In arrivo il Btp Salute: ecco di cosa si tratta

Titoli di Stato
di Antonio Cardarelli 4 Dicembre 2020 - 10:35

L’emendamento prevede l’emissione di titoli di Stato che andrebbero a finanziare la sanità pubblica durante la fase di emergenza, ma c’è anche una motivazione politica legata al Mes

Dopo i Btp Futura e i Btp in dollari, l’elenco dei titoli governativi “mirati” potrebbe allungarsi con l’emissione dei Btp Salute. La proposta è arrivata dal deputato del Movimento 5Stelle Davide Zanichelli, membro della Commissione Finanze, che ha depositato un emendamento alla legge di Bilancio.

OBIETTIVO CHIARO

Dal punto di vista tecnico, il Btp Salute somiglia al Btp Futura perché i proventi raccolti con l’emissione sarebbero utilizzati per uno scopo ben preciso. Il rilancio dell’economia nel post-coronavirus, nel caso del Btp Futura, il rafforzamento del sistema sanitario nazionale, sempre per affrontare la pandemia, nel caso del Btp Salute. L’idea è quella di potenziare le strutture, rinnovare le strumentazioni, aiutare la ricerca e mettere a disposizione fondi per le assunzioni di personale impegnato nella gestione dell’emergenza. Non è ancora chiaro se, come per i Btp Futura, anche questi nuovi titoli saranno destinati al retail. Ma è chiara l’idea di continuare a sfruttare la scia dei bassi rendimenti che sta accompagnando le ultime emissioni dei titoli governativi italiani, che continuano a essere molto richiesti sul mercato e permettono allo Stato di indebitarsi a prezzi contenuti.

LA QUESTIONE POLITICA

Dal punto di vista politico, il Btp Salute può essere visto come la risposta del Movimento 5Stelle al Mes sanitario. In pratica, l’emissione di questo titolo di Stato servirebbe a coprire i capitoli di spesa che altri partiti di maggioranza (e anche qualcuno dell’opposizione) vorrebbero sostenere utilizzando il Meccanismo europeo di stabilità. L’emendamento proposto da Zanichelli potrebbe essere una via d’uscita per riportare serenità all’interno della maggioranza.

IL CONFRONTO SUL MES

Negli ultimi giorni, infatti, il dibattito sul Mes e sulla sua riforma si è fatto molto acceso e oltre 50 parlamentari grillini avevano minacciato di bloccare la ratifica in aula. Un segnale poco incoraggiante per il premier Giuseppe Conte, che il 9 dicembre andrà in aula per sottoporre l’accordo raggiunto a Bruxelles sul Mes al voto del Parlamento.

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