Perché nella ricerca di rendimento le azioni saranno sempre più un must

Idee di investimento
di Leo Campagna 7 Giugno 2021 - 11:27

È sempre più evidente il ruolo del progresso tecnologico ma le valutazioni più ragionevoli si trovano nelle azioni value europee. Focus sui real asset e, in ottica di lungo termine, sui mercati emergenti

VERSO UNA RIPRESA PIÙ DIFFUSA

La forte accelerazione dell’economia mondiale prospettata da Allianz Global Investors per la seconda metà del 2021 ha acquistato maggiore slancio, e la crescita sostenuta si va estendendo dall’America ad alcuni paesi dell’area euro. Malgrado la divergenza nella ripresa, che ha visto alcuni Paesi Emergenti subire brusche battute d’arresto a causa della recrudescenza della pandemia, Allianz Global Investors, nell’articolo AllianzGI: l’inflazione farà salire la volatilità, ma la Federal Reserve non cambierà rotta, prevede ora una graduale riduzione delle differenze a livello geografico e settoriale in corso d’anno, citando gli indici dei responsabili degli acquisti, compreso l’indice Ifo in Germania, che suggeriscono che a partire dal secondo semestre il settore dei servizi, più colpito dalla pandemia, dovrebbe evidenziare una ripresa più solida di quella del manifatturiero, già in significativa risalita.

ESPOSIZIONE MISTA AI REAL ASSET

Erik Knutzen, Chief Investment Officer – Multi-Asset Class di Neuberger Berman, sottolinea che occorre trovare il giusto equilibrio tra esposizione all’inflazione e rischio d’inflazione. Le materie prime e le azioni value di solito sono estremamente sensibili all’inflazione. Molti indicano l’oro come “la migliore” copertura contro l’inflazione, ma è un asset tendenzialmente volatile. Come si legge nell’articolo Neuberger Berman: come difendersi dal rischio inflazione, i senior loan a tasso variabile solitamente offrono una copertura dall’inflazione a fronte di un rischio moderato, mentre un’esposizione mista ai real asset e a una fonte di reddito stabile dei titoli immobiliari rendono questi strumenti storicamente efficaci negli scenari inflazionistici e resilienti nelle fasi di rallentamento.

NEL CERCARE IL RENDIMENTO LE AZIONI SARANNO UN MUST

Secondo Pascal Blanqué, Group CIO di Amundi, il nuovo scenario costringerà gli investitori a distanziarsi dai tradizionali bond benchmark per cercare il rendimento in tutte le declinazioni del reddito fisso mentre le azioni diventano un ‘must have’ strutturale, nonostante le valutazioni ‘tirate’, aggiungendo forme di protezione da possibili bolle, possibile nell’universo tech ad altissima crescita, con allocazioni negli asset ‘reali’, e continuando a praticare la rotazione dal growth al value che secondo l’esperto di Amundi è destinata a durare anni. Nell’articolo Amundi: torna l’inflazione ma non il rendimento, azioni scelta obbligata sono indicati tre scenari per la seconda parte del 2021. Quello di riferimento, a cui assegna un 60% di probabilità, prevede una ripresa economica ‘a più velocità’, più robusta negli Stati Uniti e in Europa e più modesta nei Mercati Emergenti, mentre la combinazione di ‘colli di bottiglia’ produttivi e distributivi, di pressioni sui costi e di tensioni salariali favorirà strappi al rialzo dell’inflazione, che si normalizzerà ma a livelli più elevati.

VALUTAZIONI AZIONARIE RAGIONEVOLI

Nonostante il potente rally dai minimi toccata a marzo 2020, BlackRock ritiene le valutazioni azionarie ancora ‘ragionevoli’, mentre gli spread creditizi sono vicini ai minimi storici, per cui il premio di rischio che l’investitore è chiamato a pagare sulle azioni, in linea con le medie storiche, suggerisce che non sono sopravvalutate. Il giudizio, come spiegato nell’articolo BlackRock: azioni decisamente meglio delle obbligazioni, vale sia per gli USA che per l’Eurozona. Le prospettive di inflazione restano il fattore chiave. Secondo l’analisi di BlackRock, una serie di fattori puntano ad alta inflazione nel medio termine, il che renderà meno facile per la Federal Reserve restare fedele alla sua linea di tolleranza, un rischio che il mercato sta sottostimando.

