Cosa cambia

Smart working, scatta la proroga fino al 31 marzo 2022

Lavoro agile semplificato fino alla fine dell’emergenza sanitaria e individuazione delle patologie per i lavoratori fragili. Ecco le novità contenute nel decreto approvato il 14 dicembre 2021 dal Consiglio dei ministri

di Redazione 28 Dicembre 2021 15:53
financialounge -  Covid lavoro smart working
financialounge -  Covid lavoro smart working

La proroga dello stato di emergenza al 31 marzo 2022 ha esteso alcune misure speciali che riguardano lo smart working. Si allungano i termini delle misure collegate, tra cui la possibilità di ricorrere allo smart working in modalità semplificata nel settore privato, con la trasmissione della comunicazione al ministero del Lavoro senza necessità di allegare l’accordo con il lavoratore.

SI PROLUNGA LO SMART WORKING “SEMPLICE”


Con il decreto legge 221/2021, che allunga lo stato di emergenza fino al 31 marzo 2021, viene estesa la possibilità di ricorrere allo smart working con modalità semplificate, ossia senza che sia necessario l’accordo individuale tra azienda e singolo dipendente. Ci sono anche delle novità che riguardano il lavoratore fragile.

COSA CAMBIA PER I LAVORATORI FRAGILI


I lavoratori fragili potranno continuare a svolgere di norma l’attività in smart working, anche con mansioni diverse ma con lo stesso inquadramento, fino all’adozione di un decreto ministeriale che individuerà “le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali, fino al 28 febbraio 2022, la prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità agile” anche secondo le modalità eventualmente previste dai contratti collettivi.

SIA PRIVATI CHE PUBBLICI


Lo smart working è la modalità ordinaria di svolgimento del lavoro per i lavoratori fragili, sia in ambito privato che pubblico. Nel caso in cui non possano eseguirlo da remoto, la loro assenza è equiparata al ricovero ospedaliero. Questa tutela sarà riconosciuta solo ai dipendenti con le “patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità”, che rientrano nella lista stilata dal ministero della Salute.

OBBLIGO DI GREEN PASS


Resta l’obbligo di possesso del green pass per altri tre mesi per andare al lavoro, sia per i dipendenti pubblici che privati. E spetta sempre al datore di lavoro effettuare i controlli del caso. Per recarsi in ufficio o sul luogo di lavoro, non serve il “super green pass” ma è sufficiente quello nella versione base, ossia anche a seguito di un tampone negativo, guarigione o vaccino. Resta l’obbligo di vaccinazione per alcune categorie di lavoratori, come docenti, militari e forze di polizia, oltre al personale sanitario e delle Rsa.
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