L’inflazione Usa spaventa l’Europa, Borse in forte ribasso dopo il sell-off a Wall Street

La giornata sui mercati
di Antonio Cardarelli 13 Maggio 2021 - 9:15

Pesanti cali sulle Borse europee, Milano e Londra le peggiori in avvio. Non bastano le rassicurazioni della Fed per tenere a bada le vendite sui listini globali, male anche Giappone e Cina

Partenza in forte calo per i listini europei con Piazza Affari maglia nera insieme a Londra. Il FTSE MIB ha aperto le contrattazioni con ribassi intorno all’1,5%, leggermente più contenute in avvio le perdite di Francoforte e Parigi, intorno al punto percentuale. A spaventare è il sell-off registrato ieri a Wall Street dopo l’aumento dell’inflazione oltre le aspettative

INFLAZIONE IN AUMENTO

Le dichiarazioni del vicepresidente della Federal Reserve, Richard Clarida, arrivate subito dopo la pubblicazione del dato sull’inflazione di aprile non sono bastate a rassicurare i mercati. L’indice dei prezzi al consumo è salito del 4,2% su base annua (+0,8% rispetto al mese precedente) rispetto ad attese del 3,6% e dello 0,2%. Dai influenzati dal cosiddetto “effetto base”, ovvero una base di partenza estremamente bassa dodici mesi fa a causa del lockdown, ma che fanno riemergere le preoccupazioni per una possibile stretta della politica monetaria.

LE PAROLE DI CLARIDA (FED)

A tal proposito Clarida, che si è detto sorpreso dal dato, ha dichiarato di essere più preoccupato del mercato del lavoro statunitense che dell’inflazione. Secondo il vicepresidente della Fed i singoli aumenti dei prezzi avranno solo effetti transitori sull’inflazione. Clarida ha poi dichiarato che l’attuale programma di acquisto di bond, a sostegno della ripresa, rimarrà al passo attuale finché l’economia non avrà registrato una crescita più significativa. E a proposito di mercato del lavoro è atteso per oggi il dato sulle richieste dei sussidi di disoccupazione settimanali per la prima settimana di maggio, oltre al dato sui prezzi alla produzione di aprile.

TOKYO IN FORTE CALO

L’effetto Wall Street non ha risparmiato Tokyo. Le chiusure in forte ribasso dei listini americani (peggior seduta da gennaio per il Dow Jones a -1,99%, S&P 500 -2,12%, Nasdaq -2,67%) hanno trascinato il Nikkei ai minimi da quattro mesi a 27.448 punti dopo il -2,5% di oggi con Softbank che ha lasciato sul terreno oltre il 7%. Male anche Hang Seng e Shanghai, che nella mattinata europea perdono oltre un punto percentuale. Per il momento l’unico spiraglio per le Borse arriva dai futures americani, che indicano un tentativo di rimbalzo con indici poco sopra la parità.

TRIMESTRALI E MATERIE PRIME

Oggi a Piazza Affari occhi sulle altre trimestrali in arrivo. Ieri a Borsa chiusa ha dato i numeri Pirelli, oggi arriveranno i conti tra gli altri di Atlantia, Inwit, A2a, Azimut, Prysmian. Attenzione alle banche, dopo che Moody’s ha migliorato l’outlook su alcuni istituti. Sul valutario euro in recupero dopo il balzo del dollaro di ieri a 1,20 mentre il petrolio e’ in netto calo dell’1,2% con il Brent a 68,45 dollari. Sul fronte materie prime petrolio Wti e Brent in calo dell’1,6%, con il primo a 65 dollari al barile e il secondo a quota 68,2 dollari. Oro stabile a 1.821 dollari l’oncia.

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