Cina, il 2020 promette più stimoli e più crescita

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di Chiara Merico 9 Gennaio 2020 - 19:00

Dopo un anno ricco di sfide, segnato da un rallentamento notevole e dalle tensioni per la guerra commerciale, per Louisa Lo di Schroders l’economia del Dragone dovrebbe stabilizzarsi nei prossimi mesi

Il 2019 è stato un anno ricco di sfide, durante il quale abbiamo assistito a un rallentamento notevole dell’economia della Cina, osserva una nota a cura di Louisa Lo, head of Greater China equities di Schroders. “La maggior parte di questa debolezza ha riflesso un contesto esterno più complicato, causato dalle tensioni commerciali con gli Usa e dagli effetti degli sforzi precedenti del governo di imbrigliare i rischi sistemici dell’economia, concretizzatisi nel dettaglio nel controllo dell’eccesso di debito e negli sforzi del 2018 per contenere i prezzi immobiliari”.

STABILIZZAZIONE IN VISTA

Per il 2020 l’aspettativa dell’esperta è che l’economia cinese si stabilizzi, grazie alla “combinazione tra l’allentamento delle condizioni monetarie – dovuto all’introduzione da parte della banca centrale cinese di misure volte a migliorare l’accesso al credito e a offrire un maggiore supporto fiscale tramite le politiche fiscali e di spesa del governo – e il potenziale rimbalzo dell’attività industriale globale. Inoltre, una qualche forma di accordo con gli Stati Uniti dovrebbe incentivare una modesta riaccelerazione della crescita nel corso dell’anno”.

MAGGIORI STIMOLI

Il 2020 sarà l’anno conclusivo del tredicesimo piano quinquennale della Cina, che punta tra l’altro a generare una “società moderatamente benestante”. Uno dei target chiave del piano è quello di raddoppiare il Pil del Paese tra il 2010 e il 2020. Per raggiungere tale obiettivo, la Cina ha bisogno di mettere a segno una crescita del 6% l’anno prossimo. “Oggigiorno i policymaker cinesi stanno mettendo maggiore enfasi sulla gestione dei rischi di lungo termine nell’economia, come testimoniato dallo stimolo più misurato introdotto finora. Detto questo, riteniamo che servirà un allentamento aggiuntivo per sostenere la crescita dei prossimi 12 mesi, alla luce del contesto esterno sfidante e dell’economia domestica meno brillante”, spiega Lo.

Azionario emergente favorito nel 2020 per (almeno) 4 ragioni

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ALLENTAMENTO CONTINUO

Sul fronte della politica monetaria, l’esperta di Schroders si attende “un allentamento continuo nella forma di un taglio del tasso di riserva obbligatorio (RRR, reserve requirement ratio) delle banche e del tasso primario (LPR, loan prime rate). Eventuali tagli dei tassi di interesse saranno più complicati da effettuare, perlomeno nel primo trimestre, a causa dell’accelerazione dell’inflazione”. In termini di credito, “potremmo assistere a un parziale allentamento da parte delle banche, ma, come abbiamo visto negli ultimi 18 mesi, la PBoC dovrà continuare a perseguire un equilibrio tra il supporto alla crescita economica e il de-risking del settore bancario ombra”.

MAGGIORE ATTENZIONE ALLA POLITICA FISCALE

Nel 2020 Lo ritiene inoltre che “il governo presterà maggiore attenzione alla politica fiscale, al fine di stabilizzare la crescita. Nel complesso, la spesa fiscale nel 2019 è stata deludente. Riteniamo che l’incremento recente nella seconda metà dell’anno scorso nell’emissione di bond e nella spesa infrastrutturale continuerà nel primo semestre. Potremmo anche vedere un aumento del target del deficit di bilancio verso il 3% del Pil (dal 2,8% nel 2019), volto a finanziare maggiori investimenti infrastrutturali nel 2020. L’outlook degli investimenti in altri settori appare incerto, per via delle relazioni commerciali con gli Usa e la potenziale debolezza del mercato immobiliare”.

“L’IMMOBILIARE NON SERVE A FARE SPECULAZIONI”

Secondo Lo il governo cinese dovrebbe continuare “a a insistere sulla riforma dei mercati di capitali, che dovrebbe spronare gli investimenti, e sul sistema di classificazione dei cittadini (Hukou), riforma che dovrebbe contribuire a supportare il mercato immobiliare e i consumi. Tuttavia, sul fronte immobiliare non attendiamo particolari allentamenti, data la ripetuta enfasi sul fatto che ‘l’immobiliare serve a vivere, non a fare speculazioni’”.

I CONSUMI CONTINUERANNO A GUIDARE LA CRESCITA

Nel 2019 i consumi hanno giocato il ruolo principale nel sostenere la crescita, e secondo Lo questo trend continuerà nel 2020, sostenuto da diversi fattori. La crescita del lavoro resta solida, con quasi 12 milioni di occupazioni urbane create nei primi 10 mesi dell’anno e con un aumento del 6% dei redditi disponibili in termini reali. I tassi di risparmio sono ancora elevati, mentre la domanda per servizi quali l’healthcare sta aumentando. Inoltre, anche i nuovi modelli di business guidati dalla disruption tecnologica e a supporto di misure politiche (come il taglio delle imposte personali) contribuiranno positivamente.

POSSIBILE AUMENTO DEGLI INVESTIMENTI PRIVATI

Per quanto riguarda gli investimenti privati, secondo Lo si potrebbe assistere “a un moderato aumento di quelli manifatturieri e del capex, in quanto le condizioni di credito per le piccole e medie imprese saranno più accomodanti e le aspettative di profitto miglioreranno. Tuttavia, questo esito è meno certo”.

OPPORTUNITÀ ATTRAENTI

Sul fronte del commercio è chiaro che le tensioni tra Cina e Usa hanno pervaso altre aree strategiche, come la tecnologia e i mercati di capitali. Lo scenario base ipotizzato dall’esperta di Schroders prevede che” le tensioni agiranno da freno su investimenti e crescita globale nei prossimi anni”. Detto questo, “la risposta della Cina ha messo maggiore enfasi sull’autosufficienza tecnologica e sugli sforzi di supportare le aziende in industrie strategiche quali aerospaziale, IT, semiconduttori e robotica. Crediamo che ci saranno alcune opportunità attraenti per gli investitori, man mano che emergeranno i ‘campioni nazionali’”.

APPROCCIO BILANCIATO

In questo contesto, osserva Lo, “stiamo adottando un approccio bilanciato in tutte le nostre strategie sulla Cina. Restiamo focalizzati sui business orientati verso l’economia domestica, che crediamo trarranno beneficio dalla crescita di medio termine del Paese. La nostra preferenza resta per aziende consumer con esposizione all’upgrade dei consumi, energia rinnovabile, farmaceutici, assicurazioni e nomi selettivi nelle telecomunicazioni, internet e 5G”.