Obbligazioni Usa, opportunità nelle materie prime e comunicazioni

Bond high yield
di Virgilio Chelli 11 Maggio 2021 - 20:00

Shannon Ward, Fixed Income Portfolio Manager di Capital Group, fa il punto sulle obbligazioni americane ad elevato rendimento segnalando i 5 fattori che l’investitore deve tenere sotto osservazione in questa fase

Le prospettive di investimento in obbligazioni high yield in uno scenario di tassi in aumento, spread ai minimi e economia in ripresa devono tenere in considerazione cinque punti: qualità del credito, tassi di default, spread creditizi, diversificazione, duration. Lo sottolinea un commento di Shannon Ward, Fixed Income Portfolio Manager di Capital Group, che giudica un settore particolarmente interessante le materie prime e i materiali, per la sensibilità al ciclo, che nell’universo high yield vanta numerose imprese di qualità. Altro settore giudicato interessante dalla Shannon è quello delle comunicazioni, dove si è assistito a un processo di maturazione come nell’energetico. Alcune società indebitate più deboli sono fallite, altre hanno ricapitalizzato, e quelle che hanno resistito sono ora più forti, hanno rafforzato i bilanci e migliorato i rating, e alcune potrebbero potenzialmente passare all’investment grade.

MIGLIORATA LA QUALITÀ

Secondo l’esperta di Capital Group oggi la qualità del credito è migliorata nell’universo high yield con rating BB/Ba e inferiore, con gli emittenti a rating più alto che rappresentano più della metà del mercato rispetto a solo un terzo 20 anni fa. Gli emittenti CCC, che erano nella crisi finanziaria del 2008-2009, ora sono solo il 13%. La pandemia ha creato numerosi fallen angel, come Ford e alcune linee aeree, rendendo queste obbligazioni attraenti per gli investitori in un’ottica di lungo termine. Inoltre i tassi di default sono in calo dopo l’aumento temporaneo del 2020, perchè la qualità degli emittenti è migliorata, aiutata in parte dall’ingresso di alcuni grandi fallen angel come Ford, Occidental Petroleum e Kraft Heinz, e perché la Federal Reserve ha sostenuto il mercato, consentendo di rifinanziare il debito e emetterne di nuovo a tassi ragionevoli.

MERCATO PIÙ DIVERSIFICATO

Anche gli spread creditizi rappresentano un fattore positivo, influenzati dalle prospettive di ripresa, che mette in grado gli emittenti più solidi di crescere e incrementare la capacità accedendo ai mercati dei capitali per rifinanziare il debito o per coprire la spesa in conto capitale. Inoltre, prosegue l’analisi dell’esperta di Capital Group, il mercato è diventato più diversificato: telecomunicazioni e media non dominano più il segmento high yield, e settori come finanziario, materie prime, sanità, tecnologia, vendita al dettaglio e immobiliare occupano tutti una parte più grande del mercato high yield, che rappresenta ora l’economia statunitense nel suo complesso.

CONTRIBUTO A RIDURRE LA DURATION

Infine, l’high yield è un’asset class a breve duration, circa quattro anni, contro i circa otto anni del credito investment grade, e quindi meno esposta all’aumento dei tassi di interesse spesso associato ai periodi di forte crescita. Da solo, quest’aspetto favorisce l’asset class rispetto ad altri segmenti del reddito fisso, oltre a creare opportunità di diversificazione, e l’aggiunta di obbligazioni high yield al portafoglio può ridurre la sua duration complessiva, offrendo al contempo possibilità di apprezzamento nei periodi di espansione.

TROVARE IL GIUSTO EQUILIBRIO

La caratteristica principale delle economie e dei mercati di fine ciclo, osserva in conclusione Ward, è l’assunzione di rischi eccessivi. Per gli investitori high yield, il miglioramento della qualità del credito potrebbe essere la risposta più semplice, ma comporta anche assumere più rischi associati ai tassi. Per questo non è consigliabile detenere titoli di aziende sensibili ai cicli economici e altamente indebitate, ma è anche molto costoso puntare eccessivamente sulla sicurezza e coprirsi verso rischi che non si materializzano, per cui bisogna trovare un giusto equilibrio.

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