Focus su titoli tech, ciclici e bancari

Azioni
di Leo Campagna 12 Luglio 2021 - 10:46

Le azioni possono ancora fare la differenza in portafoglio, ma adesso contano gli utili. Preferenza a ciclici, banche europee per le basse valutazioni e la tecnologia che aumenta la produttività

GLI INVESTIMENTI AZIONARI POSSONO FARE LA DIFFERENZA

AllianceBernstein ritiene che gli investimenti azionari possano fare la differenza se orientati con coerenza alla sostenibilità. In quest’ottica, tramite una composizione tematica del portafoglio, è possibile selezionare titoli che rispettano i più importanti temi di sviluppo indicati dall’ONU. “L’integrazione dei criteri ESG nella ricerca consente di elaborare previsioni finanziarie e analisi dei rischi sui titoli più complete. Un ulteriore aiuto può derivare anche dal coinvolgimento attivo, tramite il quale è possibile stimolare cambiamenti positivi nelle aziende, creando le condizioni per una maggiore remunerazione dell’investimento” sottolinea nell’articolo Investire in azioni in modo responsabile senza rinunciare al rendimento: ecco come fare Dan Roarty, Chief Investment Officer, Sustainable Thematic Equities di AllianceBernstein.

GLI UTILI RESTANO LA STELLA POLARE

Nell’articolo Neuberger Berman: l’azionario ha ancora potenziale di rialzo sulla spinta degli utili Joseph V. Amato, President and Chief Investment Officer – Equities, di Neuberger Berman, rileva che i dibattiti sulle aspettative d’inflazione, sulle politiche delle banche centrali, sui rendimenti dei Treasury e sulle politiche fiscali sono tutti elementi di un quadro che costringe gli investitori a cercare il bandolo della matassa del mercato, focalizzandosi sulla sensibilità delle valutazioni ai tassi di interesse e sul braccio di ferro tra le azioni growth e quelle value, più legate al ciclo economico. Ma su un orizzonte temporale più ampio, Amato sottolinea che è la crescita degli utili, non i multipli, a rappresentare la determinante più importante dei rendimenti azionari, e ricorda che dagli anni Sessanta del secolo scorso la crescita degli utili in posizioni detenute per oltre tre anni ha evidenziato una correlazione dell’80-90% con i rendimenti azionari. Ma l’esperto di Neuberger Berman è comunque dell’avviso che per gli investitori sia molto più utile focalizzare l’attenzione sugli utili anziché porsi troppi interrogativi sugli effettivi rendimenti dei Treasury chiedendosi se saranno l’1,5% o il 2%, specialmente se si considera il robusto tasso di crescita di quegli utili.

MANTENUTA LA PREFERENZA A FAVORE DEI CICLICI

Esty Dwek, Head of Global Market Strategy, Natixis Investment Managers Solution, preferisce inquadrare la situazione in termini di riapertura, e non pensa che sia già completamente prezzata, pertanto rimane costruttiva sugli asset di rischio e mantiene la preferenza a favore dei ciclici. Secondo l’esperta di Natixis IM, i settori finanziario, energetico e dei materiali dovrebbero continuare a progredire nei prossimi mesi, dato che la crescita rimane forte negli Stati Uniti e si intensifica anche in altre aree geografiche. Dwek, come si legge nell’articolo Natixis: la rotazione non è finita, preferenza per le azioni cicliche si aspetta anche che i listini europei continuino a fare bene, sostenuti da una solida prospettiva per il secondo semestre grazie all’accelerazione delle campagne di vaccinazione e alla concentrazione di titoli ciclici nella maggior parte dei principali indici azionari.