LE AZIONI VALUE EUROPEE

Come preparare i portafogli alle sorprese in vista dell’inflazione? “La prima scelta sono le azioni che, storicamente, hanno dimostrato di essere ben posizionate per resistere a periodi di reflazione, come quello che stiamo attraversando attualmente” riferiscono nell’articolo Ecco come preparare i portafogli ai movimenti dell’inflazione i manager di Credit Suisse che, in ambito azionario a alla luce di valutazioni elevate come nel caso del mercato azionario statunitense, prediligono gli investimenti tematici dei Supertrend. Tra questi, per esempio, Cambiamento climatico, Infrastrutture, Inquietudini sociali, Capitalismo inclusivo, Tecnologia, Silver economy e Millennials. In alternativa ci sono i titoli ciclici e value. In particolare, si segnalano le azioni value europee ad alto dividendo, che offrono valutazioni relativamente attraenti, presentano il valore aggiunto di dividendi elevati e sono di natura ciclica.

EUROPA ALL’AVANGUARDIA NEL CAPITALISMO RESPONSABILE

L’Europa si pone all’avanguardia nell’ambito del capitalismo responsabile. Il Vecchio Continente vanta infatti una solida base nella catena del valore delle energie rinnovabili, con alcuni dei maggiori sviluppatori globali di energie alternative nel settore dei servizi di pubblica utilità. Aziende che hanno avviato profonde ristrutturazioni ed investito durante questa difficile fase, riuscendo ad affermarsi come leader globali delle energie rinnovabili. “Il mercato dell’energia eolica offshore rappresenta un esempio particolarmente interessante. Fino a poco tempo fa era concentrato quasi esclusivamente in Europa, ma oggi si sta espandendo rapidamente in tutto il mondo”, Specifica nell’articolo Perché innovazione e sostenibilità rendono attrattiva l’Europa Tom Dorner, gestore European Equities, Aberdeen Standard Investments.

IL RUOLO DEL PROGRESSO TECNOLOGICO

Nei prossimi trent’anni ci saranno molte opportunità interessanti per gli investitori a lungo termine nel settore energetico. Lo sostengono nell’articolo Vontobel: “In arrivo il superciclo dell’energia pulita” Pascal Dudle, Head of Listed Impact, e Matthias Fawer, Analyst ESG & Impact Assessment, entrambi di Vontobel, sottolineando che comunque il petrolio, anche se potrebbe essere destinato a scomparire come combustibile fossile, resta importante per molti altri settori. Il mondo sta lentamente uscendo dalla dipendenza da petrolio anche perché un’auto sportiva elettrica è molto più ‘cool’ di un SUV succhia-benzina. Nonostante quello che pensano alcuni esperti, secondo l’analisi di Vontobel molte delle tecnologie necessarie per passare all’energia pulita sono già disponibili, perché è il progresso tecnologico a guidare le soluzioni climatiche più che le politiche dei governi.

POSITIVI NEL LUNGO TERMINE SUI MERCATI EMERGENTI

In conclusione, secondo gli esperti di Raiffeisen Capital Management , ci sono buoni motivi per ritenere che i rialzi dell’inflazione negli USA siano solo temporanei, ma anche delle indicazioni che l’aumento potrebbe essere più duraturo e forte di quanto la Fed e il consenso di mercato credano attualmente. Tra uno o due trimestri si vedrà, in base ai dati, in quale direzione ci si sta muovendo, e fino ad allora il dibattito continuerà e molto probabilmente avrà un forte impatto sui mercati finanziari in tutto il mondo, anche se influenzerà relativamente poco le prospettive di lungo periodo dei Mercati Emergenti che, come sottolineato nell’articolo Perché l’inflazione Usa impatta anche i Mercati Emergenti per Raiffeisen, continuano a essere positive.

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