Morgan Stanley IM: sul reddito fisso bisogna accettare il rischio

Morgan Stanley Im
di Redazione 4 Dicembre 2019 - 19:30

L’attuale scenario di tassi bassi implica problemi per l’asset class obbligazionaria, tradizionalmente più sicura e meno volatile, e per trovare valore bisogna essere aperti a strategie attive purché riposte nelle giuste mani

L’obbligazionario di alta qualità, come i titoli governativi e investment grade, continua a svolgere un ruolo fondamentale nella gestione del rischio, rappresentando la classe di attivo più sicura, più liquida e meno volatile. È un po’ come il cavo di sicurezza di uno scalatore, da afferrare nei momenti difficili. Il paragone resta valido ancora oggi, ma un evidente problema è quello degli attuali rendimenti molto bassi, se non negativi. In questo contesto le strategie obbligazionarie tradizionali potrebbero essere molto meno efficaci, ma chi è propenso ad assumere un rischio maggiore può far ricorso a strategie attive che hanno il vantaggio di una maggiore diversificazione in contesti di mercato in costante evoluzione.

UN PORTAFOGLIO TRADIZIONALE 60-40 NON GARANTISCE PIÙ UN’ADEGUATA DIVERSIFICAZIONE

È questo il suggerimento di Jim Caron, gestore del team Global Fixed Income di Morgan Stanley Investment Management, che individua una serie di rischi che caratterizzano il quadro attuale. Chi cerca rifugio nelle obbligazioni deve infatti tener presente che tassi bassi generalizzati hanno causato, secondo l’analisi svolta, un aumento della correlazione tra i rendimenti obbligazionari e quelli azionari. L’andamento delle azioni e delle obbligazioni è sempre più correlato e quindi un portafoglio bilanciato tradizionale, fatto al 60% di azioni e al 40% di obbligazioni, potrebbe implicare una diversificazione inadeguata. Caron ritiene che l’aumento della correlazione sia dovuto ai tassi bassi: negli ultimi sei mesi i rendimenti dei Bund tedeschi a dieci anni hanno oscillato tra il -0,70% e il -0,20% e quelli dei Treasury USA tra l’1,50% e il 2,00%.

POCO SPAZIO PER GENERARE GUADAGNI DA ULTERIORI CALI DEI TASSI

A questi livelli, avverte l’esperto di Morgan Stanley IM, c’è ancora poco spazio per generare guadagni da un ulteriore calo dei tassi e conseguente rialzo dei prezzi. Pertanto gli investitori non possono contare sulle obbligazioni per compensare il rischio di rendimenti azionari deludenti, e al contempo i rendimenti delle obbligazioni non sono abbastanza elevati per mantenere una performance positiva, neppure in caso di un modesto rialzo dei tassi. Quando le correlazioni aumentano diventa matematicamente più difficile ottenere i vantaggi della diversificazione. Ma Caron offre anche la soluzione: “Non considerare il ciclo dei tassi di interesse per generare rendimenti obbligazionari”, vale a dire prevedere un modo per ridurre la dipendenza dei rendimenti obbligazionari dal ciclo dei tassi.

LA SOLUZIONE SI CHIAMA GESTIONE ATTIVA

Secondo il gestore un aiuto può venire dalla gestione attiva, che ricerca opportunità tra classi di attivo e regioni geografiche diverse, con strategie flessibili che colgono le opportunità per generare alfa mediante analisi approfondite su duration, settori, spread creditizi e struttura della curva dei rendimenti. Selezionando attentamente settori non collegati al ciclo dei tassi, spiega Caron, i gestori attivi possono preservare i vantaggi della diversificazione offerti dall’obbligazionario e potenzialmente migliorare i rendimenti. Si possono ad esempio selezionare attivi globali che offrano un potenziale di crescita legato al miglioramento del ciclo economico, come il credito e alcune obbligazioni dei mercati emergenti, nelle fasi di aumento dei tassi di interesse.

Riciclare la plastica fa bene anche ai rendimenti

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BISOGNA ACCETTARE IL RISCHIO, MA ANCHE AFFIDARSI A MANI SICURE

Analogamente, nelle fasi di discesa dei tassi, si possono selezionare attivi di maggior qualità con duration più lunga per catturare la performance. Però, avverte Jim Caron, “non bisogna dimenticare che tali opportunità comportano rischi maggiori”. Ma è proprio la flessibilità di investire su un ampio ventaglio di opportunità che consente ai gestori attivi di generare rendimenti, a prescindere dal fatto che i tassi si muovano al rialzo o al ribasso. Un gestore attivo inoltre ha maggiori possibilità di adottare le tattiche necessarie a sganciarsi dal ciclo dei tassi e preservare bilanciamento e diversificazione. Certo, la paura di subire perdite è concreta. Ma sapere che si è nelle mani di chi è costantemente in cerca di opportunità e attento ad evitare i rischi “può costituire un’ancora di salvezza nei periodi di incertezza”.