Misure anti covid nelle aziende

Google pronta a licenziare i dipendenti no vax

Mountain View avrebbe detto di voler mettere in congedo amministrativo retribuito per 30 giorni, seguito da congedo personale non retribuito per sei mesi fino ad arrivare al licenziamento, i lavoratori che non dimostrano di essersi vaccinati contro il Covid-19

di Annalisa Lospinuso 15 Dicembre 2021 10:47
financialounge -  Covid google lavoro No-vax Omicron vaccino

Giro di vite in Google per i no vax. L’azienda di Mountain View ha mandato un ultimatum ai dipendenti per vaccinarsi, pena la sospensione e poi il licenziamento, secondo quanto riportato da Cnbc e ripreso dalle agenzie di stampa come Agi. I dipendenti di Google hanno avuto tempo fino allo scorso 3 dicembre per dichiarare il loro stato vaccinale contro il Covid-19 e produrre dei documenti di prova.

TEMPO FINO AL 3 DICEMBRE


Dal 4 dicembre, come scrive Cnbc, Google ha iniziato a contattare quei dipendenti che non hanno caricato il loro stato o non sono vaccinati e quelli le cui richieste di esenzione non sono state approvate. I lavoratori che non rispetteranno le regole di vaccinazione entro il 18 gennaio saranno posti in “congedo amministrativo retribuito” per 30 giorni, seguito da “congedo personale non retribuito” per sei mesi, fino ad essere licenziati, secondo Cnbc.

IL MANIFESTO


Circa 600 dei 150 mila dipendenti di Google hanno sottoscritto un manifesto per opporsi alla decisione aziendale di rendere il vaccino anti-Covid obbligatorio, secondo le comunicazioni interne ottenute da Cnbc. Google avrebbe anche affermato che per i dipendenti che lavorano indirettamente o direttamente con il Governo federale, saranno sottoposti a vaccinazione anti-Covid, anche se lavorano da casa.

TIMORI PER LA VARIANTE OMICRON


Mountain View ha, così, accolto l’invito dell’amministrazione Biden rivolto alle aziende statunitensi con 100 o più dipendenti di garantire che i lavoratori siano completamente vaccinati o sottoposti a test regolari per Covid-19, entro il 4 gennaio. Google ha spiegato di essere “impegnata a fare tutto il possibile per aiutare i nostri dipendenti che possono essere vaccinati a farlo e a sostenere fermamente la nostra politica di vaccinazione”. Dal 10 gennaio i dipendenti sarebbero dovuti tornare in presenza per tre giorni alla settimana, ma la società ha posticipato a tempo indeterminato il piano di ritorno al lavoro in presenza per i timori della variante Omicron.
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