L’aumento dell’inflazione torna a fare paura e spinge le Borse europee in negativo

La giornata sui mercati
di Matia Venini 19 Maggio 2021 - 9:22

Brutta partenza per i listini del Vecchio Continente in attesa della pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Fed prevista per oggi. Male anche l’Asia

Avvio negativo per le Borse europee, dopo il rimbalzo di martedì che ha portato il FTSE Mib a superare la soglia dei 25mila punti per la prima volta da febbraio 2020. Piazza Affari ha aperto le contrattazioni in ribasso dell’1%, così come Londra. Francoforte ha perso lo 0,9%, mentre Madrid ha iniziato gli scambi cedendo lo 0,7%. Parigi ha registrato un calo dello 0,2%.

INCERTEZZA SULL’INFLAZIONE

A preoccupare maggiormente gli investitori è ancora una volta il rischio di un processo inflazionistico al rialzo. In questo contesto, la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Fed, prevista per oggi, potrebbe offrire qualche indicazione in più sull’atteggiamento che la banca centrale statunitense intende adottare. Un’inflazione sopra il 2% potrebbe convincere l’istituto finanziario a inasprire la sua politica monetaria, penalizzando i titoli che finora hanno beneficiato dei tassi d’interesse bassi. Nel frattempo, i futures USA viaggiano tutti sotto la parità.

BORSE ASIATICHE IN GINOCCHIO

L’incertezza sull’inflazione mette in ginocchio anche le Borse asiatiche. Il Nikkei di Tokyo ha chiuso le contrattazioni in ribasso dell’1,28%, in attesa della decisione del governo locale di giovedì sul via libera dei vaccini anti-Covid Moderna e AstraZeneca in Giappone. Male anche Shanghai, che perde lo 0,5% trascinata dall’andamento negativo dei titoli delle società energetiche e delle banche. Chiuse le Borse di Hong Kong e di Seul.

ALTRO TONFO DEL BITCOIN

Crolla il Bitcoin, che perde il 12% e torna sotto quota 40mila dollari per la prima volta dal 9 febbraio. Dopo la decisione di Tesla del 12 maggio di sospendere l’acquisto delle auto elettriche utilizzando la criptovaluta numero uno al mondo, che ha bruciato 300 milioni di dollari di capitalizzazione del mercato cripto, questa volta a far crollare la valuta digitale ci ha pensato la Cina. Martedì tre autorità locali responsabili della vigilanza delle banche e dell’industria dei pagamenti hanno infatti informato le istituzioni finanziarie di non fare alcun business che comporti l’utilizzo di criptovalute.

EURO E PETROLIO

Nel valutario, l’euro cresce dello 0,11% e scambia a 1,223 dollari. Tra le commodities, il Wti cede l’1,01% a 64,81 dollari al barile, mentre il Brent cala dello 0,98% a 68,04 biglietti verdi al barile.

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