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Utili solidi ma crescita più moderata, meglio ricalibrare la posizione sul rischio

Il mercato azionario resta sostenuto dalla crescita degli utili ma i margini di rialzo si sono ridotti e la volatilità è in aumento. Opportunità nei vincitori nella lotta al climate change e in alcuni mercati di frontiera

di Leo Campagna 18 Ottobre 2021 - 7:33
financialounge - news
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MERCATO SOSTENUTO DALLA CRESCITA DEGLI UTILI


Nell’articolo “Natixis: tra inflazione e crescita dei consumi, ecco come deve cambiare il portafoglioJames Beaumont e Nuno Teixeira di Natixis Investment Managers Solutions, sottolineano che c’è ancora molta liquidità e domanda repressa da impiegare, e che la solidità della spesa dei consumatori dovrebbe continuare a sostenere la ripresa, per cui in linea generale si aspetta una forte crescita economica nonostante la fase di decelerazione, con un forte sostegno da parte delle Banche Centrali e della spesa pubblica. Le valutazioni rimangono a livelli elevati, ma i due esperti di Natixis IM credono che la crescita degli utili continuerà a sostenere il mercato nei prossimi mesi.

UTILI ATTESI SOLIDI MA CRESCITA PIÙ MODERATA


È entrata nel vivo la stagione di pubblicazione degli utili per il terzo trimestre, che fornirà ai mercati maggiori indicazioni sul contesto attuale. Come di consueto, il primo a rendere noti i dati di bilancio è un grande produttore di alluminio americano. Dopo un inizio d’anno deludente, le aziende hanno pubblicato buoni utili per il secondo trimestre, ma dato il rallentamento del momentum economico, ma, come si legge nell’articolo “AllianzGI: crescita e utili ancora robusti anche se in decelerazioneAnn-Katrin Petersen di Allianz Global Investors, non si stupirebbe di una crescita dei profitti solida ma un po’ più moderata.

RICALIBRARE LA POSIZIONE SUL RISCHIO


“Gli investitori devono prestare grande attenzione – ha sottolineato nell’articolo Amundi: banche centrali al bivio, occhio all’inflazione Monica Defend, Global Head of Research di Amundi – all’evoluzione del mercato del lavoro, alle spese al consumo e all’inflazione, ma viste le attuali asincronie stanno emergendo delle opportunità nel reddito fisso e nel comparto valutario. Per quanto riguarda gli attivi rischiosi, non siamo ancora tentati di comprare. Se da un lato la dinamica dell’economia ha perso slancio durante l’estate, dall’altra le aspettative sugli utili sono state riviste al ribasso solo marginalmente. La stagione delle trimestrali che inizierà a metà ottobre ci aiuterà a capire in che misura gli allarmi sugli utili siano già stati scontati. Da qui ad allora ricalibreremo potenzialmente la nostra posizione sul rischio”.

TITOLI LARGE CAP PIÙ ESPOSTI A TASSE E STRETTA REGOLATORIA


Negli Stati Uniti i Democratici non hanno ancora trovato una linea condivisa sul piano di investimenti da migliaia di miliardi da spendere in infrastrutture, politica sociale, e contrasto al cambiamento climatico, anche perché ormai manca poco più di un anno alle elezioni di mid-term. Meno spese e meno tasse per finanziarle non piacciono all’ala più ‘liberal’ del partito. In questo quadro, come illustrato nell’articolo “BlackRock: il dato sull’occupazione Usa non influenzerà le scelte della Fed" BlackRock mantiene comunque un posizionamento tattico neutrale sull’azionario USA perché vede i titoli a più grande capitalizzazione anche più a rischio in caso di tasse più alte e stretta regolatoria, con la possibilità di impattare finanziari e servizi di comunicazione, ma è vero anche il contrario.

VINCITORI E PERDENTI NELLA LOTTA AL CLIMATE CHANGE


È incoraggiante come emerga una condivisione generale dell’irrinunciabilità dell’obiettivo di salvare il pianeta con un lungo periodo – non meno di 30-40 anni – che comporterà una fase intermedia di spostamento degli equilibri, che probabilmente lascerà lungo il tragitto vincitori e perdenti. Tuttavia, come avverte nell’articolo "L’emergenza climatica cambia le strategie di investimento: ecco come secondo abrdn" Craig Mackenzie, Head of Strategic Asset Allocation di abrdn, ci sarà anche chi cavalcherà l’onda green per scopi commerciali mentre consumatori e investitori saranno chiamati a stabilire parametri condivisi e ragionare su standard supportati dalla ricerca che aiutino a riconoscere il vero impegno climatico e a prendere le decisioni più incisive per il futuro del clima.

