Vontobel: perché la revisione strategica Bce appare meno espansiva del previsto

Politica monetaria
di Leo Campagna 9 Luglio 2021 - 17:23

Reto Cueni, Chief Strategist di Vontobel, fa notare come la BCE non sembri disposta a compensare i periodi al di sotto del target con periodi in cui l’inflazione è al di sopra dell’obiettivo

Nell’annuncio della conclusione della sua revisione strategica, giunta inaspettata, la BCE ha rivelato che adotta all’unanimità un obiettivo simmetrico di inflazione del 2% in luogo del precedente target “inferiore ma vicino al 2%”. L’istituto ha inoltre puntualizzato che “quando l’economia è vicina al limite inferiore – ovvero quando i tassi di riferimento non possono più essere abbassati- sono necessarie misure di politica monetaria particolarmente forti o persistenti” e che questo “può anche implicare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente sopra l’obiettivo”.

UNA REVISIONE CHE SEMPLIFICA LA COMUNICAZIONE DELLA BCE

“La BCE oltre a confermare i principali strumenti di politica monetaria a cominciare dai tassi di riferimento, integra tutti i nuovi congegni come gli acquisti di asset, la forward guidance o le operazioni di finanziamento a lungo termine” fa sapere Reto Cueni, Chief Strategist di Vontobel. L’impressione del manager è che si tratti di una revisione strategica che semplifica la comunicazione della BCE ma che sembra tendenzialmente meno espansiva del previsto.

LE DIFFERENZE RISPETTO ALLA FED

A differenza della nuova strategia di politica monetaria della Fed che ha detto che “in seguito a periodi in cui l’inflazione è rimasta costantemente al di sotto del 2%, una politica monetaria appropriata mirerà probabilmente a raggiungere un’inflazione moderatamente superiore al 2% per qualche tempo”, la BCE non sembra disposta a compensare i periodi al di sotto del target con periodi in cui l’inflazione è al di sopra del target. Secondo il manager, all’interno della revisione strategica della BCE, di rilievo anche l’annuncio l’apertura ad analisi sul cambiamento climatico adattando il suo quadro operativo agli obiettivi e alle finalità climatiche dell’UE, sebbene non siano emerse chiare indicazioni sull’impatto potenziale di questi cambiamenti sui mercati finanziari e sul sistema finanziario.

APERTURA A POTENZIALI GRANDI CAMBIAMENTI

“Questo apre a potenziali grandi cambiamenti ma riteniamo improbabile che la BCE sia disposta da subito a mettere troppa pressione sul sistema finanziario. Cambiare in modo significativo il suo quadro di garanzie, gli stress test e persino l’ammissibilità al suo programma di acquisto di asset in funzione degli standard ESG interni ed esterni, potrebbe comportare un grande cambiamento nel modo in cui le banche centrali e le banche commerciali e i mercati finanziari in generale interagiscono” specifica Cueni.

MOVIMENTI DEI MERCATI PIUTTOSTO MODESTI

In ogni caso, i movimenti dei mercati nelle prime 3 ore dopo l’annuncio della BCE sono stati piuttosto modesti, sia in ambito valutario, con l’euro poco mosso rispetto al dollaro, e sia in quello dei differenziali di rendimento dei titoli sovrani europei. “Questo passo anticipato e un po’ meno espansivo del previsto aumenta la probabilità di un tapering anticipato rispetto a quello che avevamo considerato nel nostro caso base” spiega Cueni.

VERSO UN MEETING PIÙ VIVACE A SETTEMBRE

Si prevede un annuncio ad un ritmo più lento da parte della BCE negli acquisti di asset nell’ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) nella sua riunione di settembre, seguito da un annuncio di una dissolvenza del programma PEPP durante la prima metà del 2022 nella riunione di dicembre. Il Chief Strategist di Vontobel si aspetta poche novità nella prossima riunione del 22 luglio sebbene eventuali modifiche alla forward guidance della BCE siano da tenere d’occhio, mentre non esclude un meeting più vivace a settembre.

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