Da giugno via ai vaccini nelle aziende. Ecco come funziona il piano

Colpo di grazia al virus?
di Gaia Terzulli 14 Maggio 2021 - 13:51

Sono già 7.500 le imprese aderenti. Ammessi i dipendenti di ogni età, a prescindere dal tipo di contratto. Figliuolo: “Sarà il mese della svolta”

Vaccini in azienda: pronti, via. Da giugno i dipendenti di ogni età e tipologia contrattuale potranno ricevere la somministrazione del siero anti Covid-19. È quanto prevede il commissario all’emergenza sanitaria Francesco Paolo Figliuolo, che ha parlato di giugno come del “mese della svolta per dare la spallata definitiva al virus e lasciarci indietro il periodo peggiore”.

LA SVOLTA PREVISTA PER GIUGNO

Se maggio si concluderà con una media tra le 450.000 e le 500.000 dosi inoculate al giorno e a giugno arriveranno altri 20 milioni di vaccini, “raggiungeremo l’immunità di gregge nei tempi previsti”, sostiene Figliuolo. Così, “una volta messi al sicuro gli over 80, i fragili e gli over 65, si potrà aprire alle altre classi, anche nelle aziende”.

IL PROTOCOLLO PER LE VACCINAZIONI NELLE AZIENDE

La vaccinazione dei lavoratori in azienda, rientrando nel Piano strategico nazionale per il contrasto al coronavirus – sottoscritto dal governo d’intesa con imprese e sindacati – avverrà nel rispetto delle regole concordate dalle parti. Non ci sarà alcun obbligo per i dipendenti di ricevere il vaccino: le aziende possono già candidarsi liberamente così come i lavoratori, a prescindere dalla tipologia contrattuale. Secondo una ricerca promossa dall’Aidp – l’associazione dei direttori del personale – finora sono 7500 le imprese che hanno aderito all’iniziativa.

LA SOLUZIONE PER LE PICCOLE IMPRESE

Nel documento si legge che non vi sono limiti dimensionali per le aziende, ma si richiede che la popolazione lavorativa sia sufficientemente numerosa. Per venire incontro alle piccole realtà, il piano prevede “soluzioni bilaterali” di accorpamento ad altre aziende, così da raggiungere un congruo numero di persone.

I REQUISITI PER ACCEDERE AL PIANO

La società deve avere una struttura organizzativa adeguata al volume di iniezioni previste e una dotazione informatica che garantisca la corretta e tempestiva registrazione delle vaccinazioni. All’interno della sede gli ambienti devono essere idonei allo svolgimento delle varie fasi: dall’accettazione alla somministrazione, fino al periodo di attesa previsto per escludere reazioni avverse. A stabilire la bontà dei requisiti è l’azienda sanitaria che fornisce il vaccino e che deve avere sede nello stesso territorio della società richiedente.

FORNITURE E SOMMINISTRAZIONI

Lo Stato deve garantire le forniture, i dispositivi per le inoculazioni e gli strumenti per registrare le iniezioni avvenute. La Regione o la Provincia autonoma hanno il compito di verificare la disponibilità di dosi e la sussistenza dei requisiti di cui sopra. Una volta eseguiti gli accertamenti, l’ente concorda le modalità di ritiro dei vaccini a cura del medico competente dell’azienda o del personale sanitario individuato dal datore di lavoro. Il Piano prevede la vaccinazione anche dei lavoratori le cui aziende non siano tenute a nominare un medico competente o non possano appoggiarsi a strutture sanitarie private. In quest’ultimo caso possono avvalersi di quelle dell’Inail.

LA PROCEDURA DI VACCINAZIONE

Per quanto riguarda la somministrazione del vaccino, deve avvenire tempestivamente, senza possibilità di accantonamento, fatte salvo deroghe previste dall’azienda sanitaria di riferimento. Una volta ricevuta la dose, il lavoratore viene invitato dal personale medico a sostare almeno 15 minuti negli spazi della sede vaccinale, allo scopo di intervenire immediatamente in caso di reazioni avverse. Queste devono essere eventualmente registrate secondo le modalità previste dalla Regione o dalla Provincia Autonoma di riferimento.

LA SECONDA DOSE

L’azienda sanitaria deve poi programmare la somministrazione della seconda dose, quando prevista. Questa deve essere effettuata con lo stesso vaccino della prima e venire iniettata solo a chi, in quell’occasione, non abbia manifestato sintomi avversi. In caso di effetti indesiderati il lavoratore deve recarsi presso l’azienda sanitaria competente per svolgere le necessarie valutazioni. Per i soggetti che abbiano già contratto il virus è possibile ricevere una sola dose di vaccino, purché questa venga iniettata almeno tre mesi dopo l’infezione ed entro sei mesi dalla stessa.

L’ESCLUSIONE DALLA RESPONSABILITÀ PENALE

Il Piano prevede l’esclusione degli operatori sanitari responsabili delle iniezioni dalla responsabilità penale per eventi avversi nelle ipotesi di uso conforme del vaccino.

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