Inps: lo smart working resterà una modalità possibile anche dopo la fine della pandemia

Post Covid
di Fabrizio Arnhold 18 Maggio 2021 - 16:44

Il presidente Tridico spiega che grazie al lavoro agile l’Inps ha ottenuto “performance più elevate rispetto al 2019 del 27% con un impatto positivo sulla produttività aziendale”

Il governo allenta le misure anti Covid e va avanti sulla strada delle riaperture. Si procede a piccoli passi verso la normalità. E come sarà quella lavorativa dopo il virus? “Per me lo smart working è una realtà e un modo di lavoro possibile anche nel periodo post pandemico, mi auguro che il governo si orienti in questo senso, almeno quando si può lavorare per obiettivi”, è il commento di Pasquale Tridico, presidente dell’Inps.

95% DEL PERSONALE IN SMART WKORKING

Facendo riferimento alla situazione dell’Inps, Tridico ha specificato che “noi siamo passati dal 10% al 95% del personale in smart working a marzo 2020. Lo abbiamo utilizzato ampiamente, e sapete quanto l’istituto ha lavorato in questo periodo”.

14 MILIONI DI PERSONE PAGATE NEL 2020

Il numero uno dell’Inps, intervenuto all’evento online dell’Ansa “Dal buon lavoro al lavoro buono: Recovery e responsabilità”, ha aggiunto: “Abbiamo pagato 14 milioni di persone nel 2020 per circa 35 miliardi di spesa aggiuntiva rispetto ai 42 milioni di utenti che mensilmente paghiamo”.

PERFORMANCE PIÙ ELEVATE

Lo smart working aumenta la produttività. Tridico ha concluso: “Abbiamo prodotto performance più elevate rispetto al 2019 del 27% con un impatto positivo sulla produttività aziendale”. In attesa di capire come sarà la “nuova normalità”, pare che nel futuro post virus resterà spazio ancora per lo smart working.

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