Investire ai tempi del coronavirus: situazione seria, ma c’è una via d’uscita

Candriam
di Chiara Merico 28 Marzo 2020 - 9:45

Per Rudi Van den Eynde di CANDRIAM l’esempio da seguire, in attesa di un vaccino, è quello dei Paesi asiatici. Sui mercati gli investitori a lungo termine possono già contare su società di qualità a prezzi scontati

Il coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia globale. “L’Italia sta registrando un picco di persone infette e decessi, in Germania il Robert Koch Institute afferma che nei prossimi mesi fino a dieci milioni di persone potrebbero contrarre il coronavirus, a meno che non siano rispettate seriamente le attuali restrizioni di tipo sociale”, osserva Rudi Van den Eynde, Head of Thematic Global Equity di CANDRIAM, secondo cui “la situazione è davvero seria, ma non senza via d’uscita”.

ESEMPIO ASIATICO

Per l’esperto “l’Asia può essere l’esempio da seguire”. Il numero giornaliero di nuove infezioni in Cina è di circa 20, ma la maggior parte delle persone risultate positive proveniva dall’estero. Anche la Corea del Sud sta tenendo sotto controllo la malattia, così come Singapore. “Questo dimostra come le misure adottate, pur essendo severe, si stiano mostrando efficaci”, specifica Van den Eynde.

STATISTICHE DA BRIVIDO IN USA ED EUROPA

In Europa e negli Stati Uniti, invece, la situazione è diversa: “il numero di persone che hanno contratto il virus cresce esponenzialmente. Una delle ragioni alla base del rapido incremento della curva è che solo di recente sono stati resi disponibili tamponi a sufficienza. Inoltre, il periodo di incubazione può essere superiore a sette giorni, di conseguenza la prossima settimana le statistiche potrebbero continuare a spaventare”, sottolinea l’esperto.

MANTENERE GLI SFORZI

In una seconda fase, con buone probabilità, si registrerà un appiattimento della curva. “È prevedibile che le misure recentemente adottate per evitare il contatto diretto tra la popolazione risultino efficaci. Fino a quando tutti i pazienti non saranno identificati e curati, gli sforzi globali dovranno essere mantenuti e seguiti. Solo così sarà possibile debellare il coronavirus”. Secondo Van den Eynde “vi sono forti indicazioni che suggeriscono un ritorno del virus l’inverno prossimo ma per allora il mondo sarà preparato; inoltre è probabile che lo si possa affrontare con vaccini e farmaci”.

VACCINO IN 12-15 MESI

In molti si chiedono quando sarà disponibile una cura. “Attualmente numerose aziende del settore sanitario e delle biotecnologie lavorano a pieno regime allo sviluppo di un vaccino. Tuttavia, con ogni probabilità, ci vorranno almeno altri 12-15 mesi prima che sia pronto”, spiega l’esperto. Secondo una visione più ottimistica, ma non impossibile, le prime dosi saranno disponibili a partire da dicembre.

SERVONO RAPIDAMENTE MOLTE DOSI

Ma lo sviluppo di un vaccino è solo un lato della medaglia. “La produzione di circa 100 milioni di dosi di vaccini per la popolazione significa uno sforzo ingente per il settore. Sarebbe auspicabile che non solo qualche azienda, ma molte società lavorassero contemporaneamente allo sviluppo di vaccini, compresi i grandi leader del mercato che sono in grado di produrre rapidamente le quantità necessarie. Un altro aspetto positivo è che, stando allo stato attuale e contrariamente a quanto accade per l’influenza stagionale, il nuovo coronavirus difficilmente subisce mutazioni. È pertanto probabile che nel 2021 un vaccino sia ancora efficace”, fa notare Van den Eynde.

SVILUPPARE FARMACI EFFICACI

L’altro fronte è lo sviluppo di farmaci. “Un progresso rapido è realistico perché i farmaci sono già stati approvati. L’unica cosa necessaria sono gli studi clinici che coinvolgono diverse centinaia di pazienti negli ospedali. Se i farmaci curano più rapidamente e non si verificano nuovi effetti collaterali, già a settembre o ottobre potrebbero essere a disposizione dei buoni dati clinici”, fa sapere l’esperto di Candriam.

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RITORNO ALLA NORMALITÀ NEL 2021

In ogni caso, “con tutta probabilità i dati relativi ai prossimi due trimestri non saranno particolarmente buoni. Nessuno sa quanto dureranno le misure temporanee della politica globale e quali saranno gli effetti concreti della crisi attuale sui mercati”, osserva Van den Eynde, secondo cui “vi sono ottime probabilità che l’economia torni alla normalità entro l’estate del 2021. Gli investitori possono sicuramente fare la differenza: chi pensa a lungo termine, andando al di là dei dati dei prossimi mesi, si accorgerà che alcune società di qualità sono attualmente disponibili a un prezzo molto più interessante rispetto a poche settimane fa”.