Il debito per infrastrutture protegge dai tassi zero: ecco per quale ragione

Nuove opportunità
di Virgilio Chelli 6 Aprile 2021 - 19:00

Schroders sottolinea i migliori rendimenti che offre e segnala dove l’investitore può trovare le migliori opportunità in Europa e soprattutto in Gran Bretagna, per effetto delle privatizzazioni degli anni 80-90

I tassi zero hanno spinto ai massimi i mercati azionari e ai minimi i rendimenti del debito, con quasi un quinto delle obbligazioni high yield globali che rendono oggi meno del 2%. Ma restano canali di investimento prima accessibili a pochi, in aree più specializzate, che offrono ritorni ancora interessanti. Il debito infrastrutturale è uno di questi: è un’asset class relativamente recente, nata nel post-crisi dei debiti sovrani europei, prima di allora appannaggio delle banche, prima che l’inasprimento della regolamentazione ne limitasse la possibilità, portando a un ampiamento del mercato dei deal privati di debito destinato alle infrastrutture.

MENO RISCHI RISPETTO AD ALTRE OBBLIGAZIONI

Jérôme Neyroud, Head of Infrastructure Debt di Schroders, spiega in un commento perché il contesto di tassi zero pone meno rischi al debito infrastrutturale rispetto ad altre aree dell’obbligazionario e segnala dove si possono trovare le migliori opportunità. In primo luogo l’esperto di Schroders rileva che gli asset delle aziende infrastrutturali, come strade a pedaggio, aeroporti e ponti, generano flussi di cassa di lungo termine, che finanziano le cedole pagate agli investitori nel debito emesso.

DIVERSE OPZIONI DI TASSO E DURATA

Gli investitori possono anche scegliere sia il debito infrastrutturale a tasso fisso che variabile, variando anche la durata, traendo vantaggio dal fatto che questo debito ha un solido track record di rendimenti aggiustati per il rischio rispetto agli strumenti tradizionali, vale a dire che a fronte di un rischio di default simile i rendimenti sono maggiori. Nel debito infrastrutturale junior, inoltre, gli spread dei rendimenti possono essere simili o inferiori rispetto al debito high yield, ma gli investitori si assumono circa un quarto dei rischi di default, sottolinea Neyroud.

MOLTI PROGETTI DA FINANZIARE IN EUROPA

Inoltre, il debito infrastrutturale non è incluso nei programmi di acquisto delle banche centrali e quindi non è esposto alla compressione degli spread. Schroders sottolinea che l’Europa ha storicamente trascurato la manutenzione delle infrastrutture strategiche e ora nell’ambito delle azioni di risposta alla pandemia sono stati proposti diversi pacchetti di stimolo focalizzati sulle infrastrutture. Il Regno Unito resta il mercato più significativo in Europa e secondo Schroders offre svariate opportunità perché l’ondata di privatizzazioni tra gli anni ’80 e ’90 ha fatto nascere aziende infrastrutturali regolamentate che forniscono servizi pubblici essenziali in una serie di settori.

I VANTAGGI DI INVESTIRE IN GRAN BRETAGNA

In prospettiva, gli investimenti infrastrutturali in Gran Bretagna possono beneficiare di diversi obiettivi strategici, come la banda larga in fibra su tutto il territorio entro il 2033, metà dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2030, l’investimento di 43 miliardi di sterline in trasporti regionali e il raggiungimento del 100% di veicoli elettrici entro il 2030.

UN MERCATO DESTINATO A CRESCERE

In conclusione, l’analisi di Schroders sottolinea che il mercato del debito infrastrutturale offre diversi strumenti agli investitori, presentando rendimenti diversificati e mitigando il rischio. Per gli investitori nel reddito fisso tradizionale, il profilo di rischio-rendimento del debito infrastrutturale senior e junior è indubbiamente allettante, e nell’attuale contesto di tassi zero, i benefici e l’interesse per questa asset class possono solo aumentare.

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