La Fed non tocca i tassi di interesse: probabile “pausa” per l’intero 2020

Federal Reserve
di Redazione 12 Dicembre 2019 - 8:30

La Fed si tira fuori dalle elezioni presidenziali e Wall Street apprezza la neutralità della Banca Centrale. I tassi di interesse restano dove sono e, senza sorprese eccezionali, ci resteranno per tutto il 2020. A Trump forse non piace ma non lo penalizza

La pausa che la Federal Reserve guidata da Jerome Powell si è presa a ottobre, dopo tre ribassi consecutivi dei tassi di interesse decisi per evitare che l’economia americana potesse avvicinarsi troppo al territorio della recessione, è destinata a durare a lungo, forse tutto il 2020, o almeno fino al 3 novembre, quando si andrà a votare per eleggere il presidente degli Stati Uniti d’America. I tassi dei Fed Funds resteranno per molti mesi tra l’1,5% e l’1,75%, praticamente a zero o negativi in termini reali se si tiene conto che l’inflazione americana viaggia intorno al 2%. L’economia è in buona salute, con la disoccupazione ai minimi e i consumi che tirano, mentre le incertezze che gravano sulle prospettive sono state cancellate dal comunicato emesso alla fine della 2 giorni del Federal Open Market Committee.

 

TASSI ABBASTANZA BASSI PER SOSTENERE LA CRESCITA

Per la Fed i tassi di interesse hanno raggiunto un livello sufficientemente basso per continuare a stimolare la crescita, mentre l’inflazione può essere lasciata correre magari anche oltre il target se questo aiuta l’economia. Il tutto si potrebbe riassumere nella constatazione che, seguendo una lunga tradizione, in un anno elettorale come il 2020 la Fed preferisce restare il più possibile neutrale, per non dare l’impressione di favorire questo o quel candidato alzando o abbassando i tassi. Janet Yellen, precedente governatore della Fed, si astenne dal muovere i tassi per tutto il 2016, per alzarli solo a dicembre, quando ormai Donald Trump aveva portato a casa la vittoria contro la favorita Hillary Clinton.

 

LA LUNGA PAUSA DELLA FED PIACE A WALL STREET, ALMENO PER ORA

A Wall Street la ‘lunga pausa’ annunciata dalla Fed è sicuramente piaciuta, almeno per ora, con i principali indici che si sono mossi al rialzo a stretta distanza dai massimi di sempre. Il rally di fine anno sembra ormai in cassaforte, ma da inizio 2020 gli investitori cominceranno a prendere le misure sul lungo cammino che porterà alle presidenziali del 3 novembre 2020. L’agenda statalista di molti democratici, a cominciare da Elisabeth Warren, fa paura agli investitori. Ma anche un secondo mandato a Trump con possibili fughe in avanti sulla guerra dei dazi non tranquillizza. Magari a Donald Trump la lunga pausa della Fed potrebbe non piacere, ma certamente non gli va contro.

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VERSO UN 2020 IN DUE TEMPI CON UN PRIMO SEMESTRE CON QUALCHE SOBBALZO

La bottom line è che probabilmente stiamo andando verso un 2020 in due tempi: un primo semestre di fibrillazioni legate alle primarie democratiche e agli sviluppi dell’impeachment, e una seconda metà forse più distesa, o forse più agitata se l’economia globale e americana dovessero frenare invece che recuperare.