L’IMPORTANZA DELL’INDUSTRIA DOMINANTE

Uno dei fattori analizzati nell’articolo Capital Group: Cina, Messico e Brasile favoriti tra i mercati emergenti da Kirstie Spence, Fixed Income Portfolio Manager di Capital Group è quello dell’industria dominante, vale a dire quanto i paesi sono dipendenti da settori che sono stati colpiti duramente dalla pandemia, come le economie basate sul turismo. La domanda globale di petrolio sta mostrando segni di ripresa dopo il calo record nella prima metà del 2020, ma potrebbe volerci del tempo per tornare ai livelli del 2019, mentre Capital Group si aspetta un aumento dei prezzi di materie prime come minerale di ferro e rame, ma non crede a un ciclo forte in arrivo come quello successivo alla crisi finanziaria del 2008, alimentato dal boom edilizio cinese.

TECNOLOGIA MENO INFLUENZATA DAGLI ANDAMENTI CICLICI

Hyun Ho Sohn, Portfolio Manager di Fidelity Global Technology Fund, nell’articolo Fidelity: opportunità nel settore tecnologico nonostante l’inflazione, ricorda che, non solo la tecnologia diventa sempre più sistematica per la società, ma la domanda sta diventando relativamente stabile rendendo il settore meno influenzato dagli andamenti ciclici visti in passato. Le aziende di software come servizio (SaaS) beneficiano di pagamenti in abbonamento, i consumatori tendono ad aggiornare in media gli smartphone ogni due anni, le piattaforme di e-commerce e di pagamento online trattengono le entrate come una percentuale fissa del prezzo nominale dei prodotti venduti, e le aziende di semiconduttori beneficiano di maggiori barriere all’entrata e di un mercato relativamente concentrato.

LA TECNOLOGIA AUMENTA LA PRODUTTIVITÀ

Intanto, come spiegato nell’articolo Schroders: Usa, Regno Unito e Cina guidano la ripresa nel post-Covid, tra i fattori positivi in questa fase si iscrive a capacità delle economie di adattarsi, aiutate dall’accelerazione tecnologica, destinata a favorire un aumento della produttività, soprattutto nei servizi, il che ha indotto Schroders a migliorare le stime di crescita a medio termine. L’altra faccia della medaglia è che il progresso tecnologico rende più ardui gli sforzi della politica per ridurre le ineguaglianze, perché ha come primo effetto l’espulsione di molti lavoratori dai processi produttivi. Per questo il populismo, che pure non ha tratto alimento dalla pandemia, secondo Schroders è destinato a tornare, anche perché la storia mostra che le tensioni sociali si acuiscono nelle fasi successive a una pandemia.

TORRI DI COMUNICAZIONE PER IL 5G

Scott Woods, Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments, guarda con particolare interesse alle imprese più piccole in cui riscontra la possibilità di incrociare realtà interessanti di cui molti ignorano l’esistenza. Un esempio, come illustrato nell’articolo C’è sempre valore da scoprire nell’universo delle piccole società globali è JTOWER, azienda di infrastrutture condivise di comunicazione mobile in Giappone, dove il governo ha imposto una migliore efficienza alla luce del fatto che il 5G richiede una maggiore densità di torri rispetto al 4G. JTOWER fornisce infrastrutture condivise per le comunicazioni mobili in grandi edifici, come le stazioni ferroviarie in un paese in cui non esistono società affermate di torri cellulari come Cellnex e INWIT in Europa.

BANCHE EUROPEE, BASSE VALUTAZIONI SCONTANO BASSI RENDIMENTI

Infine, Vincent Mortier, Deputy Group Chief Investment Officer e Pierre Blanchet, Head of Investment Intelligence, Global Views, Global Research, entrambi di Amundi, nell’articolo Amundi: “Banche resilienti ma trascurate dagli investitori” sottolineano che, nonostante questa resilienza, le azioni delle banche europee sono negoziate a bassi multipli sia assoluti che relativi. Dopo i minimi i minimi storici toccati nel 2020, i titoli delle principali banche dell’Eurozona sono oggi scambiati a 0,7 del loro valore contabile tangibile solo 9 volte gli utili attesi. Basse valutazioni che presuppongono che i rendimenti rimarranno strutturalmente al di sotto del costo del capitale e che, nel complesso, i rischi e i costi di gestione saranno superiori ai profitti futuri.

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