Crisi energetica

Goldman Sachs taglia stime del Pil cinese

La banca d’investimento si aspetta che l’economia cinese cresca del 7,8% nel 2021, rispetto alla precedente stima dell’8,2% su base annua. Outlook in ribasso anche per Nomura e Fitch

di Fabrizio Arnhold 28 Settembre 2021 - 8:52
financialounge - news
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La crisi energetica e il collasso del gigante immobiliare Evergrande pesano sulle valutazioni della crescita cinese. Goldman Sachs ha tagliato le attese di crescita del Paese, così come Nomura e Fitch. La banca giapponese, inoltre, ha messo in guardia sui rischi che la combinazione di questi fattori possa creare un effetto contagio su scala mondiale.

TASSO DI CRESCITA IN RIBASSO


Goldman Sachs prevede una crescita del Pil cinese, nel 2021 e su base annua, pari a +7,8%, rispetto al +8,2% precedentemente atteso. Nel terzo trimestre il Pil annuale è previsto al +4,8%, dal 5,1% stimato in precedenza. Per gli ultimi tre mesi dell’anno, la banca d’investimento ha tagliato il tasso al +3,2% dal 4,1%.

IL TAGLIO DI NOMURA


Revisioni in ribasso anche per Nomura che ha tagliato l’outlook sul Pil della Cina dal +8,2% previsto in precedenza al +7,7% per il 2021. Tra le motivazioni ci sono “i tagli senza precedenti sui consumi di energia”. Le ripercussioni della crisi energetica si stanno facendo sentire a livello mondiale, con l’offerta che non riesce a tenere il passo della domanda.

VERSO LA DECARBONIZZAZIONE


Oltre alla crisi energetica, pesa anche lo sforzo per ridurre le emissioni. Il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato nel settembre dello scorso anno che la Cina mira a raggiungere le “zero emissioni” entro il 2060. Questa scadenza ha inevitabilmente avviato piani nazionali e locali per ridurre la produzione di carbone.
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