Focus sull'inflazione

Un altro anno con poche soddisfazioni per il credito europeo

Philippe Bartholet (Ostrum AM, affiliata Natixis IM) vede nel 2022 un percorso di transizione da tassi bassissimi ad abbastanza bassi con guadagni positivi ma in misura minore rispetto a quelli del 2021

di Leo Campagna 1 Febbraio 2022 19:45

financialounge -  credito Natixis IM Ostrum Asset Management Philippe Bartholet
Il nuovo anno è iniziato nel solco del 2021 con l’aggravante del rischio geopolitico della crisi Ucraina che potrebbe peggiorare il deficit energetico dell'Europa e, a cascata, alimentare ulteriormente la spinta all’insù dei prezzi al consumo. L’inflazione, infatti, non sembra al momento mostrare segnali di raffreddamento su entrambe le sponde dell’Atlantico.

UNA BUONA SOLIDITÀ ECONOMICA DI FONDO


“In questo contesto complesso, le economie occidentali sembrano in grado di resistere alla tempesta alla luce dei primi dati macro del 2022 che hanno mostrato una buona solidità economica di fondo” Philippe Bartholet, CIO for credit and money markets, Ostrum Asset Management, affiliata di Natixis IM. Le principali banche centrali osservano l’evoluzione del carovita ma con approcci differenti. La Federal Reserve statunitense dovrebbe procedere con tre rialzi dei tassi quest’anno per tenere sotto controllo i prezzi al consumo ed evitare di essere percepita dal mercato come in ritardo sull’inflazione. Al contrario la Bce in Europa rimarrà verosimilmente in una posizione di attesa per altri 24 mesi.

IL TASSO DI DEFAULT AL DI SOTTO DEL 2% IN EUROPA E NEGLI USA


Da una prima analisi, la crescita economica superiore al trend per il 2022 può costituire un elemento di supporto per i prodotti a spread, cioè i titoli a reddito fisso con un extra rendimento rispetto ai governativi. “Riteniamo che la qualità del credito possa proseguire nel miglioramento dei fondamentali registrando un numero maggiore di upgrade che di downgrade nei rating. Ci aspettiamo inoltre che il tasso di default possa restare al di sotto del 2% in Europa e negli USA” specifica Bartholet.

VALUTAZIONI ELEVATE


Un quadro moderatamente costruttivo che, tuttavia, dovrà fare i conti con le valutazioni elevate e con un'offerta netta, cioè il saldo tra nuove emissioni e titoli in scadenza, molto più elevata all’interno del segmento investment grade rispetto ai livelli registrati nel corso del 2021. “In aggiunta, le banche centrali ridurranno il loro sostegno, mentre la volatilità potrebbe aumentare a causa dei movimenti al rialzo sui tassi di interesse: le cedole ancora ridotte rendono pertanto le obbligazioni societarie più sensibili a qualsiasi evento negativo” spiega il manager.

I RISCHI PRINCIPALI


A questo proposito Bartholet ricorda che, come sperimentato in modo evidente nel 2021, i rendimenti reali negativi molto spesso fungono da supporto per gli asset di rischio. Tuttavia, dal livello in cui si trovano attualmente, possono solo muoversi verso l’alto. I rischi principali, in base alle analisi del manager, potrebbero sopraggiungere da un'inflazione incontrollata e dall’andamento del mercato cinese nel segmento ad alto rendimento (con particolare attenzione al settore immobiliare).

POSSIBILE INCREMENTO DEGLI SPREAD NEL CREDITO


“Riteniamo probabile un incremento tra i 10 e i 15 punti base (tra +0,10% e +0,15%) per il segmento investment grade e di 30/35 punti base (tra +0,30% e +0,35%) per l’high yield nei mercati del credito europei. Movimenti che dovrebbero comportare rendimenti ancora positivi, ma pur sempre in misura minore rispetto a quelli del 2021” conclude il CIO for credit and money markets di Ostrum Asset Management.

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