QUANTIFICARE L’IMPATTO: UNA SFIDA PER I MERCATI PUBBLICI


Una delle principali barriere alla diffusione dell’impact investing nei mercati pubblici è legata all’evidenza, ovvero la possibilità di misurare e rendicontare accuratamente l’impatto prodotto dall’investimento di capitale, che rappresenta un fattore chiave dell’Impact investing. La capacità di quantificare l’impatto contribuisce infatti a distinguere l’Impact investing da approcci di investimento tematico più tradizionali. Si tratta di una caratteristica che ha contribuito a indirizzare questa strategia per molti anni principalmente sui mercati privati. “Nell’universo privato, i risultati possono essere più misurabili e sono generalmente associati a un obiettivo chiaro e quantificabile che può essere raggiunto aggiustando l’entità dell’investimento”, riferiscono nell’articolo "Impact investing, le difficoltà legate all’evidenza dell’impatto" gli esperti di Goldman Sachs Asset Management.

5 MERCATI DI FRONTIERA DA SEGUIRE


Nel 2016, GAM ha identificato cinque mercati chiave all’interno dell’universo di frontiera che, potenzialmente, offrono un buon rapporto tra rischio e rendimento: Vietnam, Argentina, Romania, Pakistan e Arabia Saudita, e li ha ribattezzati VARPS. Questi paesi hanno realizzato di recente la maggior parte della performance dell’indice MSCI Frontier Markets e nel 2020 Romania e Arabia Saudita sono state inserite nell’indice MSCI Emerging Markets, lasciando solo Vietnam, Argentina e Pakistan come veri e propri mercati di frontiera. GAM, come spiega Tim Love, Investment Director responsabile delle strategie azionarie dei paesi emergenti nell’articolo "GAM vede opportunità in questi 5 mercati di frontiera” considera comunque i VARPS un gruppo non correlato ai principali Emergenti.

I SETTORI CHE CAMBIANO DI PIÙ IN CINA


“La prosperità comune in Cina sta diventando una priorità politica globale, con nuove normative per alcuni settori – spiegano nell’articolo "Investire in Cina puntando sui settori favoriti dalla politica della prosperità comuneVanessa Zhao, Senior Equity Analyst in Emerging Markets e Shichen Zhao, Graduate Analyst di Candriam – Ci aspettiamo che le politiche di sostegno alla crescita dei redditi delle famiglie siano positive per la spesa consumatori nel medio e lungo termine. Il coinvolgimento dello Stato nei servizi pubblici dovrebbe aumentare ulteriormente”. Negli ultimi anni i settori immobiliare, sanitario e dell’istruzione hanno registrato i cambiamenti maggiori. In particolare negli ultimi due l’intervento dello Stato è mirato a ridurre i costi a carico delle famiglie e dei pazienti.

L’AFFERMAZIONE DELLE PIATTAFORME DI RIVENDITA DIGITALE


Secondo un’analisi di Columbia Threadneedle Investments, illustrata nell’articolo "Circular economy, ecco la rivoluzione della moda di seconda mano" il settore del fashion sta vivendo la fase iniziale di una transizione strutturale a livello dei consumi determinata da una nuova presa di coscienza in materia di sostenibilità. In Europa e nel Regno Unito il contesto normativo agevola la nascita di queste piattaforme di rivendita con obiettivi vincolanti per il 2030 e il 2050. “Textiles 2030”, iniziativa made in Uk, permette alle imprese di collaborare su obiettivi connessi al carbonio, alle risorse idriche e ai tessuti circolari, ma anche di partecipare al dibattito politico su scala nazionale con le autorità britanniche in vista di ulteriori sviluppi normativi. L’Ue sta facendo lo stesso nell’ambito del suo piano d’azione per l’economia circolare. Attraverso le diverse spinte normative si prevede che questa transizione strutturale possa farsi sempre più determinante rivelandosi un’eccellente opportunità di investimento.
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