Investire in obbligazioni

Parola d'ordine diversificare, per generare reddito e difendersi dall'inflazione

L'aumento globale dei prezzi spingerà i rendimenti obbligazionari al rialzo e i prezzi dei bond al ribasso. High yield, debito emergente e dollaro per difendere il portafoglio

di Leo Campagna 29 Novembre 2021 - 10:19
financialounge - news
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Un sondaggio di PwC mostra che quasi un consumatore su quattro spenderà di più in sei o più categorie di consumi, tra cui i più gettonati sono il ritorno ai ristoranti, attività e abbigliamento sportivo e prodotti e servizi per la bellezza e il benessere. Lo sottolinea nell’articolo "L’experience economy nuova frontiera di investimento post-pandemia", Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management, secondo cui quando le restrizioni e rinunce della pandemia volgeranno definitivamente al termine, lasceranno spazio a un periodo di rinascita. La ripresa trae ancora maggior vigore dal fenomeno del revenge spending, ovvero la voglia di spendere il denaro forzatamente risparmiato dando una straordinaria spinta ai consumi già vista un secolo fa con il boom seguito alle sofferenze dell’influenza spagnola e della Prima guerra mondiale. Oggi molti governi sono pronti a investire per la ripresa e i mercati sono irrorati di liquidità delle banche centrali, mentre nuove tecnologie e digitalizzazione possono dare un’ulteriore spinta.

GENERARE REDDITO E DIFENDERSI DALL’INFLAZIONE


Generare reddito e proteggere il portafoglio dall’aumento dell’inflazione. Con questi obiettivi Fineco Asset Management, la società irlandese di gestione del risparmio interamente partecipata da FinecoBank, annuncia il lancio del fondo FAM Global Inflation Response. Si tratta, come illustrato nei dettagli nell’articolo "Fineco Asset Management lancia il fondo FAM Global Inflation Response" di una soluzione di investimento con orizzonti di lungo periodo: un fondo di fondi a gestione attiva che individua tre tematiche su cui posizionare il portafoglio, ovvero reddito, debito a breve termine, inflazione. Il peso di ciascuna allocazione viene calcolato sulla base delle considerazioni del team di investimento sui livelli di inflazione attesi, in seguito a un’attività costante di monitoraggio.

DIVERSIFICAZIONE SEMPRE PIU’ ESSENZIALE


La correlazione tra azioni e obbligazioni rende più complicata la diversificazione, che dovrà avvenire all’interno della stessa asset class. “Ora più che mai la diversificazione sarà essenziale, privilegiando attività legate all’economia reale che dovrebbero performare meglio in un contesto inflazionistico”, commenta nell’articolo "Amundi: nel 2022 da preferire settore azionario, materie prime e mercati emergenti" Matteo Germano, Head of Multi Asset Amundi e CIO Amundi SGR. “In un ciclo sempre più maturo, con un elevato livello di indebitamento e rischi asimmetrici, sarà inoltre importante continuare a mantenere in atto strategie di protezione del portafoglio, in particolare dal rischio di inflazione e da banche centrali troppo compiacenti”.

LA SOLIDITA’ DEGLI HIGH YIELD E’ UN’OPPORTUNITA’ PER IL 2022


Si prevede che il 2022 sarà un anno caratterizzato da numerosi upgrade dei rating aziendali, tanto che molti bond potrebbero riclassificarsi come “investment grade”, per cui i fallen angel, vale a dire gli “angeli caduti” in passato a un livello più basso di merito di credito, continueranno a rappresentare un’opportunità di investimento, ma saranno meno numerosi. Inoltre, la duration del comparto High Yield difficilmente risentirà dell’aumento dell’inflazione. Lo sottolinea, nell’articolo "LGIM vede un 2022 positivo per il credito high yield" Martin Reeves, Head of Global High Yield di Legal & General Investment Management (LGIM), secondo cui la solidità dell’High Yield è un’opportunità per il 2022. Dopo 3 anni buoni per il mercato globale High Yield, ora il settore dal punto di vista creditizio è più solido che mai, e non a caso, gli spread si attestano attorno al 25esimo percentile del loro storico, il che ha portato preoccupazione tra gli investitori, che temono che gli spread siano troppo ridotti a confronto con i rischi che prospettano in futuro. Ma LGIM ritiene invece che i fondamentali del credito siano destinati a migliorare ancora e questa è una ragione più che sufficiente per ritenere che gli spread non si allontaneranno molto dai livelli attuali, anzi, è possibile che si ridurranno ulteriormente.

