Politica e mercati

Pictet: “Con Draghi premier lo spread può scendere a quota 70 punti”

Secondo Fabio Castaldi (Pictet Asset Management) il via libera al governo Draghi può portare il differenziale con i Bund verso i 70 punti. Con elezioni anticipate, il si può tornare sui 150 punti

di Antonio Cardarelli 4 Febbraio 2021 - 6:50
Mentre la politica vive ore febbrili per trovare un equilibrio parlamentare in grado di sostenere un nuovo governo guidato da Mario Draghi, l’osservato speciale sui mercati è sempre il famigerato spread. Per i pochi che ancora non lo sapessero, stiamo parlando del differenziale di rendimento tra i titoli governativi italiani e tedeschi con scadenza decennale, ovvero tra Btp e Bund.

SPREAD GIÀ IN CALO

Già da presidente del consiglio in pectore – lo stesso Draghi ha sottolineato che scioglierà la riserva solo dopo aver consultato i partiti – l’ex governatore della Bce ha avuto un effetto deciso sullo spread, passato da 114 a 105 punti base in pochissimo tempo, con i decennali italiani che rendono lo 0,56%. Complice (anche) il calo dello spread, Piazza Affari è partita al rialzo confermandosi la migliore Borsa europea con rialzi fino al 3%, prima di chiudere con il FTSE MIB in area +2%.

COSA ASPETTARSI

Ma la domanda che ora si pongono gli investitori è: con un governo Draghi in carica sostenuto da una maggioranza ampia, dove può arrivare lo spread? A rispondere è Fabio Castaldi, Investment manager di Pictet Asset Management, che sottolinea come la scelta del presidente Mattarella sia la più gradita dai mercati: un governo istituzionale guidato da una personalità con una reputazione internazionale di primissimo livello, politicamente super partes per fronteggiare le sfide della crisi economico/sanitaria e per ottimizzare l’utilizzo dalle risorse del Next Gen EU nell’avviare il processo di ricostruzione/modernizzazione del Paese.

POSSIBILI RENDIMENTI “SPAGNOLI”

Una scelta in parte obbligata, poiché alternativa all’ipotesi “sgradita ai mercati” di un voto anticipato. “Sul BTP – commenta Castaldi - le prospettive più favorevoli possono far ipotizzare una convergenza (ancorché non completa) verso i rendimenti dei titoli governativi spagnoli che trattano, al momento, ad uno spread di 60 punti base contro il Bund tedesco”. “Ipotizziamo quindi un’ulteriore compressione dello spread BTP/Bund fra i 20 e i 30 punti base con obbiettivo l’area 70/80 bps qualora la strada di Draghi andasse a buon fine”. In caso di elezioni anticipate, conclude Castaldi, lo “spread rivedrà probabilmente 150bp”.
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