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Criptoattività, rapporto Consob per arrivare a una regolamentazione italiana

Dopo nove mesi di confronto la Commissione pubblica un report che raccoglie contributi e spunti dagli addetti ai lavori, con l’obiettivo di arrivare a una normativa che regolamenti questi asset

di Redazione 3 Gennaio 2020 07:00

Definire un regime normativo nazionale che disciplini le criptoattività: è l’obiettivo a cui mira un dibattito in corso da diversi mesi e a cui ieri la Consob ha fornito un contributo decisivo, pubblicando il rapporto finale sulle offerte iniziali (Ico) e gli scambi di criptoattività.

DEFINIZIONE DIFFICILE


Un concetto già di per sé di difficile definizione, e che non va sovrapposto a quello di criptovalute, le monete virtuali come il Bitcoin già molto note al grande pubblico. E il rapporto Consob punta innanzitutto a chiarire gli aspetti definitori delle criptoattività, un passo essenziale per elaborare la futura normativa.

STRUMENTI FINANZIARI O NO


Dalla definizione di criptoattività, spiega il report, non risulta infatti “sufficientemente chiara (e quindi accertabile nel caso concreto) la distinzione tra le criptoattività riconducibili alla categoria degli strumenti finanziari (secondo la normativa Mifid II) e quelle non riconducibili”.

RISCHIO TRUFFE


Una scarsa chiarezza che spesso apre la strada a fenomeni truffaldini. Come ha rivelato un report pubblicato lo scorso anno dall’Esma, l’authority europea di vigilanza sui mercati, due terzi delle Ico – le Initial coin offerings, le raccolte di denaro che servono a finanziare progetti imprenditoriali con emissione e successiva offerta al pubblico di titoli (token) registrati su una stringa digitale – si sono rivelate delle truffe. Già un anno fa l’Esma aveva avvertito della necessità di regolamentare questi fenomeni a livello europeo. Un appello che la Consob ha raccolto, avviando la discussione.

LE PIATTAFORME E I SERVIZI


Il report della Commissione si sofferma successivamente anche sul regime delle piattaforme per l’offerta di criptoasset di nuova emissione, sui sistemi di scambi e sui cosiddetti "servizi di portafoglio digitale" per la custodia e il trasferimento delle criptoattività.

NUOVO QUADRO DI RIFERIMENTO


Obiettivo del rapporto è proprio individuare possibili soluzioni normative per disciplinare alcune criptoattività che non sono assimilabili agli strumenti finanziari, e che per questo motivo richiedono una disciplina specifica idonea a fornire un nuovo quadro di riferimento per operatori e investitori.

CONFRONTO DURATO NOVE MESI


La pubblicazione del report arriva dopo un confronto durato nove mesi, durante il quale sono stati interpellati diversi stakeholder, cioè soggetti interessati al tema. Dopo un evento pubblico, tenutosi lo scorso 21 maggio all’università Bocconi di Milano, è stata aperta una consultazione sull’argomento a cui hanno partecipato esponenti del mondo accademico, associazioni di categoria, operatori di mercato tradizionali e Fintech e studi legali.
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