Schroders: l’oro non smette di brillare

coronavirus
di Chiara Merico 10 Maggio 2020 - 9:30

Nel 2020 non si ferma la crescita del metallo giallo, che continua a sovraperformare rispetto alle principali asset class, osserva Sean Markowicz di Schroders

Mentre il coronavirus ha messo a dura prova gran parte degli asset rischiosi, l’oro continua a brillare. “A inizio maggio, il metallo giallo mostra una crescita dell’11,3% nel 2020, sovraperformando rispetto a tutte le principali asset class globali”, osserva Sean Markowicz, Cfa, strategist, research and analytics di Schroders. Il crollo del mercato azionario combinato con rendimenti reali in calo ha innescato un rimbalzo per il bene rifugio per eccellenza, portandolo ai massimi livelli dal 2012.

BENE RIFUGIO E RENDIMENTI NEGATIVI

Gli investitori puntano sull’oro per due ragioni principali. “Innanzitutto, per il suo ruolo di bene rifugio: essendo un metallo raro può essere facilmente convertito in liquidità, non ha rischi di controparte e la possibilità di crescita della sua offerta è limitata”, spiega l’esperto. In secondo luogo il metallo giallo beneficia di uno scenario con rendimenti reali negativi: “l’oro non genera reddito, a differenza di altri investimenti ‘safe-haven’, come le obbligazioni, quindi investire in oro ha il ‘costo’ di rinunciare all’income che si potrebbe ottenere altrove; quando tuttavia i rendimenti reali si avvicinano allo zero o sono negativi (perché le aspettative di inflazione salgono o perché i rendimenti nominali scendono), questo costo-opportunità si riduce ed è ciò che è successo recentemente”.

EFFETTO INFLAZIONE

Questo scenario potrebbe protrarsi anche dopo la crisi: “Con le banche centrali che iniettano stimoli monetari illimitati nell’economia, i rendimenti reali resteranno probabilmente attorno allo zero o in territorio negativo a lungo, e questo contesto dovrebbe essere di supporto per la domanda di oro”, sottolinea Markowicz. D’altra parte, quando la ripresa comincerà c’è il rischio di un aumento dell’inflazione, e in passato il prezzo dell’oro è cresciuto molto quando il tasso di inflazione ha accelerato almeno al +2%.

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DOMANDA IN CALO PER L’ORO COME COMMODITY…

L’oro non è però soltanto un asset monetario, ma anche una commodity utilizzata in gioielleria e in misura minore anche nella tecnologia. Secondo il World Gold Council, queste due fonti hanno pesato per il 53% della domanda totale di oro nel 2019. Entrambe sono correlate con il ciclo economico, quindi “c’è la possibilità che la domanda in questi due segmenti collasserà a causa della diminuzione della ricchezza della popolazione sul lungo termine”, spiega l’esperto di Schroders, secondo cui stiamo già assistendo a un calo di questo tipo, almeno nel breve periodo, dato che i due principali mercati per la gioielleria, Cina e India, hanno diminuito e rimandato gli acquisti.

…MA IN AUMENTO PER GLI INVESTIMENTI

Tuttavia, secondo Markowicz “l’aumento della domanda di oro per gli investimenti probabilmente compenserà questo calo, per una serie di motivi”. In primis, oggi il metallo prezioso ha volumi di scambio superiori al passato. In secondo luogo, dopo la crisi finanziaria globale, le quotazioni sono aumentate a causa di una maggiore domanda lato investimenti, nonostante minori acquisti per il segmento gioielleria. Infine, come nel 2008, è probabile che le banche centrali aumenteranno l’acquisto di oro per proteggere i bilanci e diversificare rispetto agli asset con rendimenti negativi.

Fonte: Refinitiv Datastream and Schroders. Dati per il 2019.

ALLOCARE UNA PARTE DEL PORTAFOGLIO SULL’ORO

In conclusione, secondo l’esperto di Schroders “la prospettiva di un calo prolungato dei mercati, di rendimenti reali bassi e di un’inflazione più elevata dovrebbero spingere al rialzo i prezzi dell’oro nei prossimi anni”. Sebbene minori acquisti nel segmento gioielleria e un dollaro più forte potrebbero agire da freno, probabilmente non riusciranno a sconfiggere lo status di bene rifugio del metallo giallo. Per questi motivi, “gli investitori farebbero bene ad allocare almeno una minima parte del loro portafoglio sull’oro, per difendersi dalla possibilità di ulteriori venti contrari a livello macroeconomico”.