Il mercato obbligazionario alla sfida della liquidità

Federal Reserve
di Virgilio Chelli 27 Marzo 2020 - 19:00

Goldman Sachs Asset Management (GSAM) spiega che la crisi potrebbe durare ancora diverse settimane ma poi dovrebbero emergere opportunità sul segmento del credito a breve di elevata qualità

Anche dopo l’annuncio da parte della Federal Reserve americana di programmi ingenti di ulteriore espansione degli acquisti di bond, le sfide della liquidità sono diventate un’ulteriore caratteristica ricorrente della crisi attuale. Per questo Mike Swell, co-head, Global Portfolio Management del Global Fixed Income di Goldman Sachs Asset Management (GSAM), ha tenuto una call insieme ai membri del team Global Fixed Income della società per una discussione sugli ultimi sviluppi e la risposta della politica monetaria.

L’EFFETTO COMBINATO DELLA CRISI DA VIRUS E DAL CALO DEL PETROLIO

La discussione è stata introdotta da Ashish Saha, che ha fornito una panoramica del mercato del reddito fisso e delle azioni intraprese dalla Federal Reserve, sottolineando come lo shock combinato del Covid-19 e del calo-petrolio abbia determinato ampie vendite sia sull’azionario che sui titoli del reddito fisso, provocate da ribilanciamenti di portafoglio, mettendo in difficoltà l’equilibrio dei conti di broker e dealer.

UNA VOLTA IN USCITA DALLA CRISI SI APRIRANNO OPPORTUNITÀ

Nel momento in cui le banche centrali hanno tagliato i tassi e ampliato ilquantitative easing, la liquidità ha cominciato a migliorare specialmente sul mercato dei Treasury e dei titoli rappresentativi di mutui, quindi GSAM si è focalizzata sull’acquisto di bond che offrissero potenziale di forte free cash flow sostenuto da asset altrettanto forti. Una volta che si inizierà a uscire dalla crisi, il che richiederà diverse settimane, allora si apriranno opportunità sul segmento del credito a breve di elevata qualità, che dovrebbe beneficiare proprio delle migliorate condizioni di liquidità.

LA FEDERAL RESERVE RICORRE A DIVERSI STRUMENTI PER GARANTIRE LIQUIDITA’ ALLE IMPRESE

Swell a questo punto introduce il tema dei commercial paper, gli strumenti con cui le aziende finanziano le attività operative, per chiedere a Pat O’Callaghan se anche su questo segmento “stressato” l’azione della Fed stia impattando positivamente. La risposta sottolinea che la banca centrale è ricorsa a strumenti, già usati nella crisi del 2008 a sostegno del mercato,pari a 1.130 miliardi di dollari di commercial paper, ad esempio lanciando la Commercial Paper Funding Facility. Questa volta inoltre la Fed ricorre anche alle risorse di capitale delle banche, ricostruite proprio negli anni post-crisi, alleggerendole in parte degli obblighi di riserva.

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ATTENTO E COSTANTE MONITORAGGIO DELL’INTERAZIONE TRA POLITICHE FISCALI E MONETARIE

Dalla politica monetaria alle politiche di bilancio: a questo punto Alex Stiles spiega che gli spazi di manovra per nuovi tagli sembrano esauriti per Bce e Bank of Japan, anche perché avrebbe poco senso spingere ulteriormente in territorio negativo il costo del denaro, e questo vuol dire che la palla passa agli stimoli fiscali. Gli Usa hanno già annunciato interventi imponenti, la Germania è pronta a tutto per sostenere l’economia, e anche il Regno Unito si prepara a mettere sul tavolo l’equivalente del 16% del Pil. Ma la diffusione di politiche simili in tutta Europa può portare a un deterioramento dei bilanci pubblici più rapido di quanto visto nella crisi del 2008. Per questo GSAM monitorerà attentamente l’interazione tra le politiche fiscali e monetarie.

$200-250 MLD DICORPORATE BOND POSSONO SCIVOLARE DALL’INVESTMENT GRADE ALL’HIGH YIELD

Mike Swell allarga quindi la discussione all’insieme dei mercati del credito affidandola a Ben Johnson, che segnala come si comincino a vedere tagli dei rating dei corporate bond investment grade nei segmenti più colpiti dal doppio shock virus-petrolio, come energia, viaggi e tempo libero. Gli emittenti bancari invece sembrano ben capitalizzati e ben posizionati per superare la volatilità a breve termine. GSAM stima che nel prossimo anno circa 200-250 miliardi di dollari di bond a rating BBB, lo scalino più basso dell’investment-grade, possa scivolare nella categoria high yield. Sarebbe una massa pari a circa il 17% di tutto il valore attuale del mercato high yield americano.

I BOND HIGH YIELD POSSONO ANDARE SOTTO PRESSIONE MA LE ATTESE DI DEFAULT SONO ECCESSIVE

A questo punto Mike Dimitri spiega che il declassamento di bond investment grade nella categoria high yield metterebbe il settore sotto pressione. Mentre i volumi scambiati da inizio anno sono aumentati del 20-25%, l’attività sul mercato è rimasta ordinata nonostante l’allargamento degli spread. In ogni caso il mercato high yield ha sperimentato importanti deflussi di investimenti, rappresentando anche qui una sfida per laliquidità. GSAM ritiene che il rischio di default sia aumentato sul segmento high yield, ma ritiene che il tasso di possibili default nei prossimi mesi, prezzato oggi dal mercato e pari a circa il 9%, sia eccessivo.

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