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Perché rincorrere i picchi di economia e contagi può portare fuori strada

Il Team Global Fixed Income di Morgan Stanley Investment Management spiega perché i mercati nel 2021 non si sono mossi in sincrono con i dati economici

di Virgilio Chelli 14 Ottobre 2021 - 13:35
financialounge - news
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L’analisi del raggiungimento di punti di massimo nell’andamento di variabili di interesse è un tema sempre discusso da economisti e investitori: picco della crescita economica, picco dei contagi e, più recentemente, picco dell’inflazione. Si tratta di fattori di cruciale importanza per i mercati, che guardano sempre al futuro e si concentrano su quello che accadrà domani più che sulla situazione attuale. Il Team Global Fixed Income di Morgan Stanley Investment Management avverte però che concentrarsi sui picchi può essere controproducente, utilizzando a riprova l’esempio dei numerosi indicatori di fiducia che, nonostante lo abbiano toccato nel secondo trimestre per poi perdere quota, restano pur sempre elevati in termini storici.

RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA


Quest’anno i mercati non si sono mossi in modo sincrono con i dati, molto probabilmente per via dello straordinario contesto economico attuale, che ha visto un’impennata degli indicatori della fiducia a inizio anno, quando si prevedeva una ripresa molto rapida dopo i lockdown. Così è stato, ma ora che la situazione si sta normalizzando, la crescita inizia a rallentare: questo non implica necessariamente che la fase di espansione sia già conclusa, ed è probabile che il peggioramento degli indici non rispecchi l’aumento dei rischi di recessione, come spesso successo in passato.

CONTESTUALIZZARE IL CALO DELLA FIDUCIA


In sostanza, secondo il Team Global Fixed Income di Morgan Stanley Investment Management, prestare eccessiva attenzione alle variazioni del tasso di crescita distrae dal fatto che comunque il dato di per sé resta positivo. Inoltre, viste le condizioni assolutamente senza precedenti dell’economia mondiale, è improbabile che gli indici di fiducia siano in grado di anticipare con precisione l’avvicinarsi della fine del ciclo. Un aspetto che gli analisti del team obbligazionario ritengono cruciale, ma a volte trascurato, è che nella maggior parte dei paesi sviluppati la crescita si mantiene robusta e le prospettive sono positive, condizioni che favoriscono gli investimenti rischiosi e consentono alle banche centrali di iniziare a ridurre il sostegno varato per contrastare l’impatto della pandemia.

INCERTEZZA SUL PICCO D’INFLAZIONE…


Anche le curve dei casi da Covid-19 e l’aumento delle infezioni è fonte di preoccupazione, ma il conseguente impatto economico è stato modificato dalle campagne vaccinali. Inoltre, le ondate hanno esibito un andamento molto diverso da un paese all’altro, e anche le ripercussioni sull’economia stanno cambiando. Elaborare una tesi d’investimento basata su questi dati diventa sempre più difficile. L’altro picco tenuto d’occhio è quello dell’inflazione: non è ancora chiaro se abbia già raggiunto il livello massimo, dato che le rilevazioni continuano a superare le attese.

…CHE POTREBBE RESTARE ELEVATA


Ma se anche si fosse già toccato il picco, molti economisti ora prevedono che su base annua si manterrà sui livelli attuali per altri 9-12 mesi. Anziché prevedere una brusca impennata, il consenso si orienta verso un’inflazione stabilmente elevata, che inizierà a scendere solo nel secondo semestre del 2022. Il problema non è quindi se l’inflazione abbia già raggiunto il picco oppure no, sottolineano da Morgan Stanley Investment Management, ma per quanto tempo resterà elevata e se spingerà al rialzo le aspettative, costringendo le banche centrali a intervenire.

POSIZIONAMENTO LUNGO SUI TITOLI RISCHIOSI


In questo contesto senza precedenti, cercare di indovinare il punto di inversione delle varie tendenze potrebbe risultare inutile, ed è meglio concentrarsi sui fattori che conosciamo con maggior certezza: le buone prospettive dell’economia, i rischi di ribasso legati al Covid-19 e il probabile rientro dell’inflazione. Per quanto concerne il giudizio sui mercati, il Team Global Fixed Income di Morgan Stanley Investment Management mantiene un posizionamento lungo sugli investimenti rischiosi, come bond ad alto rendimento garantiti da ipoteche residenziali e mercati emergenti, ritenendo che i rendimenti dei titoli di Stato aumenteranno in vista della riduzione degli stimoli monetari, ma senza un’ondata incontrollata di vendite.
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