Con la fine del blocco licenziamenti subito perso il 7% dei posti

Focus sul lavoro
di Fabrizio Arnhold 25 Agosto 2020 - 10:30

In una nota di Unimpresa si stima il calo di occupati al termine del blocco dei licenziamenti imposto dal governo

Quando cesserà il blocco dei licenziamenti, il 7% dei lavoratori resterà a casa. La stima è quella del consigliere nazionale di Unimpresa, Giovanni Assi, che in un approfondimento sul decreto agosto precisa come il “mantenimento dei livelli occupazionali non può e non deve ottenersi per pochi mesi con le tasche degli imprenditori, ma deve essere la naturale conseguenza di misure durature nel tempo che permettano di pianificare e programmare le attività delle imprese, anche perché i divieti non potranno durare all’infinito”.

MISURE STRUTTURALI

Secondo l’analisi di Assi, il governo ha confezionato “l’ennesimo pasticcio”, perché per fronteggiare la crisi da pandemia non ha scelto di intervenire con misure strutturali ma ha preferito “continuare ad imporre alle aziende determinati comportamenti al limite dell’incostituzionalità già di fatto violata (salvo poi fortunatamente fare un passo indietro cancellando quanto inspiegabilmente stabilito) con l’obbligo della prosecuzione dei contratti a tempo determinato, continuando ad imporre il divieto di licenziamento che, inizialmente in vigore dal 17 marzo al 17 agosto, è stato ulteriormente esteso dal decreto Agosto”.

IL PASTICCIO DEL GOVERNO

Dal 18 agosto scatta la proroga “mobile” del blocco dei licenziamenti, prevista per tre circostanze. “Da una parte il divieto di licenziamento sarà legato all’utilizzo della Cig d’emergenza, per tutte e 18 le nuove settimane, dall’altro, in alternativa, il divieto sarà legato dell’esonero contributivo che può durare fino a 4 mesi, allungando così per molte imprese il divieto di licenziamento, tra metà novembre e fine anno”.

CONDIZIONARE LA FACOLTÀ DI LICENZIAMENTO

La situazione “più scabrosa” per il consigliere nazionale di Unimpresa riguarda quelle imprese che pur non avendo ricevuto aiuti dallo Stato, senza aver richiesto la Cassa integrazione, non possono lo stesso licenziare i dipendenti. “L’auspicio che il legislatore possa in tempi stretti fornire a tutti gli operatori del settore dei chiarimenti in ordine alle ulteriori ipotesi di eccezioni al blocco dei licenziamenti e che soprattutto venga ridata dignità a quegli imprenditori che continuano a rischiare la loro pelle ridando loro il pieno controllo delle loro aziende ponendo fine a questa ennesima violenza”, conclude Assi.