Per Schroders l’economia globale ha ancora margini di crescita

dazi
di Redazione 8 Dicembre 2019 - 10:00

Dopo una fase di rallentamento, la crescita sembra avviata verso una ripresa nel 2020: gli esperti di Schroders alzano le stime da +2,4% a +2,6%

Nonostante il rallentamento delle crescita globale quest’anno abbia generato preoccupazioni su una possibile contrazione anche dell’economia statunitense, ci sono le condizioni per un ulteriore proseguimento dell’espansione che già è tra le più lunghe della storia. Ne è convinto Keith Wade, Chief Economist & Strategist di Schroders che, sulla base delle previsioni riguardanti il miglioramento dei rapporti tra Washington e Pechino e i tassi di interesse più bassi negli Stati Uniti, ha rivisto al rialzo le stime per la crescita globale nel 2020, dal 2,4% al 2,6%.

PIÙ CHANCE DI ASSISTERE AD UN ACCORDO USA – CINA

Nel suo outlook 2020, il punto cruciale riguarda le migliorate aspettative sull’evoluzione delle dispute commerciali USA – Cina, con maggiori chance di assistere ad un accordo come mostra il grafico sotto. “L’indice sintetizza il numero di articoli dell’agenzia di stampa Reuters che contengono parole chiave pro-accordo, rispetto a quelli che includono parole anti-accordo” fa sapere Wade.

Aspettative in aumento per un accordo tra Usa e Cina (Fonte: Reuters, Schroders Economic Group, Data Insights Unit, 18 novembre 2019)
Aspettative in aumento per un accordo tra Usa e Cina (Fonte: Reuters, Schroders Economic Group, Data Insights Unit, 18 novembre 2019)

ZONA EURO FAVORITA DA UNA POSSIBILE TREGUA COMMERCIALE…

L’aspettativa di un accordo almeno parziale tra Washington e Pechino costituisce un driver importante per le economie dell’Eurozona, alla luce della loro significativa quota di export. Un cambio di regime sul fronte commerciale potrebbe imprimere una svolta positiva alla regione: di conseguenza Schroders ha alzato le previsioni di crescita 2020 dallo 0,9% all’1,2%.

…MA GERMANIA E OLANDA NON AUMENTERANNO I BUDGET DI SPESA

Tuttavia, sebbene la nuova Presidente della BCE Christine Lagarde sia tra i sostenitori delle misure di “stimolo fiscale”, di tagli fiscali e spese infrastrutturali per aiutare la crescita, Wade reputa improbabili misure consistenti in questo senso. Questo per il semplice fatto che Paesi come la Germania e l’Olanda, le economie che hanno più budget potenziali per aumentare la spesa, hanno un’inclinazione storica a spese limitate. Al contrario, nel Regno Unito è più probabile un’espansione fiscale alla luce del fatto che i due principali partiti sono in competizione su chi tra i due aumenterà di più la spesa pubblica.

MERCATI EMERGENTI, MIGLIORAMENTI IN VISTA

Passando ai mercati emergenti, Wade intravede un miglioramento in gran parte di essi, sulla scia non soltanto della ripresa sul fronte commerciale ma anche della limitata inflazione, che consentirà alle banche centrali dei paesi in via di sviluppo ulteriori tagli dei tassi, seppur lievi. A livello di singoli paesi lo strategist delinea buone prospettive per il Brasile, una stabilità economica e una crescita contenuta ma costante in Russia, e alcune sfide importanti – in particolare nel settore bancario – in India. La Cina, invece, dovrà impegnarsi con ulteriori allentamenti nelle politiche monetarie e fiscali, per assicurarsi una crescita del 6% tramite la quale potrà centrare l’ambizioso obiettivo del Governo che nel 2010 promise di raddoppiare la sua economia e i redditi medi entro il 2020.

PIÙ ATTENZIONE ALL’EVOLUZIONE DELL’INFLAZIONE

“Nel frattempo, incrociando i tassi delle banche centrali, il dollaro e i rendimenti obbligazionari, le condizioni monetarie in generale risultano le più accomodanti dell’ultimo decennio offrendo un valido supporto all’economia e ai mercati” puntualizza Wade. Secondo il quale, infine, gli investitori dovrebbero fare più attenzione alle dinamiche inflattive. E’ vero, ammette lo strategist, che nonostante un outlook 2020 migliore, l’inflazione globale resta stabile, ma è da tenere sotto osservazione l’aumento dei redditi delle famiglie, soprattutto, ma non solo, in America. Potrebbero spendere di più e contrarre più prestiti, con impatti sui prezzi al consumo finora sottostimati dai mercati.