Hedge fund e private equity: protettivi e proattivi

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di Virgilio Chelli 16 Aprile 2020 - 14:38

Neuberger Berman sottolinea il ruolo positivo delle strategie di investimento alternative e il contributo che potranno dare per risolvere i problemi di turnaround e special situations delle imprese nel dopo-crisi

Durante la Grande Crisi del 2007-2009, hedge fund e private equity vennero molto criticati anche se non avevano responsabilità. Oggi le strategie d’investimento alternative hanno il potenziale per fornire un contributo più che positivo. Anche se non tutti gli hedge fund hanno avuto una buona performance, molti hanno svolto una funzione stabilizzante, mentre i general partner del private equity e del private debt si preparano a gettare un preziosissimo salvagente alle piccole e medie imprese in grave difficoltà in termini di competenze, esperienza e capitali.

GLI INVESTITORI DEL MERCATO PRIVATO STANNO MOSTRANDO TUTTO IL LORO VALORE

Lo sottolineano in un commento dal titolo “Protettivi e proattivi” David G. Kupperman, Jeff Majit e Anthony D. Tutrone, rispettivamente Co-Head di Alternative Investment Management, CFA, Co-Head Alternative Investment Management e Global Head of Alternatives di Neuberger Berman. Secondo i tre esperti, nel caos attuale le strategie ‘liquid alternative’ e gli investitori del mercato privato stanno dimostrando tutto il loro valore.

LE STRATEGIE DI ALCUNI HEDGE FUND HANNO CONSENTITO DI SUPERARE MARZO

Gli esperti di Neuberger Berman partono dall’esame delle strategie di alcuni hedge fund, che prima della crisi parevano decorrelate dal rischio di mercato, ma poi hanno esibito un altissimo grado di correlazione, con molte strategie long-short che hanno concentrato gli investimenti in alcuni titoli deprezzati del 50-60%, mentre l’effetto penalizzante è risultato più pronunciato nelle strategie strutturate, focalizzate sul credito, dove l’implicito ricorso alla leva e l’intrinseca illiquidità si sono combinati esacerbando le perdite. Eppure, diverse strategie hanno saputo preservare il capitale e generare addirittura risultati eccezionali, mentre numerose strategie market-neutral sembrano aver superato marzo senza variazioni di rilievo.

POSSIBILI NUOVE CATTIVE NOTIZIE

Inoltre, le strategie global macro e i managed futures hanno tratto profitto dalla flessione dei mercati e dall’aumento della volatilità, le posizioni long sui tassi e dollaro, e short sul settore energetico, si sono rivelate particolarmente redditizie, mentre le strategie relative-value hanno capitalizzato sfruttando l’impennata della volatilità. Gli esperti di Neuberger Berman ritengono probabili altre cattive notizie prima di mettersi alle spalle la crisi da coronavirus, e consigliano di continuare a portare avanti strategie che hanno già contribuito a mitigare la volatilità. E con l’attenuarsi della volatilità e delle vendite forzate per ridurre la leva, vedono ampie opportunità, per società d’investimento ben capitalizzate, di beneficiare dai ribassi dei prezzi nei mercati del credito strutturato e del debito distressed.

IL RUOLO IMPORTANTE DEL PRIVATE EQUITY

Il private equity invece si è presentato nel 2020 con quantitativi record di liquidità non investita che ora può andare a ricapitalizzare società in portafoglio che hanno disperato bisogno di liquidità. Inoltre, rispetto all’ultima crisi, il private equity si presenta in condizioni molto migliori perché dopo il 2008 in molti hanno investito nell’accumulazione di competenze specifiche su singoli settori e mercati dei capitali, che ora possono non solo aumentare il valore del business e dei bilanci delle società detenute in portafoglio, ma anche determinare la differenza tra sopravvivenza o fallimento.

GLI INVESTITORI ALTERNATIVI POSSONO AIUTARE LA RIPARTENZA

Le piccole e medie imprese hanno più bisogno di altre di aiuto per “domare gli incendi”, e il private equity può impiegare le sue ampie risorse, contribuendo a garantire che l’economia reale resti in piedi quando tutto sarà finito. Per questo, sottolineano gli esperti di Neuberger Berman, “resta ancora molto lavoro da fare”, e una volta spente le fiamme, gli investitori alternativi potranno iniziare a risolvere i problemi: private equity, fondi specializzati in turnaround e special situations potranno aiutare la ristrutturazione delle imprese. Inoltre, le strategie di credito distressed offrono liquidità alle banche e agli investitori istituzionali che sono pronti a liberarsi di tranche di credito strutturato a prezzi fortemente scontati.

UN AIUTO ALLA STABILIZZAZIONE DEI PORTAFOGLI E SUPPORTO A CHI HA BISOGNO DI CAPITALI

In prospettiva, concludono gli esperti di Neuberger Berman, quasi sicuramente il mondo degli investimenti alternativi fornirà un sostegno di più lungo termine a società quotate e non che dovranno raccogliere capitale con emissioni azionarie o obbligazionarie. Numerose strategie di private debt saranno pronte a offrire finanziamenti quando le banche e i mercati saranno restii a farlo, mentre gli investimenti privati in società quotate (PIPE) potrebbero costituire un’importante fonte di capitali. Gli investitori alternativi, secondo Neuberger Berman, in questi frangenti hanno due compiti: aiutare a stabilizzare i portafogli dei clienti e fornire a società di buona qualità il capitale indispensabile a evitare il fallimento.

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