Giornata complicata

Lunedì pesante a Piazza Affari

Omicron, stop al piano infrastrutturale Usa e taglio dei tassi in Cina mandano in forte rosso i listini europei. A Milano pagano dazio soprattutto i titoli bancari, petrolio ancora in calo

di Antonio Cardarelli 20 Dicembre 2021 11:58
financialounge -  borsa Piazza Affari Variante Omicron
financialounge -  borsa Piazza Affari Variante Omicron

Giornata di forti ribassi su tutte le Borse globali con quelle europee, inclusa Milano, che non fa eccezione. Ad appesantire i listini, che va ricordato lavorano comunque a volumi più bassi con le festività ormai alle porte, è un mix di fattori.

VARIANTE OMICRON


Il primo è ormai una costante delle ultime settimane: l'aumento dei contagi con il diffondersi della variante Omicron, che diventa sempre più prevalente anche in Europa. L'Olanda ha già deciso un nuovo lockdown mentre altri paesi europei stanno valutando misure restrittive che rischiano di fermare la ripresa. L'altra notizia che preoccupa i mercati arriva dalla Cina, dove per la prima volta da aprile 2020 la banca centrale ha deciso di ridurre i tassi per dare respiro alla ripresa. Una scelta che mostra come il governo sia preoccupato per gli impatti della crisi immobiliare partita dal caso Evergrande.

FUOCO AMICO SU BIDEN


Ma forse il fattore più impattante, poiché inatteso, è lo stop al piano infrastrutturale da circa duemila miliardi di dollari voluto dal presidente americano Joe Biden. Uno stop arrivato col fuoco amico del senatore democratico Joe Manchin, che ha annunciato che non voterà il piano Build Back Better rendendo così impossibile, per Biden, incassare il voto di Kamala Harris.

BANCHE IN FORTE CALO


Prosegue il calo del petrolio, con il Wti a 68 dollari e il Brent poco sopra i 71 dollari al barile. Piazza Affari, come le altre Borse europee, paga dazio con il Ftse Mib in calo di circa 2 punti percentuali. metà seduta. Indice appesantito dalle banche con Banco Bpm (-4%), Mediobanca (-3,6%), Mps (-3,3%), Unicredit (-3,6%), Bper (-2,7%) e Intesa (-2,3%). Male anche Tim, che perde l'1,5% e scambia a 0,43 euro per azione.
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