I mercati vedono una ripresa rapida dopo il crollo fulmineo

Antonio Anniballe
di Virgilio Chelli 21 Maggio 2020 - 12:24

La discesa delle quotazioni delle azioni e dei bond causata dalla pandemia è stata ripida così come la caduta di attività e produzione delle economie, ma mercati e indicatori puntano per entrambi a una rapida risalita: l’analisi di GAM

L’impatto economico e sociale della pandemia è stato forte e intenso, ma molti paesi – come l’Italia – hanno avviato il percorso di uscita dal blocco delle attività anche se in ordine sparso, mentre il contagio sembra che sia vicino al picco negli Usa. A fronte dello shock, l’intervento delle banche centrali è stato determinante e preciso, ha fornito liquidità al sistema credito, alle imprese ma anche ai mercati, rimasti illiquidi nella fase di estrema crisi. Gli acquisti sul mercato primario e secondario sono stati fondamentali, mentre anche i governi sono intervenuti in maniera decisa, anche se la situazione dell’Eurozona è più complessa, in attesa di una decisione sul Recovery Fund.

ANCHE L’ANDAMENTO DEGLI UTILI SOCIETARI PUNTA A DISEGNARE UNA “V”

A livello micro le stime degli utili a livello globale sono state progressivamente riviste e portate in negativo, ma il ritmo si sta attenuando, consentendo una base da cui ripartire. Sul piano macro le stime di crescita globale si sono capovolte e puntano a una recessione globale al 3%, con le economie avanzate in decrescita stimata di oltre 6 punti percentuali e quelle in via sviluppo attestate intorno al -1%. Una discesa cui dovrebbe corrispondere a un forte recupero per il 2021. In sintesi, uno scenario con una conformazione a V o a U molto stretta.

IN CINA L’ATTIVITÀ PRODUTTIVA È RIPRESA MA RESTANO INDIETRO I CONSUMI

Per capire se si andrà avanti in questa direzione, Massimo De Palma, Responsabile team Multi Asset Italia e Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM SGR sono andati a osservare i livelli di congestione del traffico, che Germania a parte mostrano un crollo a causa dei lockdown e poi un leggero recupero. In Cina i dati mostrano che le attività economiche sono ripartite, ma nei weekend il traffico è ancora molto modesto, segno che i vecchi stili di consumo e attività di ristoranti, svago, turismo non sono ancora ripartite. La paura di un nuovo contagio e i divieti che permangono hanno cambiato gli stili di vita.

DISOCCUPAZIONE CHE PUNTA AL 15% FRENA LA SPESA DEI CONSUMATORI

Negli USA il livello di traffico è particolarmente basso, ma sembra non abbia ancora toccato il minimo a causa del clima di incertezza e di difficoltà che sta vivendo il consumatore, con le richieste dei sussidi di disoccupazione settimanali passate da 200.000 a un picco di quasi 7.000.000, mentre il dato cumulato si attesta oggi poco sotto i 3.000.000, indicando una disoccupazione ormai vicina al 15%.

LA VOLATILITÀ È ANCORA ALTA MA È RIENTRATA DAI MASSIMI DI MARZO

Sul fronte dei mercati, l’indicatore di volatilità, dopo un picco oltre l’80% a marzo è rientrato intorno al 30-35%, ancora molto sopra i valori pre-pandemia, ma con valutazioni delle azioni di recente in netto recupero, il che induce gli analisti a ipotizzare una ripresa a V anche per i mercati azionari, che trova riscontro anche nelle previsioni per il 2021 che indicano una crescita degli utili tanto più elevata quanto più marcata è la flessione prevista nel 2020.

A WALL STREET MOLTE DIFFERENZE SETTORIALI, L’INFLAZIONE POTREBBE RIPARTIRE

A livello settoriale restano grandi differenze. Lo S&P 500 mostra un’ampia dispersione, con i titoli di qualità e difensivi pressoché invariati da inizio anno, mentre finanziari e energia registrano perdite superiori al 20%. Confrontando lo S&P 500 con le attese di inflazione a 5 anni implicite nei prezzi delle obbligazioni indicizzate, la correlazione è molto elevata. L’inflazione attesa è infatti passata dall’1,3% pre Covid-19, fino ad arrivare quasi a zero, per poi andare in deciso recupero così come il mercato azionario hanno avuto un recupero deciso.

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L’AZIONARIO CONTINUA AD AVERE UNA VALENZA IN PORTAFOGLIO

Per questo, secondo i due esperti di GAM SGR, indubbiamente l’azionario continua ad avere una valenza in portafoglio, nonostante le valutazioni elevate, perché le alternative continuano ad essere scarse, con i rendimenti offerti dai governativi europei pari a zero o anche negativi. Nel credito si è assistito ad un marcato allargamento degli spread. Secondo i diversi scenari ipotizzati da Moody’s gli spread potrebbero allargarsi sui 700/1000, ma anche arriva a 1500 o addirittura a 2000 punti base. Anche in questo caso sembra che i mercati stiano sposando lo scenario di una recessione breve e a V.

VIEW POSITIVA SU ORO E PREZIOSI, SUPPORTATI DALLE BANCHE CENTRALI E PROTEZIONE DALLE INCERTEZZE

Il rendimento degli high yield è interessante nel lungo termine, ma le valutazioni rimangono vulnerabili per l’incertezza sui tempi di superamento dell’epidemia. GAM SGR segnala inoltre che l’oro continua a mostrare una correlazione negativa quasi perfetta con l’andamento dei rendimenti reali del decennale USA, e per questo mantiene una view positiva sui metalli preziosi, perché supportati dalle banche centrali e per la funzione di protezione nelle incertezze, come in caso di nuove eventuali tensioni tra USA e Cina.