Investire in obbligazioni

L’allocazione tattica obbligazionaria premia dollaro, debito emergente e ESG

Si defila una complicata equazione da risolvere per la Bce che rende non molto rosee le prospettive di rendimento per il reddito fisso. Economie emergenti, dollaro e criteri ESG possono rappresentare un’eccezione

di Leo Campagna 20 Dicembre 2021 09:21
financialounge -  AllianzGI Amundi Euromobiliare AM GAM investire in obbligazioni Natixis IM NN IP Vontobel
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L’ACCELERAZIONE DEL REDDITO FISSO SOSTENIBILE


L'ampliamento del perimetro di implementazione di regolamenti come la Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), che impone obblighi di divulgazione ESG per i gestori patrimoniali, e la tassonomia dell'Ue contribuiranno a modellare sempre di più il mercato dei green bond. Un mercato, quello delle obbligazioni green, social e sustainability, che a livello globale raggiungerà nel 2022, secondo le previsioni di NN Investment Partners (NN IP), un controvalore di 2.900 miliardi di euro. Con un’accelerazione trainata dall’Ue ma che vedrà Stati Uniti e mercati emergenti guadagnare probabilmente quote di mercato. “La crescita sarà guidata sia dalla domanda degli investitori sia dai regolatori e dai politici che si propongono obiettivi di riduzione dell'impronta di carbonio. NN IP è un precursore del mercato delle obbligazioni verdi, con un’offerta che prevede quattro fondi green bond dedicati" riferisce nell’articolo NN Investment Partners: i bond sostenibili varranno 2.900 miliardi di euro nel 2022 Bram Bos, Lead Portfolio Manager, Green Bonds di NN IP.

PROSPETTIVE DI RENDIMENTO NON MOLTO ROSEE


Nei prossimi tre anni le prospettive di rendimento reale per gli investitori non saranno molto rosee. Il rendimento annuo reale di un portafoglio ‘tradizionale’, costituito per il 60% da azioni e per il 40% da obbligazioni, in aggregato potrebbe essere attorno allo zero sia in USA che in Europa. Per il futuro, il rebus in tema di investimenti è come aumentare il potenziale del rendimento reale. Per questo occorrerà cogliere le opportunità disponibili in tutte le classi di attivi, perché il valore reale ancora presente sui mercati non è abbondante, e quindi gli investitori dovranno mantenere un’ampia rosa di strumenti. Sono le conclusioni di Pascal Blanqué, Group Chief investment officer, e Vincent Mortier, Deputy Group Chief investment officer di Amundi nell’articolo Amundi: il valore comincia a scarseggiare sui mercati, valutare tutte le opzioni.

PRESSIONE AL RIALZO SUL DOLLARO


Per quanto riguarda la Bce, Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors nell’articolo Fed e Bce non più nella stessa barca, ma gli investitori sono preparati osserva che sarà interessante vedere le nuove previsioni economiche che si spingeranno fino al 2024, mentre non si aspetta novità sul versante dei tassi che potrebbero registrare un lieve ritocco al rialzo solo a fine 2023. Anche per questo gli investitori dovrebbero restare calmi, qualche volatilità sugli spread periferici dell’Eurozona può arrivare ma non sono attesi strappi perché comunque la Bce sarà vigile. Un effetto della de-sincronizzazione USA-Eurozona è l’aumento della pressione al rialzo sul dollaro, cosa che alla Bce non dovrebbe dispiacere.

UNA COMPLICATA EQUAZIONE PER LA BCE


Gli esperti di Euromobiliare Sgr nell’articolo Banche centrali: cosa aspettarsi dai meeting di Fed e Bce? Quali conseguenze sui mercati? fanno il punto sulle prossime riunioni delle banche centrali e analizzano i risvolti per gli investitori. "Si prospetta decisamente complicata l’equazione della BCE - spiegano gli esperti di Euromobiliare Sgr - chiamata ad attenuare l’effetto restrittivo della fine del programma emergenziale. Per i valori di equilibrio degli spread nella periferia dell’Eurozona diventeranno quindi cruciali le parole della Lagarde in merito ad ammontare, tempi e flessibilità di una strategia di transizione. La complessità del contesto ci induce a mettere in conto un po’ di volatilità nelle prossime settimane, ma non appare in discussione la determinazione dei policy maker a sostenere la ripresa globale".

LE ECONOMIE EMERGENTI POSSONO RAPPRESENTARE UN’ECCEZIONE


Anche il prossimo anno le richieste da parte degli investitori a reddito fisso saranno probabilmente elevate. “Tuttavia, sebbene diversi asset obbligazionari non abbiano molto spazio per un rally, alcuni segmenti a spread (quelli che offrono un differenziale positivo di rendimento rispetto ai governativi), come le economie emergenti, possono rappresentare un'eccezione” riferisce nell’articolo Obbligazionario, come sarà il nuovo anno secondo Vontobel Simon Lue-Fong, Head of Fixed Income di Vontobel . Il manager, sulla base delle medie storiche a 5 anni, nota che gli attuali livelli di spread di 600 punti base (+6,0%) delle obbligazioni ad alto rendimento dei mercati emergenti implicano un potenziale restringimento di 200 punti base (2,0%) nel corso del prossimo anno: una dinamica virtuosa che potrebbe generare rendimenti a doppia cifra.

CINA, OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTO A LUNGO TERMINE


In conclusione, sottolinea nell’articolo GAM: perché non bisogna trascurare gli investimenti in Cina Jian Shi Cortesi, Investment Director azionario Cina e Asia di GAM Investments, nonostante le apprensioni per i cambiamenti in corso la Cina non dovrebbe essere esclusa come opportunità di investimento, perché ci sono sviluppi macro e microeconomici positivi per un investimento a lungo termine, dalla crescita dei consumi alla competitività del settore privato fino allo sviluppo di tecnologie verdi e pulite. L’esperta di GAM crede che la comprensione delle nuove dinamiche e la flessibilità di un approccio non vincolato a uno stile di investimento siano fondamentali per portare all’attenzione degli investitori le numerose opportunità che i mercati cinesi offrono.

VERSO SCELTE DI ALLOCAZIONE TATTICA


“L’ingente domanda repressa da parte dei consumatori renderà la cosiddetta revenge spending un vero e proprio driver nel 2022. Tuttavia, le interruzioni della catena di approvvigionamento continueranno a nostro avviso a far salire i prezzi”, commenta nell’articolo Sondaggio Natixis IM: investitori istituzionali fiduciosi per il 2022 Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Investment Managers. Pur ricordando che gli istituzionali guardano al 2022 con ottimismo, il manager fa notare che le banche centrali, il cui ruolo è “fin troppo significativo nell'andamento del mercato”, continueranno a essere sotto pressione sia la crescita economica sostenuta e sia per il carovita. “L’elevata volatilità del mercato azionario, i tassi di interesse e l'aumento dei prezzi al consumo stanno tenendo gli investitori sulle spine, spingendoli sempre più verso scelte di allocazione tattica per navigare nel contesto attuale" conclude Bottillo.
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