HIGH YIELD, LA DISPERSIONE E’ DESTINATA AD AUMENTARE


Nell'ultimo anno e mezzo le misure straordinarie delle banche centrali hanno sostenuto il comparto High Yield del reddito fisso, portando i rendimenti e gli spread ai minimi pluriennali. Ma il sostegno sta lentamente svanendo poiché le autorità monetarie stanno adottando un atteggiamento meno da colombe mentre il tapering, vale a dire la riduzione degli acquisti dei programmi di Quantitative Easing, sta acquisendo slancio. In questo contesto, la dispersione è destinata ad aumentare a mano a mano che verranno resi noti i bilanci degli emittenti e i rischi idiosincratici. Lo sostiene nell’articolo "Candriam: credito high yield in deterioramento" Thomas Joret, Senior Fund Manager - High Yield & Credit Arbitrage di Candriam, che analizza le prospettive per il settore High Yield, secondo cui siamo in una fase di transizione dal beta all'alfa.

SELETTIVAMENTE POSITIVI SUL DEBITO EMERGENTE


Tutti si chiedono quando la Fed americana inizierà ad alzare i tassi, ma BlackRock nota che molti Paesi Emergenti lo hanno già fatto, rendendo la grande casa cauta sull’azionario emergente ma selettivamente positiva sul debito in valuta locale. I rialzi dei tassi, come si legge nell’articolo "BlackRock vede opportunità interessanti nei bond dei Paesi emergenti" hanno accelerato a fronte degli strappi dell’inflazione e del rafforzamento del dollaro, dal Brasile alla Russia e alla Corea del Sud, con il risultato che nel mondo emergente la normalizzazione è partita prima che in quello sviluppato, con i tassi che ora viaggiano in media al 3,2% mentre in USA e Eurozona restano vicino a zero se non negativi e la risposta all’inflazione è assente con le politiche monetarie concentrate a sostenere la ripartenza delle economie.

ANDAMENTO LATERALE PER IL CAMBIO EUR/USD


“I miglioramento delle prospettive economiche accompagnerà un aumento graduale dei rendimenti rispetto ai livelli attuali nel corso del tempo. Riteniamo che l'approccio fiscale unitario dell'Unione europea durante la crisi costituisca un fattore di sostegno a lungo termine per la moneta unica. Tuttavia, il vantaggio, in termini di tassi di interesse, del dollaro sull’euro frenerà il cambio EUR/USD determinandone un andamento laterale”, sottolineano gli esperti di Credit Suisse nell’articolo, "Credit Suisse positiva sull'Italia e su Piazza Affari" tutto dedicato al loro Investment Outlook 2022.

CHI DECARBONIZZA GUADAGNA QUOTE DI MERCATO


Chi ha già intrapreso il percorso di decarbonizzazione guadagnerà quote di mercato a scapito di chi è rimasto indietro, come nel caso dei veicoli elettrici rispetto a quelli a combustione e l’alluminio prodotto con energia idroelettrica rispetto a quello che usa ancora carbone. Anche i vincitori dovranno comunque poter fare affidamento sul supporto dei regolatori per giustificare valutazioni e attese di utili. Beneficiari saranno anche tutti coloro che offriranno soluzioni di decarbonizzazione in qualsiasi settore. Sono alcune delle principali conclusioni a cui giunge il team International Equity di Morgan Stanley nell’articolo "La decarbonizzazione è una sfida immensa, ma non insuperabile".
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