Schroders: non abbassare la guardia sul riscaldamento globale

Andrew Howard
di Virgilio Chelli 27 Aprile 2020 - 21:00

Nel suo Climate Progress Dashboard la grande casa d’investimento avverte che la riduzione delle emissioni dovuta al blocco economico imposto dal virus è solo di breve termine

Uno degli effetti della devastante pandemia del Covid-19 è stato l’impatto di breve termine sulle emissioni di carbonio, che tuttavia non ha indotto a modificare le previsioni del Climate Progress Dashboard elaborato da Schroders, che restano invariate. L’ipotesi è di un innalzamento della temperatura nel lungo periodo di +3,9° C, secondo l’ultimo aggiornamento trimestrale appena reso noto.

UN IMPEGNO CONSOLIDATO PER IL CONTRASTO DEL RISCALDAMENTO GLOBALE E GLI INVESTIMENTI ESG

Dal 2017, il Climate Progress Dashboard di Schroders offre ad analisti, fund manager e clienti indicazioni sui progressi di governi e industrie in tutto il mondo verso il target di contenimento del riscaldamento globale entro i 2°C, limite fissato dagli Accordi di Parigi del 2015. A conferma dell’impegno ambientale, a ottobre 2019 Schroders aveva convertito la sua linea di credito revolving aziendale in una linea di credito Esg, con una mossa innovativa sia a livello aziendale che di investimenti.

IL BLOCCO DELLE ATTIVITÀ IMPOSTO DALLA PANDEMIA HA ABBATTUTO LE EMISSIONI

Quest’anno, come effetto collaterale della pandemia esplosa nel primo trimestre, le emissioni di carbonio della Cina sono diminuite di circa un quarto a febbraio. Una conseguenza, ovviamente, del blocco del settore industriale e dei trasporti, responsabili per più di un terzo delle emissioni globali di gas serra. A questo punto sembra probabile che il 2020 risulterà essere il quarto anno nelle ultime tre decadi in cui le emissioni globali diminuiscono, mettendo forse a segno la riduzione più importante mai vista.

MA SI TRATTA DI UN EFFETTO DI BREVE TERMINE CHE DA SOLO NON PUÒ DURARE NEL LUNGO

Ma Andrew Howard, head of sustainable research di Schroders, avverte che questi effetti di breve termine non equivalgono necessariamente a un cambiamento tangibile sul lungo periodo. Questo perché gli svariati driver presi in esame implicano un aumento delle temperature di 3,9°C nel lungo termine, rispetto ai livelli pre-industriali, senza variazioni rispetto alle indicazioni dello scorso trimestre. Anche se si sono registrati cambiamenti di breve termine in riferimento ad alcuni driver, non si può affermare che saranno sostenuti sul lungo termine.

IL CALO DELLE EMISSIONI NEL 2020 PUÒ ESSERE IL PUNTO DI PARTENZA PER ACCELERARE LA TRANSIZIONE

Anche la crisi finanziaria globale del 2008-09 aveva indotto una riduzione dell’1,3% delle emissioni, che poi sono però tornate a crescere del 6% nel 2010, via via che lo stimolo fiscale nelle principali economie ha esercitato i suoi effetti. Secondo Schroders, bisogna evitare che accada di nuovo, e suggerisce che l’attuale livello potrebbe essere un punto di flesso per i cambiamenti climatici a cui le autorità, le imprese e i governi che iniziano a pianificare la ripresa delle attività dovrebbero far riferimento per accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni.

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UN IMPEGNO ATTESTATO DALL’ADESIONE ALL’UNITED NATIONS GLOBAL COMPACT

Schroders fa l’esempio dei leader dell’Ue che hanno concordato una ripresa in linea con l’impegno per una transizione “green”, e auspica che anche altre autorità del pianeta seguano questo modello. Jessica Ground, global head of stewardship di Schroders, sottolinea che l’impegno per un’economia sostenibile è attestato dall’adesione della casa di investimento all’iniziativa “United Nations Global Compact”, sostenuta a livello globale da imprese private per migliorare la sostenibilità.