Perché le obbligazioni dei paesi emergenti continuano a essere un’opportunità

L'analisi
di Virgilio Chelli 3 Marzo 2021 - 19:00

Raiffeisen Capital Management segnala un posizionamento degli investitori ancora modesto su una asset class con buone prospettive, non vede rischi da rialzo di dollaro e tassi USA, che ha uno spazio limitato

Le azioni dei Paesi Emergenti continuano il trend e grazie a un azionario cinese piuttosto forte a gennaio hanno guadagnato circa il 3% rispetto a mercati azionari sviluppati stagnanti. Gli afflussi rimangono alti anche sulle obbligazioni dei Paesi Emergenti che rappresentano un “consensus trade” di molti operatori nel 2021, anche se è prematuro parlare di affollamento. Molti asset allocator tuttavia, come molti investitori privati, non sembrano aver ancora acquisito posizioni su questa asset class, o lo hanno fatto solo in misura relativamente modesta.

VALUTAZIONI UN PO’ MENO ALLETTANTI

Lo sottolinea il team CEE & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management osservando che anche nel caso delle obbligazioni in valuta locale, nemmeno gli investitori focalizzati sui Mercati Emergenti sembrano essere eccessivamente posizionati. E’ vero che le valutazioni e il potenziale di rendimento non sono così allettanti come qualche mese fa, e in termini storici non possono più essere definite a buon mercato, ma questo vale da tempo per la maggior parte delle attività finanziarie. Rispetto ai titoli di Stato USA e in generale alle obbligazioni dei paesi sviluppati, secondo Raiffeisen Capital Management molte Obbligazioni Emergenti sembrano ancora convenienti in termini di rischio-rendimento, anche se i rischi non sono naturalmente scomparsi.

CORREZIONI OPPORTUNITÀ DI ACQUISTO

Ma con una buona selezione dovrebbe essere ancora possibile generare rendimenti piuttosto rispettabili nei prossimi anni, secondo Raiffeisen Capital Management, che continua a considerare eventuali correzioni come opportunità di acquisto. Questo a condizione che la situazione sul fronte della pandemia non peggiori significativamente. L’opinione diffusa che il superamento della pandemia sia solo una questione di mesi finora sembra incrollabile, ma se dovesse vacillare molti dei movimenti di mercato degli ultimi tre o quattro mesi potrebbero invertirsi improvvisamente come sono iniziati.

POCHI RISCHI DA DOLLARO E TASSI USA

Quanto ai rischi legati alla possibilità di un ulteriore rialzo del dollaro e dei tassi USA a lunga, Raiffeisen Capital Management ritiene improbabile un’inversione di tendenza che catapulti il biglietto verde sui vecchi, e giudica anche relativamente poco probabile che i rendimenti dei titoli del Tesoro USA diventino una minaccia per le obbligazioni e le azioni emergenti, anche perché la Fed interverrebbe, se necessario. Per questo, Raiffeisen Capital Management al momento vede solo un potenziale di rialzo relativamente limitato per i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza, dato che le aspettative di inflazione incorporate sono già alte.

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