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“Market timing? I piani di accumulo possono rendere il doppio”

Paolo Paschetta (Pictet AM) spiega con ricchezza di dati perché il panico fa perdere agli investitori le migliori occasioni mentre con i piani di accumulo, che eliminano il fattore emotivo, l’investimento può arrivare a rendere il doppio

di Virgilio Chelli 15 Aprile 2020 - 7:50

Come altre crisi del passato, violente ma temporanee, anche il Covid-19 ha generato panico sui mercati con un forte calo concentrato di tutti i listini azionari causato dal panic selling, un errore tipico e ricorrente che trasforma in perdita possibili opportunità. L’incertezza che caratterizza la crisi attuale, causata dal blocco economico auto-inflitto per contenere il contagio, cui si è aggiunta l’estrema volatilità del petrolio, resta molto elevato, mentre è ancora scarsa la visibilità sulla velocità con cui si diffonde il virus e sulla sua mortalità. È anche difficile prevedere per quanto tempo si prolungheranno le misure di contenimento: i mercati stanno scontando un impatto del -3,5% sul Pil globale per il 2020, con attese di un calo degli utili aziendali prossimo al 30%.

L’EMOTIVITA’ E LE FUGHE DA PANICO COSTANO MOLTO CARE AGLI INVESTITORI


A fronte di questo quadro Paolo Paschetta, country head Italia di Pictet Asset Management, sottolinea il danno arrecato dall’emotività ai portafogli degli investitori: nel 2019 l’azionario globale ha restituito un rendimento tra il 25 e il 30%, ma l’industria del risparmio gestito ha registrato deflussi per circa 200 miliardi di dollari dai fondi azionari. Oltre il 70% delle perdite accumulate da chi ha investito nell’S&P 500 negli ultimi 35 anni è dovuto alla fuga nei periodi di crollo che sono solitamente brevi e vengono più che compensati dai rally nei tre mesi successivi, nell’85% dei casi. Paschetta sottolinea che a fronte di un rendimento annualizzato dell’S&P 500 del 9,96% negli ultimi trent’anni, l’investitore ha incassato poco più del 5%, perché basta perdere il miglior giorno di ogni anno per dimezzare il guadagno potenziale.

UN ACCESSO AL MERCATO GRADUALE CON I PIANI DI ACCUMULO


La risposta consigliata da Pictet AM per evitare di perdere soldi quando i mercati nel lungo termine salgono vendendo sui minimi in preda al panico è una strategia di investimento propria dei piani di accumulo (Pac), ovvero un accesso al mercato graduale, basato su sottoscrizioni periodiche di importi modulati sul proprio profilo di rischio. Un approccio che aiuta a mettere da parte le emozioni e abbatte la volatilità limitando le perdite nelle fasi ribassiste, ma riuscendo a intercettare praticamente per intero i rialzi, di cui, invece, nel lungo periodo, l’investitore medio perde una metà. Chi ha investito con un Pac da fine 2007 a fine 2010 sul Pictet-Security, per esempio, avrebbe incassato un ritorno medio del 39,5%, mentre in media, un Pac di 3 anni sul Pictet-Global Megatrend Selection ha registrato una performance del 21%.

Mercati in attesa di buone notizie: pronti a rimbalzare con una frenata dei contagi


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LE SIMULAZIONI MOSTRANO CHE L’INVESTIMENTO GRADUALE PROTEGGE DAI CROLLI


Paschetta sottolinea che mentre i versamenti periodici di un Pac riducono drasticamente l’impatto della volatilità cancellando i bias cognitivi dell’investitore e le decisioni sbagliate di market timing, il panic selling invece cristallizza perdite certe e sottrae in media la metà del potenziale guadagno che si avrebbe restando investiti a un anno di distanza. Le simulazioni di Pictet AM dimostrano che l’investimento graduale protegge dai crolli e consente di intercettare quasi per intero i rialzi.

A FINE 2018 MOLTI INVESTITORI HANNO VENDUTO SUI MINIMI PERDENDO IL RIALZO DEL 2019


La validità di questo approccio è confermata dai dati dell’ultimo decennio, quello del ciclo espansivo più lungo della storia, caratterizzato da performance eccezionali di tutte le asset class, con l’equity apprezzato tra il 100 e il 200% e l’obbligazionario tra il 50 e il 100%. Ma è stato anche il meno amato di sempre: nel 2019 un portafoglio bilanciato avrebbe reso di più che in qualsiasi altro anno dal 1980, mentre le Borse hanno restituito un rendimento tra il 25% e il 30%, ma i fondi azionari in Italia hanno segnato un deflusso netto di oltre 2,4 miliardi, mentre globalmente i deflussi dai fondi azionari sono stati pari a circa 200 miliardi di dollari, perché tra fine 2018 e inizio 2019: gli investitori hanno venduto sui minimi, di fatto lasciando sul terreno tutta la grande performance degli altri tre trimestri dello scorso anno.

FORTI CALI ANCHE SE MOLTO BREVI INFLIGGONO PERDITE DURATURE AI PORTAFOGLI SE IN PREDA AL PANICO


I costi del panico sono molto alti. Paschetta cita un’analisi della rivista Advisors Perspective, secondo cui oltre il 70% delle perdite accumulate dagli investitori sull’S&P 500 negli ultimi 35 anni dipendono da dieci periodi di crolli molto brevi, limitati a un mese, che hanno causato fughe sui minimi, poi recuperati nell’85% dei casi in tre mesi e nel 93% entro un anno, mentre gli investitori che non sono usciti ne hanno beneficiato in nove casi su dieci nell’arco di un anno, con l’unica eccezione dell’11 settembre quando il mercato ha necessitato di più tempo per tornare ai valori pre-crisi. Una ulteriore conferma della validità dell’approccio a prova di emotività dei piani di accumulo.

Per altri approfondimenti su investimenti e strategie è possibile visitare Pictet Per te, il blog di cultura finanziaria rivolto agli investitori finali.
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