Asset allocation

Schroders: "Ecco i mercati emergenti dove investire nel 2022"

Tom Wilson, Head of Emerging Market Equities, di Schroders indica opportunità positive per il mercato cinese, interessanti anche Polonia, Ungheria e Brasile

di Anna Patti 24 Gennaio 2022 17:40
financialounge -  James Barrineau mercati emergenti Schroder Tom Wilson
financialounge -  James Barrineau mercati emergenti Schroder Tom Wilson

Stiamo assistendo a una fase di normalizzazione a livello globale, grazie alla somministrazione dei vaccini e al raggiungimento di alti livelli di immunità post infezione anche se permane la paura di nuove varianti. D’altra parte abbiamo un aumento dell’inflazione e l’inasprimento delle politiche della Fed che può rappresentare un pericolo per i mercati emergenti. Secondo Tom Wilson, Head Of Emerging Market Equities, di Schroders i mercati emergenti sono comunque più resistenti rispetto all’ultimo ciclo di rialzo dei tassi.

IL MERCATO CINESE


Nella seconda metà del 2022 si assisterà a un miglioramento delle prospettive macroeconomiche in Cina. Wilson delinea un contesto più positivo anche se mantiene una visione relativamente meno favorevole sul mercato cinese. Se la pressione inflazionistica rallentasse ci sarebbe spazio per un allentamento monetario e l’economia cinese avrebbe potenziale per iniziare a migliorare. I rischi potrebbero essere rappresentati dalle varianti Covid in grado di eludere i vaccini. Ma anche dalla situazione geopolitica, dall’inflazione, e dal percorso di regolamentazione che adotterà il governo cinese per affrontare le disuguaglianze e migliorare la mobilità sociale.

FAVORITE POLONIA, UNGHERIA E BRASILE


Interessante a lungo termine è il mercato indiano, sostenuto dal progresso delle riforme anche se le valutazioni costose spingono alla moderazione. Particolare attenzione viene rivolta nell’analisi di Tom Wilson ai mercati emergenti di Polonia e Ungheria “dove la crescita economica è forte e le valutazioni sono ragionevoli”. Il mercato favorito è la Russia che gode di convenienti valutazioni ed è beneficiario dei più alti prezzi delle materie prime. Anche il Brasile potrebbe rappresentare un’opportunità per gli investitori nel 2022. Secondo Tom Wilson un elevato rischio politico e un’inflessione potrebbe creare margine per un allentamento monetario nell’ultima parte del prossimo anno. Vanno comunque tenuti in considerazione i rischi geopolitici dato il recente aumento delle tensioni con l’Occidente.

IL DEBITO DEI MERCATI EMERGENTI


Per gli investitori, i mercati emergenti potrebbero rappresentare un’ottima risorsa. James Barrineau, Head of Global EMD Strategy di Schroders, sostiene che “se l’inflazione si modera e torna vicino ai livelli target della Fed nel 2022, allora le prospettive per gli investitori EMD in valuta locale potrebbero essere molto brillanti”. Le banche centrali di Russia e Messico saranno probabilmente le prime a frenare i rialzi, mentre in Europa e in Brasile probabilmente ci vorranno mesi perché si possa frenare le tendenze inflazionistiche.

VOLATILITÀ E CICLI DI RIALZO


I paesi asiatici sono più vicini alla credibilità dei mercati sviluppati rispetto ad altre regioni dei mercati emergenti e se i rendimenti locali sono più bassi, la volatilità della moneta è più contenuta. Seguendo la previsione di James Barrineu, nel 2022 ci si aspetta che il comparto obbligazionario abbia completato i cicli di rialzo e "si ritrovi con tassi d’interesse reali ben al di sopra delle controparti sviluppate, forse con cicli di taglio dei tassi in vista”.

GLI SPREAD PIÙ ATTRAENTI


La moneta cinese si mantiene stabile grazie a i tassi reali tra i più positivi dell’asset class che rappresentano una forte attrattiva per gli investitori. Risultano privilegiate la Malesia e l’Indonesia. Il rublo russo sembra molto solido mentre il Messico si distingue per la mancanza di tensioni fiscali e la vicinanza agli Stati Uniti. Sul lato del debito in dollari le prospettive sono meno brillanti. Gli spread dei titoli dei mercati emergenti ad alto rendimento sono più attraenti di quelli statunitensi ma non godono di un ambiente operativo stabile.” In questo contesto è fondamentale essere attivi e adottare un approccio selettivo”, conclude James Barrineu.
Trending