È boom di richieste per le nuove obbligazioni emesse da Poste Italiane

Successo per il collocamento
di Antonio Cardarelli 3 Dicembre 2020 - 15:10

Domanda cinque volte superiore all’offerta per due bond da un miliardo di euro collocati dal gruppo guidato da Matteo Del Fante

Il ritorno di Poste Italiane ai bond è stato un successo. Dopo sette anni, il gruppo guidato da Matteo Del Fante è tornato a emettere obbligazioni e la scelta è stata premiata dagli investitori. Le richieste, infatti, sono state pari a 5 miliardi di euro, cinque volte il valore dei bond, permettendo così un collocamento con rendimenti estremamente bassi.

RICHIESTA DI BOND

Una mole di richieste che conferma il grande appetito, da parte degli investitori istituzionali e non solo, per le obbligazioni da emittenti italiani, come del resto dimostrato dalle recenti aste dei titoli governativi. Le obbligazioni senior unsecured emesse da Poste Italiane, denominate in euro, sono state collocate in due tranche da 500 milioni di euro destinate agli investitori istituzionali. Realizzata nell’ambito del Programma Euro Medium Term Notes (EMTN) di Poste Italiane da 2 miliardi di euro, con un rating “BBB” da Standard and Poor’s e “Baa3” da Moody’s, l’emissione è stata effettuata martedì scorso.

DETTAGLIO DEI RENDIMENTI

Nel dettaglio, Poste Italiane ha collocato una tranche da 500 milioni di euro, scadenza 10 dicembre 2024 e cedola fissa annuale dello 0,00% con prezzo di emissione fissato al 100,100% e rendimento effettivo a scadenza di -0,025%. La seconda tranche, sempre da 500 milioni di euro, ha scadenza 10 dicembre 2028 e cedola fissa annuale dello 0,50%%. Il prezzo di emissione è stato fissato al 99,758% mentre il rendimento effettivo a scadenza è di 0,531%.

LA STRATEGIA DI POSTE ITALIANE

La data prevista per il regolamento di entrambe le tranche è il 10 dicembre 2020. I titoli saranno quotati sul mercato regolamentato gestito dalla Borsa di Lussemburgo. “L’emissione – spiega Poste Italiane in una nota – è finalizzata all’ampliamento della base degli investitori, alla riduzione dei costi e la diversificazione delle fonti di finanziamento, nonché al riequilibrio e all’allungamento delle relative scadenze”.

IL COLLOCAMENTO

I titoli sono stati collocati da un sindacato di banche composto da Goldman Sachs International, IMI-Intesa Sanpaolo e J.P. Morgan nel ruolo di Joint Global Coordinators, Joint Lead Managers e Joint Bookrunners oltre a BNP Paribas, Deutsche Bank e UniCredit nel ruolo di Joint Lead Managers e Joint Bookrunners.

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