Titoli bancari favoriti col governo Draghi, BofA: “Possibile un rialzo del 30%”

L'analisi
di Antonio Cardarelli 4 Febbraio 2021 - 11:36

Bank of America positiva sui big della finanza italiana: in vetrina Poste Italiane, Intesa e Unicredit

L’incarico a Mario Draghi ha riportato l’attenzione degli investitori su Piazza Affari. Il consenso dei mercati sull’autorevolezza e sullo “standing” dell’ex presidente della Banca centrale europea è praticamente unanime, come dimostra l’andamento della Borsa italiana nel giorno dell’incontro tra il presidente Mattarella e Draghi.

SPREAD IN PICCHIATA

Diversi analisti hanno segnalato i possibili titoli che potrebbero essere favoriti dalle politiche di un eventuale governo guidato da Draghi. Inoltre, è pressoché pacifico che – nel caso le trattative con i partiti per la formazione di un’ampia maggioranza vadano a buon fine – lo spread scenderebbe in picchiata verso i 70 punti base, dove ora si trovano più o meno i governativi spagnoli e portoghesi.

LA FORZA DI DRAGHI

Un report di Bank of America (BofA) entra nel dettaglio per valutare i possibili effetti di un governo Draghi sui principali titoli finanziari di Piazza Affari. Le premesse degli analisti riguardano l’operato di Draghi nei momenti più duri della crisi del debito europeo e la necessità di non sprecare l’occasione storica del Next Generation EU, che vede l’Italia destinataria di 209 miliardi di euro. “Finora – si legge nel report di Alberto Cordara, Research Analyst di BofA – il processo è stato abbastanza confuso, ma crediamo che Draghi avrebbe l’autorità per guidare lo sforzo di riforma senza soccombere a pressioni politiche indebite”.

POSSIBILE RIALZO DEL 30%

Dunque l’analisi di BofA è molto favorevole per i titoli finanziari italiani, poiché l’elevata esposizione ai titoli di Stato italiani – spesso criticata come punto debole – potrebbe tramutarsi in un punto di forza con l’abbassamento dei rendimenti, che porterebbe all’aumento del valore dei titoli. Secondo Cordara, il settore ha un potenziale di rialzo complessivo del 30% con diversi big in vetrina, a cominciare da Poste Italiane. Il target price di Poste, secondo BofA, è di 11,5 euro per azione, dunque con un possibile incremento di valore del 39% circa.

IN VETRINA UNICREDIT, INTESA E POSTE

View molto positiva anche per Unicredit, con un target price di 10 euro (+29%) e per Intesa Sanpaolo, con una valutazione che potrebbe raggiungere i 2,5 euro per azione (+34%). Nell’analisi di BofA, dunque, l’effetto Draghi sarebbe un catalizzatore formidabile per i titoli finanziari italiani, a cominciare da quelli più grandi. Tuttavia, nello stesso report vengono elencati i possibili rischi di downside che, essenzialmente, risiedono in un rallentamento prolungato dell’economia, nell’ampiamento dello spread e nel protrarsi dell’incertezza politica.

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