeco anche il più serio, è una Fed meno favorevole ai mercati. I multipli azionari potrebbero scendere se il bilancio della Fed dovesse ridimensionarsi, invertendo il processo del quantitative easing. L’ondata di vendite di gennaio ha già ridotto i multipli, ma l’S&P 500 si è mantenuto del 30% sopra la media storica degli ultimi 40 anni. Resta da capire se la Fed stia davvero diventando meno favorevole al mercato. Se calasse il rischio d’inflazione, potrebbe rivelarsi meno aggressiva nel secondo o nel terzo trimestre, allontanando ulteriori rialzi.

LE AZIONI POSSONO GESTIRE LA NUOVA REALTÀ


Finché i tassi di crescita dei mercati sviluppati supereranno il trend, come nello scenario di base di Robeco, van der Welle ritiene che i mercati azionari sapranno gestire un ulteriore aumento dei tassi e adattarsi alla nuova realtà. Comprare ai minimi non è più facile come una volta, ma secondo l’esperto di Robeco l’ultima correzione non preannuncia la fine della fase di rialzo, né decreta la fine del trend secondo cui non ci sono alternative alle azioni, noto come TINA (There is No Alternative).

PIÙ RISCHIO AL RIBASSO MA RESTA IL SOVRAPPESO SULLE AZIONI


Gli attuali parametri di valutazione relativa, tra cui il premio al rischio azionario, invitano alla prudenza, osserva in conclusione van der Welle, perché il rischio di ribasso è in crescita, nonostante la storia insegni che a questi livelli le azioni tendono a sovraperformare le obbligazioni. Per i prossimi 12 mesi, Robeco rimane quindi ottimista sull’azionario e ne conferma la posizione leggermente sovrappesata nei portafogli multi-asset.
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