Morgan Stanley invita alla cautela sulle azioni cinesi dopo la stretta di Pechino

Mercato azionario
di Antonio Cardarelli 13 Luglio 2021 - 10:50

L’inasprimento dei regolamenti sui dati per le società cinesi quotate all’estero preoccupa gli investitori, Morgan Stanley conferma i timori per le aziende dell’indice MSCI China

Le società cinesi quotate a Wall Street sono sempre più sotto pressione e da Morgan Stanley arriva una nuova esortazione ad approcciare con molta cautela i titoli di queste aziende. La banca d’investimento aveva declassato le azioni racchiuse nell’indice MSCI China a “neutrali” già lo scorso gennaio, e quanto accaduto nelle ultime settimane sembra dare ragione a questa posizione.

DIDI GLOBAL

Il “caso” relativo alle azioni cinesi è esploso all’inizio della scorsa settimana, quando il governo l’app Didi Global (definita la “Uber cinese, che pochi giorni prima si era quotata a Wall Street) è stata rimossa per timori legati alla sicurezza dei dati degli utenti. Didi e altre società tecnologiche cinesi quotate all’estere colpite dalla stretta regolatoria, dovuta appunto alle preoccupazioni sui dati, hanno accusato forti perdite.

PRUDENZA SULLE AZIONI CINESI

“Quello che stiamo vedendo è che il regolamento anti-trust si sta dimostrando molto più pesante e più duraturo di quanto pensassimo”, ha detto Jonathan Garner, strategist azionario dei mercati emergenti di Morgan Stanley spiegando la chiamata alla prudenza sulle azioni tecnologiche cinesi. Questo nuovo focus sulla sicurezza dei dati verrà ulteriormente rafforzato dalla legge che entrerà in vigore a settembre. Pechino ha scritto nuove regole su come le aziende dovranno raccogliere, archiviare, elaborare e trasferire i dati degli utenti e il governo ha chiaramente detto che i controlli su tutte le società cinesi quotate all’estero verranno rafforzati.

MEGLIO A-SHARES QUOTATE IN CINA

“Quindi c’è un alto grado di incertezza su come questo influenzi il panorama degli investimenti e la crescita di internet in Cina”, ha affermato Garner. Viste le incertezze sulle società quotate all’estero, Morgan Stanley ha spiegato di preferire le A-Shares cinesi quotate nel continente rispetto a quelle quotate a Hong Kong. Secondo la banca d’investimento, i controlli più aspri sul mercato azionario aumenteranno la qualità dei titoli azionari locali.

COSA ASPETTARSI

“Non tutte le aziende rischiano di essere colpite allo stesso modo. Riteniamo che le aziende cinesi in alcuni settori sensibili, ad esempio le aziende tecnologiche ricche di dati e quelle che operano in aree in cui la proprietà straniera è limitata, probabilmente cercheranno più quotazioni on-shore o a Hong Kong invece che negli Stati Uniti “, ha affermato la banca di investimento. In conclusione, Morgan Stanley teme però possibili ripercussioni sulle azioni cinesi in generale se l’inasprimento dovesse ampliarsi anche ad altri settori.

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