Investire in obbligazioni

High yield, dollaro e renminbi perché convengono ancora con i rendimenti in rialzo

Le banche centrali guidano un aggiustamento graduale dei tassi per non spaventare i mercati per questo motivo non è consigliabile smontare le posizioni su questi strumenti ma lavorare sulla duration

di Leo Campagna 11 Ottobre 2021 - 9:56
financialounge - news
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Le temporanee impennate degli ultimi 20-30 anni non hanno provocato un aumento generale dell’inflazione, ma stavolta potrebbe essere differente, per quattro motivi: prezzi dell’energia, una Cina che non esporta più deflazione, banche centrali più “politicizzate” e possibile impatto più duraturo delle strozzature post-pandemia. Quest’evoluzione avrà un impatto sugli utili e sul merito di credito di molte società, e farà aumentare i rendimenti obbligazionari, come sosteniamo da tempo. Lo ribadisce nell’articolo "Neuberger Berman: l’aumento dell’inflazione preoccupa di più rispetto al passato" Brad Tank, Chief Investment Officer—Fixed Income di Neuberger Berman, prevedendo che l’inflazione sarà uno dei maggiori argomenti di discussione tra gli investitori nel nuovo ciclo economico e oltre, e che i diciottenni di oggi potranno a ragion veduta essere definiti la “generazione dell’inflazione”.

BCE, AGGIUSTAMENTO GRADUALE PER NON SPAVENTARE I MERCATI


Confrontando le condizioni economiche di oggi con quelle di settembre 2019, sottolinea nell’articolo "Bce, la fine del Pepp non significa l’esaurimento degli stimoli monetari" Darren Williams, Director—Global Economic Research di AllianceBernstein, si nota una netta riduzione del ritmo degli acquisti di asset della BCE con un ritorno a €20 miliardi al mese l’anno prossimo. Ma il ritardo dell’inflazione, la necessità di coerenza e il rischio di spaventare i mercati richiedono un aggiustamento più graduale a circa €40-50 miliardi al mese. Altri motivi inducono alla prudenza, come il rischio di ampliamento degli spread nei Paesi non core e il fatto che le aspettative inflazionistiche sono calate rapidamente l’ultima volta che la BCE ha cercato di ridurre gli acquisti di asset. Secondo l’esperto di AllianceBernstein ci sono solide giustificazioni per rendere il ritmo degli acquisti dell’APP flessibile e subordinato alle condizioni di finanziamento idonee.

RESTARE POSIZIONATI SU HIGH YIELD E DOLLARO


Il ciclo economico di espansione globale prosegue più a rilento, mentre anche i timori sull’inflazione consigliano un atteggiamento più attendista, alla luce degli effetti dell’energy crunch. Come si legge nell’articolo "Fidelity: il picco del rimbalzo economico è alle spalle, ora serve più cautela" tra le varie aree geografiche, Fidelity mantiene una preferenza per i mercati dei paesi sviluppati, visto il diverso passo di crescita dei mercati emergenti e l’aumentato rischio politico in Cina. La Fed americana resta orientata a far partire il tapering, vale a dire la graduale riduzione degli acquisti, nei prossimi mesi, per cui nel reddito fisso Fidelity mantiene un leggero sottopeso sulla duration, in particolare negli Usa, mentre mantiene il suo favore per i mercati del credito high yield, e nel valutario rimane esposta sul dollaro americano.

INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL RENMINBI


Fidelity ritiene che ci siano ancora margini interessanti per gli investitori globali nel lungo termine, provato dal fatto che le nuove disposizioni in termini di regolamentazione non hanno determinato grandi deflussi di capitali o fluttuazioni del Renmimbi. Nell’articolo "Fidelity: la Cina offre buone opportunità per chi saprà aspettare" Paras Anand, CIO Asia Pacifico di Fidelity International dice che "se si osserva la valuta rispetto alla contrazione dei mercati non c’è, come ci si potrebbe aspettare, una fuga di capitali, indicando così la solidità di questi mercati. La Cina non ha fatto mistero dei suoi obiettivi riguardo allo sviluppo dei mercati dei capitali e all’internazionalizzazione del renminbi. Chiaramente, la creazione e l’evoluzione di un ambiente di investimento stabile, sia per gli investitori nazionali sia esteri, deve avere un ruolo chiave per il raggiungimento di un tale obiettivo. La Cina - ha concluso l'analista di Fidelity - ha fatto importanti passi avanti sulla riforma dei suoi mercati e l’allineamento agli standard internazionali nell’ultimo decennio”.

ALLUNGARE LA MEDIA DELLE SCADENZE IN PORTAFOGLIO


L’andamento dei tassi è anche influenzato dal posizionamento degli investitori che, pur preferendo in genere una duration breve nei propri portafogli, hanno cominciato ad allungare la media delle scadenze. Se, in base alle recenti dichiarazioni della Fed e della BoE, si assisterà a un ulteriore aumento dei rendimenti dei tassi, è probabile che si abbia una ripercussione anche su altri segmenti del mercato obbligazionario. Gli investitori in obbligazioni a caccia di rendimento saranno, dunque, portati ad acquistare titoli quali obbligazioni Investment Grade che al momento sembrano un po’ più interessanti. La riduzione degli acquisti di attivi da parte delle banche centrali dovrebbe partire secondo la tempistica attesa dal mercato, ma il ritmo del tapering sarà probabilmente più serrato di quanto inizialmente previsto. Nell'articolo "JP Morgan AM: i tassi continueranno a salire ma con gradualità" il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management ha sottolineato che "metabolizzata la notizia pensiamo che i tassi continueranno a salire, ma con maggiore gradualità, salvo grosse sorprese. Di conseguenza, gli investitori che hanno iniziato a ridurre le loro scommesse di duration corta, o prevedono di farlo, potrebbero ripensarci e posizionarsi per un rialzo dei tassi”.

IL FONDO OBBLIGAZIONARIO A TEMPO


Si amplia l’offerta di Euromobiliare Asset Management Sgr con prodotti conformi alla direttiva europea sugli investimenti ESG e con un prodotto specifico nel reddito fisso. Si tratta del comparto Euromobiliare Progetto 2027, sottoscrivibile dal 18 ottobre al 23 novembre, un fondo obbligazionario con orizzonte temporale definito che investirà principalmente nel credito high yield, con focus sui mercati emergenti. Il prodotto, come illustrato nell’articolo “Il Gruppo Credem punta sempre più sulla sostenibilità con quattro nuovi fondi" sarà ben diversificato sia a livello settoriale che a livello geografico e la costruzione del portafoglio sarà graduale per cogliere le migliori opportunità dei mercati obbligazionari.

REDDITO FISSO: I FATTORI DA OSSERVARE NEI MERCATI EMERGENTI


Per chi investe in reddito fisso molti Paesi in via di sviluppo offrono buone occasioni, ma bisogna prendere in considerazione diversi fattori per mitigare il rischio, soprattutto l’incognita della pandemia. Mary-Therese Barton, Head of Emerging Market Debt e Kate Griffiths, Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management, nell’articolo "Pictet AM vede opportunità da cogliere sui mercati emergenti" analizzano i diversi fattori di cui l’investitore in reddito fisso che guarda all’universo emergente deve tenere conto in una navigazione che richiede competenza ed esperienza. Un fattore è la pandemia, e la capacità dei vari Paesi di contenerla. Quelli che hanno evitato la fase peggiore nel 2020 e 2021, ma che hanno tassi di vaccinazione molto bassi, potrebbero ancora essere colpiti da nuovi ceppi, come la variante Delta che ha investito l’India.
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