Inflazione in primo piano

Sondaggio Natixis IM: investitori istituzionali fiduciosi per il 2022

Secondo il Global Institutional Investors Survey 2022 di Natixis Investment Managers i driver di mercato del prossimo anno saranno la revenge spending e le mosse delle banche centrali

di Leo Campagna 13 Dicembre 2021 15:10
financialounge -  Antonio Bottillo daily news inflazione investitori istituzionali Natixis Investment Managers outlook 2022
financialounge -  Antonio Bottillo daily news inflazione investitori istituzionali Natixis Investment Managers outlook 2022

Gli investitori istituzionali a livello mondiale sono sostanzialmente fiduciosi per il 2022. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Natixis Investment Managers condotto tra ottobre e novembre, che ha coinvolto oltre 500 investitori istituzionali - fondi sovrani, assicurazioni, e fondazioni su scala globale - con un patrimonio in gestione di 13.200 miliardi dollari.

LA REVENGE SPENDING


Il 62% degli intervistati è convinto che la revenge spending possa trainare in modo robusto l’economia il prossimo anno. L’ipotesi è che, dopo il culmine di questa grande crisi pandemica, le famiglie spendano più del normale, sia per bisogno di recuperare spese e acquisti rimandati in precedenza sia come strategia compensativa. Per contro, la maggior parte degli intervistati ritiene che le chiavi della ripresa economica le abbia la classe politica le cui scelte stanno causando l'attuale squilibrio tra domanda e offerta, inflazione e valutazioni azionarie distorte. Infine, se il 68% è convinto che l’attuale lunga fase di bull market possa arrestarsi non appena le Banche centrali smetteranno di stampare denaro, sembrano escludere che possa accadere nel 2022.

PRIVATE ASSET E ASSET DIGITALI


Guardando al prossimo anno, il 45% degli intervistati del sondaggio di Natixis IM riconosce ai private asset la capacità di rappresentare un rifugio sicuro in caso di correzione di mercato, mentre cresce l’interesse nei confronti degli asset digitali: il 28% degli istituzionali investe già in criptovalute e il 40% reputa che gli asset digitali siano un'opportunità di investimento legittima. Tra i settori più interessanti, invece, indicati tecnologia (45%), healthcare (41%), infrastrutture (40%) ed energia (34%).

ENERGIA, HEALTHCARE E SOLUZIONI IT


Quest’ultimo settore viene segnalato dal 59% degli istituzionali, secondo cui sovraperformerà grazie all’aumento della domanda sulla scia della ripresa economica. L’healthcare, invece, oltre alla spesa per le cure per la pandemia beneficerà delle spinte vaccinali in tutto il mondo. Sempre a proposito di pandemia, proseguirà il trend visto nelle fasi di lockdown, quando il lavoro da casa ha spinto la necessità di soluzioni IT domestiche.

I POTENZIALI RISCHI: INFLAZIONE E VOLATILITÀ


Sul fronte dei potenziali rischi figurano inflazione e volatilità. Il 69% degli intervistati nell’indagine di Natixis IM è preoccupato dall'inflazione ma crede che sia un fenomeno strutturale (55%), derivante da un mix di politica monetaria accomodante e bassi tassi di interesse, piuttosto che un fenomeno ciclico (45%). La volatilità in aumento, associata alla distorsione delle valutazioni, rende cruciale la gestione nella selezione delle migliori opportunità e nell’ottenere migliori ritorni corretti per il rischio. Tre quarti degli intervistati nota infatti come i propri investimenti attivi abbiano sovraperformato i benchmark di riferimento nel corso degli ultimi 12 mesi.

VERSO SCELTE DI ALLOCAZIONE TATTICA


“L’ingente domanda repressa da parte dei consumatori renderà la cosiddetta revenge spending un vero e proprio driver nel 2022. Tuttavia, le interruzioni della catena di approvvigionamento continueranno a nostro avviso a far salire i prezzi”, commenta Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Investment Managers. Pur ricordando che gli istituzionali guardano al 2022 con ottimismo, il manager fa notare che le banche centrali, il cui ruolo è “fin troppo significativo nell'andamento del mercato”, continueranno a essere sotto pressione sia la crescita economica sostenuta e sia per il carovita. “L’elevata volatilità del mercato azionario, i tassi di interesse e l'aumento dei prezzi al consumo stanno tenendo gli investitori sulle spine, spingendoli sempre più verso scelte di allocazione tattica per navigare nel contesto attuale" conclude Bottillo.
Trending