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Parla Christine Lagarde

Lagarde: “Il rialzo dell’inflazione durerà più del previsto ma sarà temporaneo”

La presidente della Bce spiega in conferenza stampa che il Pepp finirà alla fine di marzo 2022 e non vede alcun rischio di stagnazione. Tassi di interesse invariati

di Fabrizio Arnhold 28 Ottobre 2021 15:41
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Continua la crescita dell’economia ma con “qualche segnale di moderazione a causa dei problemi di approvvigionamento che stanno pesando su alcuni settori”, ha spiegato Christine Lagarde in conferenza stampa a Francoforte. Il Pil dovrebbe tornare ai livelli pre-Covid entro la fine dell’anno. La Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50% e ha confermato la forward guidance che prevede tassi su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà l'inflazione raggiungere il 2%.

IMPATTO COVID PIÙ DEBOLE


Per la presidente della Bce, grazie all’aumento dell’immunità al coronavirus l’impatto della pandemia si è chiaramente indebolito. Parlando dell’inflazione, la Lagarde si attende che “l’attuale rialzo sarà perlopiù transitorio e rallenterà nel 2022”, aggiungendo che le pressioni di fondo sui prezzi si sono avvicinate al 2%.

RISCHI PER ECONOMIA BILANCIATI


“Riteniamo che i rischi per le prospettive economiche siano sostanzialmente bilanciati”, ha proseguito la Lagarde. “L’attività economica potrebbe superare le aspettative se i consumatori, grazie alla maggiore fiducia, risparmiassero meno rispetto alle attese correnti”. Un miglioramento della situazione della pandemia in tempi più rapidi, inoltre, potrebbe determinare un’espansione più vigorosa rispetto alle previsioni attuali. Se la pandemia dovesse peggiorare, le prospettive economiche potrebbero deteriorarsi.

INFLAZIONE TEMPORANEA


Tornando a parlare dell’aumento dei prezzi, la presidente della Bce ha precisato che “la spinta dell’inflazione sarà più lunga del previsto a causa delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento e del rialzo dei prezzi dell’energia ma il rialzo è temporaneo e i fattori che spingono questo fenomeno caleranno nel corso del prossimo anno”.

POLITICA FISCALE E MONETARIA


Per lasciarsi alle spalle la crisi pandemica e “sostenere la ripresa, una politica di bilancio ambiziosa, mirata e coordinata dovrebbe continuare ad affiancare la politica monetaria”, ha aggiunto Christine Lagarde. Per quanto riguarda la riduzione degli stimoli: “Il rallentamento degli acquisti del Pepp non rappresenta una forma di tapering ma di calibrazione”, ha precisato.

STABILITÀ PREZZI


“Siamo pienamente impegnati a rispettare il nostro mandato di stabilità dei prezzi e pienamente impegnati al nostro target del 2% nel medio termine”, ha continuato la presiedente della Bce, durante la conferenza stampa, aggiungendo che “paragonare banche centrali diverse è odioso - ha detto - ed è anche impossibile per le differenze fra le varie economie e la fase del ciclo in cui si trovano”.

PEPP FINIRÀ ALLA FINE DI MARZO 2022


Quando finirà il Pepp? “A mio avviso in questo momento finirà alla fine di marzo 2022”, ha risposto la Lagarde. “Ho ragione di credere che finirà alla fine di marzo 2022 che è l’orizzonte temporale che avevamo immaginato in origine”. Le condizioni per l'aumento dei tassi sono ben indicate nella nostra forward guidance e queste condizioni non saranno soddisfatte nel futuro a breve.

NESSUNA STAGFLAZIONE


Non c’è il rischio di stagnazione e quindi “nemmeno nessuna stagflazione”, ha puntualizzato la presidente Bce. E riguardo ai colli di bottiglia, Lagarde ha sottolineato che questi dureranno più del previsto e non verranno risolti nel corso del primo trimestre 2022 ma nel resto dell’anno.
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