Le Borse europee provano a superare le paure per l’aumento dell’inflazione

La giornata sui mercati
di Antonio Cardarelli 12 Maggio 2021 - 9:16

Avvio intorno alla parità per Piazza Affari in attesa del dato sull’inflazione americana di aprile. Dalla Fed continuano ad arrivare rassicurazioni sul mantenimento della politica monetaria accomodante

Partenza sopra lo zero, e già questa è una notizia dopo i ribassi dei giorni scorsi, per le Borse europee. In avvio di seduta Piazza Affari si porta fino a +0,2% e prova faticosamente a rimanere in verde. Avvio col segno più anche per Londra (+0,3%) mentre Il Dax di Francoforte rimane intorno alla parità.

NODO INFLAZIONE

A tenere banco sui mercati sono ancora i timori per la crescita dell’inflazione, che potrebbe indurre le banche centrali a rivedere le politiche monetarie ultra-accomodanti. Finora le rassicurazioni dei diretti interessati – Federal Reserve e Banca Centrale Europea – sono servite a poco e gli investitori non sono certi che i prossimi aumenti dell’inflazione vengano tollerati come annunciato. Per questo assume una rilevanza primaria il dato sull’inflazione americana di aprile che verrà pubblicato oggi alle 14,30. Secondo le attese l’inflazione dovrebbe salire dello 0,2% su base mensile e del 3,6% su base annua, l’incremento più forte da settembre 2011.

TOKYO IN ROSSO

In attesa del dato, la Borsa di Tokyo continua a seguire la tendenza al ribasso dei listini americani. Ieri a Wall Street il Dow Jones ha perso l’1,36%, l’S&P 500 lo 0,87% mentre il Nasdaq, che in un mese è sceso del 4,3%, ha tenuto a -0,09%. L’indice Nikkei di Tokyo, dopo una prima parte di seduta positiva grazie ai conti di Toyota, ha ceduto l’1,6% anche a causa dei timori per l’aumento dei contagi nel paese. In controtendenza Hong Kong e Shanghai, che a seduta in corsa viaggiano con rialzi intorno al mezzo punto percentuale, mentre nella mattinata europea i futures di Wall Street continuano a puntare verso il basso.

PROBLEMI PER LA FILIERA PRODUTTIVA

A destare preoccupazione, oltre all’aumento del prezzo degli energetici, sono anche i problemi per le filiere di produzione globale. Si stanno infatti creando dei colli di bottiglia provocati dalla richiesta di nuovi prodotti dovuta alla riapertura progressiva delle economie, ma anche da situazioni contingenti come quella indiana, che potrebbe portare rallentamenti nelle forniture tessili. James Bullard, a capo della Fed di St. Louis, ha dichiarato che “è troppo presto per parlare di tapering”, ovvero di una riduzione degli stimoli anche in presenza di una fiammata dell’inflazione.

CONTI E MATERIE PRIME

Volgendo lo sguardo su Piazza Affari, spicca la trimestrale di Poste Italiane (+0,2% in avvio). Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha chiuso il primo trimestre con l’utile netto in crescita del 46% rispetto a un anno fa, a 447 milioni di euro, mentre i ricavi sono aumentati del 9,8%, a 2,93 miliardi. Utile in crescita anche per Banca Generali (135,4 milioni, +74%) che apre a +0,3%.
Sul fronte materie prime guadagna terreno il petrolio. Il Brent sale a 68,9 dollari (+0,5%) e il Wti tocca quota 65,6 dollari al barile (+0,5%) mentre l’oro rimane sostanzialmente stabile a 1.834 dollari l’oncia. Lo spread tra Btp e Bund apre in leggera crescita a 115 punti base. Torna a salire anche il rendimento del Treasury Usa decennale a 1,619%.

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