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Morgan Stanley IM: “Acque calme per adesso sui mercati, ma nubi all’orizzonte”

Nel mese di aprile, le azioni statunitensi hanno avuto la loro migliore performance mensile dal 1987, ma questo rally sembra aver toccato una resistenza negli ultimi giorni del mese. Avvicinandosi alla “fase 2” è meglio optare per un portafoglio difensivo, in attesa di sfruttare nuove opportunità

di Fabrizio Arnhold 15 Maggio 2020 07:45

financialounge -  Morgan Stanley Morning News
I dati economici di aprile sono deboli e al di sotto delle già basse aspettative, ma non sembrano aver suscitato una grande reazione negli investitori dato il movimento dei mercati nel corso del mese. Particolarmente preoccupanti sono i dati provenienti dal mercato del lavoro, ed in particolare sulla disoccupazione statunitense. L’economia americana ha già perso 30,3 milioni di posti di lavoro nell’arco di sei settimane, quasi il 20% della forza lavoro totale. “Crediamo di essere sul punto di entrare nella “fase 2” della crisi causata dal Covid-19, nella quale il vero impatto economico, e il rischio di solvibilità in primis, diventa più evidente”, è l’ultimo parere sui mercati degli esperti di Morgan Stanley Investment Management Andrew Harmstone e Christian Goldsmith, gestori del team Global Balanced Risk Control.

PERCHÉ SARÀ UNA RIPRESA LENTA


Per Harmstone e Goldsmith, il Covid-19 ha accelerato alcuni cambiamenti strutturali dell’economia dove l’automazione sta inesorabilmente sostituendo i lavori a bassa qualificazione. I settori del turismo, del tempo libero e dell’ospitalità difficilmente torneranno ai livelli del 2019 nel breve termine. Ci sono poi da aggiungere altre fonti di stress, come le entrate governative statali e locali negli Stati Uniti, in difficoltà a causa della riduzione delle imposte sulle vendite. Tra i motivi che rallenteranno la ripresa, per Morgan Stanley IM, c’è anche l’elevato indebitamento delle società non finanziarie, che può potenzialmente amplificare l’impatto negativo sui ricavi.

RIMBALZO AZIONARIO IMPROBABILE


Nella visione dei due esperti di Morgan Stanley IM, la crescita globale del 2020 subirà un calo rilevante. “Anche uno scenario ottimistico si traduce in una forte contrazione della crescita per le principali economie”, proseguono gli analisti. “Tuttavia, l’eccezione evidente è la Cina. L’azionario dell’Eurozona mostra il maggior rischio di ribassi nel nostro caso base”. Tra i mercati sviluppati, invece, gli Stati Uniti sembrano meglio posizionati e supportati da una minore esposizione al turismo e una maggiore esposizione ai servizi digitali.

UN PORTAFOGLIO DIFENSIVO ENTRANDO NELLA FASE 2


In ottica investimento, nella fase 2 è bene restare cauti. “Manteniamo un atteggiamento difensivo nell’attesa di opportunità con valutazioni interessanti che riteniamo emergeranno al dispiegarsi della fase 2 della crisi”, spiegano gli esperti di Morgan Stanley IM. “Il nostro attuale posizionamento comporta una preferenza per il credito di più alta qualità rispetto alle azioni (sottopesiamo il credito high yield e deteniamo una quota rilevante nell’obbligazionario investment grade) e un sovrappeso sulla liquidità”.

MINOR ESPOSIZIONE AI TITOLI IMMOBILIARI QUOTATI


I gestori del team Global Balanced Risk Control citano poi la modifica a sottopeso nell’esposizione ai titoli immobiliari quotati (REIT) nei propri portafogli, dovuta al fatto che “non riteniamo che il recente rally del settore rifletta le difficoltà di carattere fondamentale”. A margine di quanto detto, i gestori promuovono le caratteristiche del comparto più difensivo Global Balanced Defensive Fund, riuscito a ridurre le perdite e a fronteggiare al meglio la crisi. Cosa aspettarci nell’immediato futuro? “Consideriamo la possibilità di una ulteriore correzione del mercato nel breve termine”, è il giudizio di Harmstone e Goldsmith che ritengono quindi tale strategia “ben posizionata per un simile scenario”. Allo stesso tempo, la natura dinamica del fondo dovrebbe consentire di sfruttare nuove opportunità.

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