La ripresa globale dipende dalla durata dell’emergenza

coronavirus
di Virgilio Chelli 28 Aprile 2020 - 17:35

Secondo Pramerica SGR allo stato attuale le previsioni sulla crescita globale costituiscono solo scenari possibili, perché tutto dipende ancora da quanto durerà il blocco, un tema su cui resta molta incertezza

Il coronavirus ha colpito l’economia globale come un fulmine a ciel sereno con quarantene e “distanziamento sociale”, ha bloccato le attività generando incertezza sulla durata della perturbazione. Intanto le banche centrali hanno risposto con azioni aggressive per garantire liquidità e sostenere le economie, mentre in molti Paesi sono in corso di attuazione importanti stimoli fiscali. Tutti sforzi che contribuiranno ad attutire gli effetti del blocco, ma le prospettive di crescita dipenderanno in ultima analisi dalla velocità di contenimento del virus, perché se l’emergenza fosse lunga la ripresa sarebbe più lenta.

GUARDARE ALLA CINA PER CAPIRE L’IMPATTO POSSIBILE SULLE ALTRE GRANDI AREE

Nathan Sheets, Chief Economist di PGIM Fixed Income, gestore delegato di Pramerica SGR, guarda all’esperienza della Cina per capire il possibile impatto nel resto del mondo in un commento dal titolo “Guardando nell’occhio del ciclone”. L’esperto osserva che produzione e consumi sono crollati mentre nelle altre principali aree, Stati Uniti, Area Euro e Giappone, gli indicatori puntano a importanti cali a marzo sia dell’attività che della fiducia dei consumatori.

AL VIRUS SI È AGGIUNTO UNO SHOCK PETROLIFERO DI PRIM’ORDINE

Sheets aggiunge che insieme al coronavirus, l’economia globale si è trovata ad affrontare uno shock petrolifero di primo ordine, ed esprime la sensazione è che i principali Paesi esportatori di petrolio abbiano risorse sufficienti per resistere al calo, mentre monitora da vicino situazioni come Colombia ed Ecuador. Il tutto porta l’esperto di Pramerica SGR a ipotizzare una contrazione dell’economia globale sia nel primo che nel secondo trimestre, quando la Cina vedrà probabilmente una certa ripresa mentre le altre parti del mondo subiranno ancora forti ripercussioni.

Dal “wait and see” all’azione

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IL BLOCCO COLPIRÀ DURAMENTE IN USA, MA LA FED HA UNA POTENZA DI FUOCO SENZA PRECEDENTI

In particolare, negli Stati Uniti la crescita del PIL nel secondo trimestre si sta profilando molto negativa, con un calo atteso tra il -10% e il -40%. Secondo Sheets, le ultime mosse della Fed rappresentano un cambio di paradigma con un aumento della potenza di fuoco reso possibile da un bilancio relativamente contenuto rispetto a Regno Unito, Area Euro, Giappone e Svizzera. In Europa, dove le principali economie sono state colpite dal virus, i numeri della crescita del secondo trimestre potrebbero essere addirittura peggiori.

IN RALLENTAMENTO ANCHE GLI EMERGENTI, RISCHIO DI ONDATA DI DOWNGRADE DEL CREDITO

Secondo l’esperto di Pramerica SGR, anche la crescita nei Mercati Emergenti è in fase di rallentamento, in quanto risente, oltre che delle conseguenze legate al blocco da virus, del calo della domanda globale e del crollo della propensione al rischio degli investitori. Inoltre, molti sono stati colpiti dal forte calo dei prezzi del petrolio, in uno scenario che sta iniziando a prezzare un’ondata di downgrade del credito.

CONTRAZIONE PIÙ MARCATA RISPETTO ALLA CRISI FINANZIARIA GLOBALE

Nel complesso, Sheets ritiene che la crescita globale nel primo semestre subire una contrazione più marcata rispetto alla crisi finanziaria globale, con numeri compresi tra il -5% e il -10% abbastanza plausibili, con previsioni di ripresa in un certo momento nella seconda metà dell’anno.

LA QUESTIONE CHIAVE RESTA LEGATA ALLA RAPIDITÀ E ALLA FORZA DELLA RIPRESA

Secondo Pramerica SGR la questione chiave è tuttavia legata alla rapidità e alla forza della ripresa. Se arriva in tempi relativamente rapidi e se il calo nella prima metà dell’anno resta vicino al -5%, l’economia globale avrebbe la possibilità di arrivare al pareggio nell’intero 2020. Ma se, come ritiene più probabile, il calo del primo semestre sarà vicino al -10% e la ripresa ritardata, un risultato intorno al -3% sembra ragionevole. Per questa in questa Pramerica SGR considera tutte le previsioni solo possibili scenari.