Perché innovazione e sostenibilità rendono attrattiva l’Europa

Opportunità per gli investitori
di Leo Campagna 2 Giugno 2021 - 17:00

Tom Dorner (Aberdeen Standard Investments) segnala come l’Europa vanti grandi e affermati brand nell’ambito di beni industriali, farmaceutica, largo consumo e lusso, paragonabili ai leader tecnologici globali

Contrariamente a quello che di solito pensano gli investitori globali sull’Europa – un mercato strutturalmente poco attraente, ciclico, a bassa crescita interna e con un’elevata esposizione alla cosiddetta old economy – i dati suggeriscono un elevato livello di innovazione delle aziende europee. A rivelarlo è l’Indice Bloomberg’s 2021 Innovation, che esamina la produzione manifatturiera di valore aggiunto, l’intensità degli investimenti in R&S, i brevetti e la produttività, nel quale figurano ai primi 10 posti ben sette paesi europei, con gli Stati Uniti fuori dalla top ten e la Cina in sedicesima posizione.

SEGNALI DI UN’EVOLUZIONE VERSO LA NEW ECONOMY

“In Europa risiedono alcune delle più importanti industrie e famosi brand nel settore dei consumi che giudichiamo ben posizionati per una solida crescita a lungo termine. Inoltre, mentre si moltiplicano i segnali di un’evoluzione verso la new economy, emerge con forza la leadership europea sul fronte delle sfide ambientali, sia a livello politico che commerciale. Fattori che, nel loro insieme, esprimono numerose e interessanti opportunità per gli investitori che privilegiano un approccio bottom-up”, fa sapere Tom Dorner, gestore European Equities, Aberdeen Standard Investments.

LVMH, HERMES, KERING E RICHEMONT

Spiccano posizioni dominanti in molteplici settori globali come quello dei beni industriali e farmaceutico, del largo consumo e del lusso, con una lunga tradizione, alta qualità e difficilmente replicabili. Inoltre, molte compagnie hanno registrato tassi di innovazione paragonabili a quelli evidenziati dai leader globali in settori come quello tecnologico e dei servizi finanziari. “L’Europa è sinonimo di beni di lusso, dove si sono affermati i marchi globali come LVMH, Hermès, Kering e Richemont. Una reputazione frutto di una lunga tradizione di produzione artigianale unita a una gestione a conduzione familiare rimasta stabile, in molti casi, per oltre un secolo”, sottolinea Dorner.

UN POTENTE VANTAGGIO COMPETITIVO IMMATERIALE

La combinazione di tradizione e brand altamente ambiti rappresenta, secondo il manager di Aberdeen Standard Investments, un potente vantaggio competitivo immateriale: non a caso, per coltivare la propria immagine le aziende del lusso europee investono ingenti risorse, impegno e tempo. Un trend che sembra destinato a proseguire, grazie alla crescente domanda cinese. Secondo Business of Fashion, la Cina rappresenta infatti circa il 30% della spesa complessiva per beni di lusso ed evidenzia un’espansione capace di sostenere l’egemonia europea per il prossimo decennio.

BRAND CONSOLIDATI A LIVELLO MONDIALE

Ma c’è di più. In Europa operano compagnie con brand consolidati a livello mondiale al di fuori del lusso. “Le aziende europee produttrici di beni di consumo in genere spendono più dei competitor per tutelare e sviluppare i loro marchi e mostrano un rapporto tra spesa in R&S e vendite di norma superiore a quello delle controparti statunitensi”, riferisce Dorner.

EUROPA ALL’AVANGUARDIA NEL CAPITALISMO RESPONSABILE

L’Europa si pone inoltre all’avanguardia anche nell’ambito del capitalismo responsabile. Il Vecchio Continente vanta infatti una solida base nella catena del valore delle energie rinnovabili, con alcuni dei maggiori sviluppatori globali di energie alternative nel settore dei servizi di pubblica utilità. Aziende che hanno avviato profonde ristrutturazioni ed investito durante questa difficile fase, riuscendo ad affermarsi come leader globali delle energie rinnovabili. “Il mercato dell’energia eolica offshore rappresenta un esempio particolarmente interessante. Fino a poco tempo fa era concentrato quasi esclusivamente in Europa, ma oggi si sta espandendo rapidamente in tutto il mondo”, conclude il gestore European Equities di Aberdeen Standard Investments.

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